L’impresentabile del Pd che si dimette da assessore ma rimane candidato

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di MoVimento 5 Stelle

Un appalto sicuro in cambio del sostegno della propria campagna elettorale. Quanto scoperto dalla procura di Bari apparterebbe alla classica, peggiore, tradizione italiana. Filippo Caracciolo, assessore della giunta regionale pugliese, risulta indagato per corruzione e turbativa d’asta in un appalto da 5.8 milioni di euro per la costruzione di una scuola. Lui si è dimesso da assessore, ma non da consigliere, ma – soprattutto – resta in corsa col PD per la Camera nel collegio uninominale di Andria. Forse perché una volta varcata la soglia di Montecitorio potrà contare sull’immunità.

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Per l’accusa quell’appalto l’avrebbe truccato proprio lui, offrendo un posto di lavoro al presidente della commissione aggiudicatrice per favorire l’imprenditore da cui in cambio avrebbe ricevuto “assistenza elettorale”.

La guardia di finanza aveva già registrato sette incontri fra i tre – l’assessore, il presidente della commissione e l’imprenditore – e quando la gara è stata assegnata il quadro è stato chiaro. Ora, cosa farà il Pd? Il suo più alto rappresentante in Puglia, il governatore Michele Emiliano, ne ha ottenuto le dimissioni. Renzi ne chiederà la promozione?

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