LO SCHEMA PONZI DELL’INPS
LO SCHEMA PONZI DELL’INPS

LO SCHEMA PONZI DELL’INPS

Oggi Boeri, dicendo che gli servono milioni di immigrati per non fallire, ci ha praticamente confessato che l’INPS è uno schema Ponzi, una truffa. Come funziona lo schema Ponzi? Si promettono a degli investitori dei rendimenti eccezionali rispetto a quelli di mercato. Si raccolgono i capitali da questi investitori e poi si usa lo stesso capitale per garantire una rendita molto alta in funzione di questo investimento, che in realtà non esiste… I primi investitori si vedono ritornare, sotto forma di rendita, una parte di capitale e quindi sembra effettivamente un grande affare. L’informazione si divulga e con il passaparola aumentano gli investitori che verseranno altri capitali, i quali verranno dilapidati per pagare solo le rendite dei vecchi investitori. Sembra tutto funzionare, finché i flussi di denaro dei nuovi investitori non saranno inferiori ai flussi per pagare le rendite, molto alte, ma del tutto ipotetiche. A quel punto lo schema Ponzi s’inchioda. Tutto salta e la truffa finanziaria viene smascherata. Ora immaginate l’INPS che ha prima costretto i lavoratori a passare al contributivo, gli ha alzato l’età pensionabile per pagarsi la pensione, poi li ha caricati di debiti accorpando enti come ENPALS ed ENPDAP per salvarli dal fallimento… e per pagare questi debiti, che a quel punto sono stati riversati sulle spalle dei contribuenti, ha cominciato a promettere pensioni a nuovi migranti, i quali fanno spesso lavori sottopagati, non qualificati e inviano denaro verso le famiglie d’origine in africa (sottraendolo quindi al flusso italiano) Nuovi migranti che CREDONO di versare un capitale, ma stanno soltanto pagando le rendite degli Italiani in pensione, ai quali il capitale è stato già fottuto di nascosto dalle banche… nuovi migranti che chiamano altri milioni di nuovi migranti per i prossimi vent’anni e così all’infinito con una crescita geometrica della popolazione, finchè l’Italia non esplode in una guerra civile e l’Inps fallisce.
Stefano Ragusa