PERUGIA, CIPRINI (M5S): “NESTLE’ RICATTA QUASI 200 DIPENDENTI CON CONTRATTI PEGGIORATIVI. A BREVE INTERROGAZIONE PARLAMENTARE”

“Rimaniamo basiti nell’apprendere che Nestlé, per limare gli oltre 364 esuberi, sia intenzionata a ‘ricollocare’ 150 operatori di produzione, 36 addetti picking e 11 addetti alle pulizie, imponendo loro una scelta che sa molto di ricatto”, afferma la deputata 5Stelle, Tiziana Ciprini, che aggiunge: “questi dipendenti dovranno decidere se aderire ‘volontariamente’ alla proposta di cambio contratto, chiaramente peggiorativa, che prevede un part time verticale, flessibile o con contratto a termine, con tanto di clausola risarcitoria in caso di impossibilità a procedere con gli impegni accordati. O, in alternativa, saranno costretti ad andarsene.

Tra l’altro, si tratta di una doppia beffa poiché il termine ultimo per aderire a questi contratti part time è il 14 febbraio, giorno dedicato proprio ai Baci Perugina. È inaccettabile – continua Ciprini – che a quasi due anni di distanza dalla stipula dell’accordo con le Rsu, Nestlé non abbia mostrato ancora nulla dei 60 milioni di euro previsti per il piano di rilancio del polo di San Sisto, con la complicità degli stessi sindacati che si limitano ad affermare di voler arrivare presto ad un accordo‘difensivo’.

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Ma, a questo punto, sorge un dubbio lecito: anche i 15 milioni d’investimenti promessi sono forse destinati ad abbattere i costi di manodopera? Eppure – afferma Ciprini – l’accordo dell’aprile 2016 era stato pensato per evitare unridimensionamento occupazionale del sito di San Sisto e rilanciarne la produzione. È chiaro una volta di più che, di fronte alle condizioni imposte da Nestlé, il minimo comune denominatore per i dipendenti che non accetteranno le nuove forme di contratto part time, sia solamente uno: essere costretti adandarsene.

Inoltre, la Regione Umbria ha dimostrato miopia, inadempienza e freddezza anche dinnanzi alla proposta che abbiamo sostenuto e portato all’attenzione delMise: il progetto da parte di un gruppo di ex dipendenti di costituire una cooperativa, sul modello dei Workers Buy Out, per ricominciare a produrre il cioccolato con marchi dismessi da Nestlé e riassorbire parte degli esuberi e salvare ilknow how.

Non possiamo continuare a far finta di nulla – conclude Ciprini – e a tale proposito presenterò a breve un’interrogazione per chiedere al Governo di intervenire, poiché non si può pensare che i dipendenti debbano scegliere se rinunciare al proprio posto o accettare condizioni di lavoro al ribasso, mentre il soggetto che ne trae un reale profitto rimane esclusivamente la multinazionale Nestlé”.

 

Perugina, Ciprini (M5S): “Nestlé ricatta quasi 200 dipendenti con contratti peggiorativi. A breve interrogazione parlamentare”

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