le città invisibili
le città invisibili

le città invisibili

Inutilmente, magnanimo Kublai, tenterò di descriverti la città di Arnova, circondata dalle acque basse. Superati i suoi bastioni, ti rendi subito conto dell’incantesimo che si è impossessato dei suoi abitanti. La città si sviluppa seguendo due archi temporali distinti. Per un lungo periodo, dalla durata esatta di quattro anni, dieci mesi e quindici giorni, i cittadini di Arnova sono abituati a vivere nella precarietà. Dal suo palazzo governa il re Allab. Il re Allab ama circondarsi di nani di corte e ciambellani che costruiscono, per il suo piacere, grandi parcheggi a pagamento, scatole vuote di cemento e trasformano prati in prefabbricati.

La cultura è per pochi, le strade sono sconnesse, i mezzi pubblici ridotti al minimo. Gli abitanti di Arnova aspettano che ci sia il congiungimento della Luna con la cintura di Orione, esattamente allo scadere di ogni quattro anni, dieci mesi e quindici giorni per poter tornare a vivere. Ed è allora che l’incantesimo si spezza. Le piazze si animano di iniziative, i parchi vengono puliti, l’erba tagliata. Ci sono mostre, i cittadini vengono chiamati uno ad uno per sapere cosa ne pensano; si fanno feste, cene, i teatri riaprono.

Tutto questo dura esattamente 45 giorni. Quando la Luna e la cintura di Orione si abbandonano, la vita degli abitanti di Arnova ritorna mesta e cheta come prima e tutti cominciano a contare quanti anni, quanti mesi e quanti giorni dovranno aspettare prima che la congiuntura ritorni e la vita intera ricominci.



FONTE : Novara 5 Stelle