La TAV va fermata : Un articolo di Tommaso Merlo

diTommaso Merlo :

Il Movimento ha già ingoiato i rospi dell’Ilva e della TAP preconfezionati dal Pd. E lo ha fatto sotto lo sguardo compiaciuto della Lega. È tempo che la prima forza politica del paese s’imponga e porti a casa una vittoria fermando la mangiatoia per antonomasia, l’opera simbolo per eccellenza dell’arroganza e dell’ottusità della vecchia politica che pur di speculare massacra natura e comunità locali e buon senso. La TAV. Se il Movimento 5 Stelle governasse da solo altro che analisi costi-benefici come prevede il contratto, altro che “ridiscuterne integralmente il progetto”, la TAV sarebbe già un brutto ricordo e avrebbero già ritappato il buco. Ma la Lega è favorevole alla TAV e si è dovuto trovare un compromesso. Ora è giusto attendere l’analisi, ma non c’è dubbio che sulla TAV si gioca una partita politica che va ben oltre la singola opera. La Lega appartiene al partito trasversale del cemento che da Forza Italia arriva fino al Pd. Quando si tratta d’infilare il muso in qualche mangiatoia la vecchia politica è sempre andata d’amore e d’accordo. Come dimostra la nuova ondata protav di questi giorni. I deputati di Forza Italia sbandierano in aula cartelli per il sì alla TAV, mentre in quel di Torino il governatore Chiamparino rogna davanti alle telecamere. Non ha neanche più un partito alle spalle e ancora rogna. Che si metta il cuore in pace, tra qualche mese ci sono le elezioni in Piemonte e potrà tornare a cercar funghi. Ma l’immagine simbolo della rediviva resistenza protav l’ha incarnata ancora una vota lui, l’inimitabile Piero Fassino, un uomo che allo spessore politico tipico dei decani del Pd unisce una lungimiranza profetica davvero eccezionale. O almeno così lo avevamo conosciuto perché in questi giorni è apparso completamente rintronato. Il Nostro si è alzato dai banchi dell’opposizione comunale torinese mostrando un cartello con scritto sopra “Torino dice sì alla TAV”. Ma Torino ha detto un sonoro no alla TAV e pure da mo’, lo ha detto trombandolo alle elezioni e votando Chiara Appendino, un sindaco a 5 stelle che è contro la TAV come lo è la sua maggioranza. E se non bastasse, l’Italia ha votato in massa quel Movimento 5 Stelle che la TAV non l’ha mai voluta e non la vuole. Altro che capacità profetiche, Fassino sembra aver smarrito pure quelle mentali. Davvero una grossa perdita. Ma le recenti sceneggiate dei neo protaviani confermano come la TAV non sia solo lo stupro della Val di Susa e della sua comunità, non sia solo una titanica mangiatoia, ma sia un simbolo politico del vecchio regime e della sua concezione di democrazia. La TAV rappresenta il cemento spacciato come sviluppo, rappresenta le lobby degli affari e della politica che cooperano fregandosene di tutto e di tutti pur d’ingrassare, rappresenta la politica che si crede superiore ai cittadini e cala dall’alto le sue decisioni arrivando perfino ad imporle con la forza se trova opposizione, una politica che antepone la convenienza degli appalti perfino al dolore dei cittadini, perfino ai dati che dimostrano quanto quell’opera sia dannatamente senza senso. Per questo la TAV va fermata. Vanno fermate le logiche ereditate dal vecchio regime che hanno devastato l’Italia riempiendola di cattedrali nel deserto ed ecomostri e corruzione quando in molti territori non ci sono i treni e strade e scuole cadono a pezzi. Non ci sono dubbi. Fermare la TAV sarebbe una vittoria storica e che dimostrerebbe plasticamente il cambiamento a 5 stelle. E il Movimento è ancora in tempo. Pd e Forza Italia non sono riusciti a blindare l’opera anche grazie alle proteste e mega penali se si blocca tutto non ce ne sono. Per questo, qualunque sia l’esito dell’analisi prevista dal contratto, oltre a quelli ambientali ed economici, il Movimento deve considerare molto bene anche quelli politici di costi e benefici.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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FONTE : : Diario di uno scrittore

Autore: Tommaso Merlo

Sono nato nel giugno del 1973 ed ho una figlia, ho sempre vissuto sulle sponde piemontesi del Lago Maggiore. Dopo la laurea in Economia a Parma nel 1998 e la specializzazione in Cooperazione Internazionale all’università di Bologna, ho intrapreso la carriera di operatore umanitario. Ho gestito progetti e sedi estere sia per ONG che agenzie ONU in Africa, Medio Oriente, Asia Centrale ed Est Europa. Nell’ambito delle mie missioni ho lavorato in diversi ambiti, dalla costruzione di pozzi d’acqua in Africa, alla ricostruzione di case nei campi profughi palestinesi in Giordania, all’emergenza post terremoto in Iran, alla costruzione di case nel Donbas nel sud dell’Ucraina, all’organizzazione delle elezioni in Afghanistan, alla riabilitazione delle cooperative agricole nel sud del Libano. Sono fiero di essere tra quelli che ad “aiutarli a casa loro” c’é andato per davvero rischiando anche la vita. Da tutte le mie missioni sono sempre tornato con la convizione di aver più ricevuto che dato, e che l’unica “categoria” che ha senso é quella dell’essere umano.

Dal 2016 mi sono dedicato alla scrittura. Dopo i primi libri “reportage” e svariati articoli, ho virato verso una direzione più artistica scrivendo libri che amo definire “pulp”. Libri ambientati nell’oggi e che affrontano le sfide dell’uomo moderno. Libri di contenuto ma con un sorriso e un approccio positivo alla vita.

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