Metanodotto ad Osimo: una visione sul futuro del Paese  

Nella seduta del 12 giugno 2018 il consiglio comunale è stato chiamato ad esprimere il proprio parere per la parte di competenza sul passaggio del METANODOTTO Falconara – Jesi – Recanati di 37 km. Il progetto quasi raddoppia in termini di capacità quello già esistente, affiancandone uno ex novo del diametro di 42” (circa 106 cm) a fronte di quello presente da 26”. Una volta affiancato il nuovo metanodotto il vecchio dovrebbe essere dismesso, ma comunque sarà lasciato in sito.
Questo gasdotto, che dovrebbe attraversare i comuni di Falconara, Camerata Picena,Jesi, Agugliano, Polverigi, Osimo, Recanati, rientrerebbe nei lavori previsti per il riassetto del metanodotto Ravenna – Chieti. Ci ha preoccupato il carattere di urgenza con cui siamo stati chiamati a prendere questa decisione e soprattutto il fatto che – come al solito – nessuno ha informato adeguatamente e preventivamente i cittadini, neanche quelli che dovranno subire gli espropri per la realizzazione dell’opera. E’ per noi davvero piuttosto strano che neanche se ne parli.

Ma al di là dell’aspetto formale quello che abbiamo sottolineato anche in commissione ambiente riunitasi l’11 giugno 2018 alla presenza del Sindaco Pugnaloni è una domanda di natura politica: che tipo di sviluppo vogliamo dare ai nostri territori? Vogliamo continuare con rigassificatori, centrali e via dicendo, lasciando che qualcuno continui a speculare sulle fonti fossili oppure proviamo ad immaginare una possibilità diversa di sviluppo dei nostri territori, basata sulla valorizzazione del paesaggio, del turismo, della cultura e dell’enogastronomia e non più sull’aumento dell’inquinamento?

Il Sindaco ci ha riferito che i dirigenti della SNAM con cui ha conferito, gli hanno magnificato le lodi di un grande progetto: una “autostrada del gas” (così l’hanno definita) che dovrebbero risalire la penisola. Forse qualcuno dovrebbe avvertire la SNAM e il Sindaco che il fabbisogno di gas è in calo costante ormai da diversi anni e il progetto non è stato appunto corredato dei dati sugli attuali volumi e sul fabbisogno aggiornato? Che utilità ne avrebbe il nostro territorio? Sarebbe davvero assurdo se ci stessimo trovando di fronte ad un progetto “Markistan”, cioè ad un disegno che vorrebbe le Marche come distretto delle fonti fossili (ricordiamo il tentativo scongiurato dal consigliere regionale M5S Peppe Giorgini di creare un’area di stoccaggio del gas sotto la città di San Benedetto del Tronto); il tutto nell’ambito dell’altrettanto assurdo progetto di trasformare l’Italia in un “hub del gas” europeo. All’interno di questo folle progetto si inserisce anche l’attraversamento sull’Appennino di un altro gasdotto della SNAM, che correrebbe esattamente lungo la faglia dei recenti terremoti che hanno colpito le Marche.

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Inoltre temiamo che il tratto Falconara – Recanati possa essere strettamente connesso alla realizzazione del famoso rigassificatore che l’API vorrebbe realizzare al largo di Falconara, quello che aveva visto nel 2011 una sollevazione popolare contraria e che qualcuno pensava fosse ormai una questione chiusa e archiviata, oppure possa presagire ad un ancora più preoccupante progetto di stoccaggio del gas nel sottosuolo, magari proprio nel territorio osimano, come abbiamo raccontato in una conferenza nell’autunno del 2015 organizzata ad Osimo.

L’economista e sociologo statunitense Jeremy Rifkin secondo il quale “i regimi energetici determinano la forma e la natura delle civiltà: come sono organizzate, come vengono distribuiti i proventi della produzione e dello scambio, come viene esercitato il potere politico, e condotte le relazioni sociali”, ha ben spiegato che la crisi che stiamo vivendo è la crisi della società creata dalla seconda rivoluzione industriale, basata sul petrolio e sulle fonti energetiche concentrate, che hanno creato una società altrettanto concentrata con ricchezza e potere nelle mani di una élite mondiale che condiziona tutte le scelte e la vita di milioni di cittadini. Questo modello ha prodotto ingiustizia sociale e danni ambientali che sono sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto ha ormai raggiunto i limiti della propria entropia. In altre parole è diventato inefficiente. Rifkin suggerisce una transizione dal ciclo fossile al ciclo solare, verso modelli energetici ispirati alle immutabili leggi della termodinamica solare e basati sulle tecnologie di terza rivoluzione industriale a bassa intensità finanziaria e alta intensità di lavoro. Questo permette di redistribuire la ricchezza dalla grande speculazione finanziaria (PIL concentrato) ai salari di milioni di lavoratori (PIL distribuito). Sono posti di lavoro qualificati e legati al territorio, non soggetti al ricatto occupazionale della delocalizzazione.

Qualcuno lo spieghi agli apologeti del gasdotto Falconara – Recanati e al Sindaco Pugnaloni.

 

                                                                                                Movimento 5 Stelle Osimo

metanodotto



FONTE : Osimo 5 Stelle