Per cambiare davvero il Paese
Per cambiare davvero il Paese

Per cambiare davvero il Paese

di Dafni Ruscetta

Questo articolo riprende alcune riflessioni che avevo pubblicato, come  contributo personale,  su un quotidiano alcuni mesi fa, in merito alla natura del cambiamento individuale ancor prima che a livello collettivo.

Utopie minimalisteDa qualche anno scrivo articoli sulla natura profonda di un vero cambiamento della società, che non può che partire dalla dimensione personale di ognuno. Recentemente ho letto un libro che, nel confermare alcune considerazioni che ho sviluppato in questi ultimi anni, esprime la necessità di un nuovo umanesimo da cui ripartire per un genuino cambiamento socio-culturale.

Sono rare le letture che sanno essere in qualche modo ‘trasformative’. Il saggio del Professor Luigi Zoja (edito da Chiarelettere), che fornisce diversi spunti per acute e appassionate riflessioni, dà un senso di trasformazione già dal titolo: ‘Utopie minimaliste’ (intendendo per ‘minimalista’ fatto di piccoli e semplici gesti). Zoja, infatti, parla di nuove forme di “eroismo minimalista”, interiore e “individuativo”, che abbia cioè per meta lo sviluppo della personalità individuale. Tramite il processo di “individuazione” (secondo Jung quel processo di crescita interiore di un individuo e lo sviluppo del suo potenziale psicologico) il soggetto sarebbe in grado poi di proiettarsi nella società, comprendendo a quali modelli collettivi l’ambiente lo abitua per mezzo dei processi culturali, perché le forze dominanti hanno sempre imposto alla massa ideali preconfezionati.

Per ottenere ciò occorre, anzitutto, aiutare la mente nella dis-identificazione dal gruppo, dalla condotta collettiva, superandone i condizionamenti vari (Zoja riporta, come esempio al riguardo, due personaggi affascinanti della storia: Buddha e San Francesco). Nella società iper-consumista e orientata verso modelli esteriori (dove il rispetto si cerca sempre più tramite ‘verniciature’ esterne, come vestiti o automobili), tuttavia con maggiore frequenza si cercano modelli di azione interiore. Probabilmente, ciò che Battiato definisce ‘centro di gravità permanente’. Partire dall’individuo per arrivare alle masse e non viceversa dunque. Qualunque programma politico dovrebbe tenerne conto.

Il Presidente dell’Uruguay Mujica, in un suo discorso divenuto ormai famoso, disse che “lo sviluppo deve favorire la felicità umana, l’amore per la terra, le relazioni umane, la cura dei figli, l’avere amici, l’avere il giusto, l’elementare”.

Spesso, tuttavia, le proposte di miglioramento puntano subito agli interventi nella collettività, partendo dalle masse, ma la loro realizzazione viene affidata a persone che, per lo più, non hanno avuto occasione di migliorare se stesse. Anche all’interno di nuovi modelli alternativi, che si propongono di cambiare ‘culturalmente’ la concezione di politica e di società, un simile ragionamento andrebbe affrontato forse con convinzione.

Sono pertanto convinto che occorra prevedere un minimo di criterio per la selezione della futura classe dirigente – nel senso di maturità individuale e di consapevolezza, di cui parlavo poc’anzi – ma anche di graduale formazione (il processo di conoscenza di se stessi non è mai repentino) di quelle leve che andranno quantomeno a partecipare al governo del paese nei prossimi anni e decenni. E mi auguro che una simile strategia di formazione, di educazione e sensibilizzazione a un livello così profondo delle coscienze, farà parte di un imminente programma a favore di tutti i cittadini. Questo mi sembra il passaggio concreto e fondamentale: la diffusione, includendola nella lotta politica di ogni giorno e sfruttando le grandi potenzialità della comunicazione, di nuovi modelli culturali a favore della collettività. Da subito, perché le persone inizino a ‘incorporarli’, per usare un termine caro al sociologo francese Pierre Bourdieu.

Questo rappresenterebbe un grande passo in avanti per il progresso di molte società avanzate, una nuova fase evolutiva della storia dell’umanità che consentirebbe, al contempo, a tutti coloro che hanno a cuore un ‘reale’ miglioramento delle condizioni di vita delle persone, di continuare ad aderire a un progetto credibile e ambizioso che punti a spargere semi in grado di produrre radici forti e stabili anche nei prossimi secoli.
Parafrasando Gramsci: “Conoscetevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra consapevolezza”.

Fonte: ‘Utopie minimaliste’. Un mondo più desiderabile anche senza eroi. Di L. Zoja, Ed. Chiarelettere.
Le foto qui sopra riproduce una parte della copertina del libro.

di Dafni Ruscetta



FONTE : Movimento 5 Stelle Cagliari