LO SCANDALO (FALSO) DELLA CANDIDATA M5S SILVIA VONO

Il granchio della stampa, che ci ha fatto una cortesia gratuita. Eccovi i fatti.

Per certa stampa il problema della Calabria è diventata l’avvocato Silvia Vono, candidata M5s al Senato nel collegio uninominale di Vibo Valentia. È colpevole, secondo quell’informazione che fantastica sotto elezioni, di essere stata vicina al Pd, addirittura come assessore, e d’aver poi cambiato bandiera.

La verità è un’altra. La nostra candidata, da tempo impegnata nel Comitato civico per la trasversale delle Serre e nella difesa legale gratuita di operai sfruttati, si presentò due volte per diventare consigliere comunale di Soverato (Cz). Nel 2014 venne eletta in una lista civica contrapposta al Pd. Fece l’assessore all’Ambiente con il sindaco Ernesto Alecci, poi rieletto primo cittadino e da poco tesserato del Pd, che giusto “a caso” l’ha ricompensato con un posto nel listino proporzionale per la Camera, nel collegio Calabria Sud.

Siamo, dunque, di fronte a una sovversione dei fatti, ma a questo ci siamo abituati. Il falso scandalo di Silvia Vono le ha fatto tanta pubblicità: sia perché la stampa ha preso un granchio, sia perché la candidata 5stelle ha la fedina penale immacolata, sia perché adesso è più nota la sua biografia civile. Naturalmente, ringraziamo di cuore i giornali che hanno voluto farci questa inaspettata cortesia.

Per il resto, gli stessi giornali hanno forse dimenticato che proprio in zona Pd ci sono situazioni in corso un po’ curiose, non certo di carità paolina. Mi riferisco alle vicende degli attuali consiglieri regionali Francesco D’Agostino e Orlandino Greco. Trovatele su “Google”, che è un libro aperto. Io evito di annoiarvi ancora e di essere ripetitiva. Per ultimo, consentitemi di spendere proprio due parole sulle candidature (alla Camera) nel centrosinistra di Nico D’Ascola e Giacomo Mancini junior. Il primo era uno scopellitiano doc, d’improvviso convertito al vangelo di Renzi. Il secondo, invece, rischia perfino di diventare consigliere regionale di Forza Italia, dopo le politiche. Ma, come detto, è schierato nello squadrone della – si fa per dire – giovanile dell’altra “parrocchia”. Silenzio, parla il popolo. Il 4 marzo è vicino.

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