La voce fuori dal coro
La voce fuori dal coro

La voce fuori dal coro

Non ci sembra di gridare alla luna quando nel pieno del dibattito sullo Stadio di Bergamo facciamo notare come non vi sia stata discussione politica (e urbanistica) sulla decisione a monte. Ovvero se davvero vale la pena oggi (s)vendere un gioiello di famiglia come è lo Stadio comunale di Bergamo. ci hanno fatto entrare invece direttamente nelle questioni concrete, come quella di stabilire se la stima è più o meno corretta o se il contratto proposto sia più o meno opportuno per la Pubblica Amministrazione, evitando la discussione per così dire “strategica”.
Ben venga, come abbiamo sempre sostenuto fin da prima della campagna elettorale, che lo Stadio non si realizzi a Grumello al Piano (previsione da PGT) ovvero che si mantenga il presente nella posizione attuale, previo ammodernamento e riqualificazione edilizia. Ben venga quindi anche la successiva fase urbanistica di variante dell’Ambito di Trasformazione. Ma rimane tutto da decidere, a nostro avviso, sul fine ultimo dell’operazione.
L’Assessore Valesini a onor del vero ieri sera ha risposto a tono a questa nostra domanda, specificando che il trend di tutti gli stadi comunali in Italia è quello di una loro graduale privatizzazione, siccome gli stessi non riescono a mantenersi da soli e comportano ingenti costi di manutenzione che il Comune da solo non riesce a supportare. Resta il fatto che attualmente (almeno sulla carta) il canone si aggira sui 500mila euro annui a fronte di un valore di 7,8 milioni di euro secondo questa ultima stima. Chi ragiona in termini finanziari fa notare come la rendita (sempre virtuale siccome invece l’affittuario nel nostro caso non è del tutto ligio al pagamento dei canoni) sia di tutto rispetto e che sia impossibile trovare di meglio. La nostra proposta deve essere letta pertanto come spunto a pensare ad un piano B piuttosto che una provocazione: perché non concedere perfino a titolo gratuito lo Stadio alla società Atalanta con oneri di manutenzione e investimenti a suo carico, per x anni? Se dev’essere un bene che non genera introiti come realmente accade oggi, almeno non sia una svendita a favore del privato o una perdita lenta e inesorabile, fatta di continue spese.
Si considerino infatti le spese sostenute fino ad oggi e i cui vantaggi si sono riversati sul privato (cablaggio televisivo mai pagato, canone dell’antenna telecomunicazione passato senza colpo ferire dal Comune alla società, etc).



FONTE : Bergamo 5 Stelle