Per Galletti Treviso sì e Roma no

“Contarina rappresenta un modello, e la dimostrazione che la strategia Rifiuti Zero non è una utopia, ma un obiettivo concreto”. “Il piano rifiuti del comune di Roma è un libro di sogni, ci esporrà al rischio di sanzioni da parte dell’Unione Europea. Questo da ministro non lo posso permettere”. Parole e musica del ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. Dichiarazioni in perfetta antitesi rilasciate a soli quattro giorni l’una dall’altra. La prima domenica 7 maggio al “Gazzettino di Treviso”, in occasione della sua visita del ministro al Centro di Valorizzazione e Riciclo dei Materiali di Contarina spa, esempio di economia circolare nella gestione dei rifiuti in cinquanta comuni del trevigiano, compreso il capoluogo considerato esempio virtuoso di riciclo in Italia. La seconda dichiarazione invece, il ministro l’ha rilasciata ieri al “Messaggero”, parlando della gestione dei rifiuti di Roma Capitale e di Regione Lazio.

Ora delle due l’una. O il ministro è stato colto da un attacco improvviso di perdita della memoria, oppure ritiene che quanto può essere realizzato a Treviso, non possa essere realizzato a Roma e a questo punto sarebbe interessante, dal punto di vista giornalistico e dell’informazione, domandargli cosa l’abbia portato ad elaborare una simile conclusione? Ricordiamo al ministro come a Treviso non vi sia un solo inceneritore, esattamente come a Roma il Movimento Cinque Stelle ritiene di poter farne a meno, dal momento che tale assenza è stata precondizione per potere lavorare flessibilmente sul perseguimento dell’obiettivo Rifiuti Zero.

Galletti nello “Sblocca Italia” votato dal Pd, ha fatto inserire come impianto strategico di rilevanza nazionale, l’inceneritore di Malagrotta di priorità di Cerroni. Non sarà mica quello lo scopo del ministro Galletti? Favorire l’inceneritore di Cerroni? Cerroni arrestato nel 2014 perché, secondo la Procura, era a capo di un sodalizio criminale in grado di influenzare la pubblica amministrazione. Un bel regalo per Cerroni e un danno ambientale e finanziario per i cittadini. L’impiantistica che il Movimento 5 Stelle sta chiedendo di costruire è il linea con le nuove gerarchie europee di recupero materia. Basta con impianti che bruciano e sotterrano soldi e salute, servono impianti di recupero materia. A tal proposito stiamo presentando diverse proposte di legge in grado di rendere ancora più competitivo il mercato e gli impianti di recupero materia.



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