Non abbandoniamo il Rio Carne
Non abbandoniamo il Rio Carne

Non abbandoniamo il Rio Carne

In Liguria il Rio Carne, nel comune di Pigna, rischia di vedere alterato irrimediabilmente il suo ecosistema a causa di un progetto di centrale idroelettrica lungo il suo corso. Non vogliamo assolutamente mettere in dubbio il nostro appoggio al settore idroelettrico in generale ma riteniamo che tutto vada valutato in base al contesto e sempre rispettando le normative e il minimo deflusso vitale dei corsi d’acqua. In questo caso il progetto rischia di intaccare un ecosistema che preserva specie come quella del gambero di fiume e di compromettere una zona adiacente segnalata come sito di interesse comunitario dall’unione europea.

Per questo motivo molti cittadini si sono mobilitati per fermare un progetto di idroelettrico che sembra aver avuto un iter troppo semplice e che non rispetti, a detta di alcuni residenti, le norme regionali. L’interesse di tutti noi è di preservare il nostro territorio e che sia valutato l’interesse pubblico delle opere in modo corretto coinvolgendo le popolazioni residenti. I consiglieri regionali del M5S seguono da vicino la vicenda insieme ai comitati locali e agli attivisti liguri. In parlamento abbiamo posto la questione al ministero dell’ambiente tramite una interrogazione per sapere se non ci sia pregiudizio per i siti di interesse comunitario adiacente e se non sia necessaria una valutazione di impatto ambientale e una valutazione di incidenza dell’opera.

Di seguito il testo dell’interrogazione presentata alla camera dei deputati:

Al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare

La società  REMNA S.r.l. potrebbe ottenere a breve l’autorizzazione a costruire una mini centrale idroelettrica in un tratto del Rio Carne, situato nel territorio del Comune di Pigna, in Liguria provincia di Imperia.

Il Rio Carne è affluente del Torrente Nervia, inserito in zona SIC IT1315719, mentre l’area interessata dal progetto è prossima al SIC IT1315421 (Monte Toraggio Pietra Vecchia). Tale progetto, alterando la morfologia dell’alveo, causerà un impatto sui SIC e sui corridoi ecologici (rete natura 2000 habitat).

Nelle relazioni naturalistiche presentata dalla Remna a sostegno del progetto non si tiene conto della d.g.r. n. 1122 del 2012 in materia di costruzione di mini centrali idroelettriche. In particolare il paragrafo 4.2, nel definire i criteri di localizzazione dispone espressamente che non sono ammesse derivazioni e opere connesse qualora sia accertata la presenza di specie tutelate e segnatamente del  gambero di fiume (austropotamobius Pallipes Italicus) e del suo habitat, una specie protetta dalla direttiva europea 92/43/CEE, o interventi che interessino corsi d’acqua all’interno di aree carsiche, come nel caso del RioCarne. La presenza del gambero è stata ampiamente documentata nel corso degli anni, in  ultimo da una relazione dei Carabinieri Forestali redatta insieme all’università di Genova nel settembre 2016.

Le associazioni e i comitati territoriali hanno dichiarato la propria forte contrarietà al progetto che se realizzato comprometterebbe irreversibilmente l’ecosistema acquatico e la biodiversità per circa 600mt a valle della griglia di captazione  danneggiando luoghi incontaminati di indiscutibile valore ambientale.

La zona inoltre è vincolata  dalla Sovraintendenza per i beni architettonici e ambientali (MIBACT).

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Se in considerazione dei possibili impatti sulle finalità di conservazione dei siti di importanza comunitaria presenti nella zona il progetto non richieda l’avvio della procedura di valutazione di impatto ambientale e della procedura di valutazione di incidenza ai sensi del d.P.R. 8 settembre 1997, n. 357;

se il Governo non ritenga necessario convocare un tavolo con i soggetti istituzionali interessati, al fine di evitare una irreversibile compromissione dell’ecosistema che caratterizza il Rio Carne e il Torrente Nervia.

 

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