LA SPECULAZIONE DI SAWIRIS SU ITALIAONLINE: IL GOVERNO SI DIA UNA MOSSA
LA SPECULAZIONE DI SAWIRIS SU ITALIAONLINE: IL GOVERNO SI DIA UNA MOSSA

LA SPECULAZIONE DI SAWIRIS SU ITALIAONLINE: IL GOVERNO SI DIA UNA MOSSA

#Italionline
Dal gruppo dell’imprenditore Sawiris sono arrivate alcune richieste di precisazione che pubblichiamo e che meritano un’ulteriore chiosa da parte del #M5S: “Rammentando che Italiaonline è una società quotata e pertanto soggetta alle norme e ai regolamenti sulla diffusione di informazioni al mercato, si segnalano (…) diverse imprecisioni, che trovate elencate qui di seguito e che vi preghiamo di rettificare”.
Eccole, riportate nel dettaglio, punto per punto, a questo link:

http://www.movimento5stelle.it/parlamento/lavoro/2017/06/la-speculazione-di-sawiris-su-italiaonline-il-governo-si-dia-una-mossa.html

“Siamo di fronte ai soliti grandi imprenditori che in realtà sono soltanto dei ‘prenditori’. Battono cassa, chiedono soldi pubblici che spacciano come necessari per un rilancio e poi si tengono il malloppo senza nessun beneficio per i lavoratori. Il governo non può stare con le mani in mano rispetto a quest’ennesimo scippo ai danni di tutti i cittadini italiani. Il MoVimento 5 Stellecon la portavoce Tiziana Ciprini ha acceso un faro e ha interrogato oggi il ministero del Lavoro circa il caso del gruppo Italiaonline (Iol), che incorora anche Seat Pagine Gialle.

Il magnate egiziano Naguib Sawiris, ex patron di Wind, ha fatto un affarone con la fusione dell’anno scorso tra Iol e Seat. Ne è nata la più grande digital company italiana con 390 milioni di ricavi, un titolo che viaggia in Borsa a gonfie vele con un +60% in sei mesi, un utile di 23 milioni e disponibilità di cassa per oltre 120 milioni. Tra l’altro Seat era uscita risanata e in buona salute dal concordato. Anzi, essa ha contribuito a puntellare Iol e la stessa Opa è stata fatta da Sawiris con un leverage buyout ai danni delle risorse della società scalata. Nel frattempo, Iol ha chiesto allo Stato la cassa integrazione straordinaria per quasi metà dei dipendenti, fino a 700 su 1.600, sostenendo che fosse necessaria per la riorganizzazione aziendale e non per ragioni di crisi.

Ci aspettavamo, dunque, un piano industriale di rilancio, di crescita e acquisizioni che però non è arrivato. Piuttosto sono stati distribuiti ben 80 milioni ai grandi soci egiziani e americani. In pratica, pochi furbi hanno fatto subito cassa con un dividendo straordinario, appena quattro mesi dopo aver siglato un accordo sindacale con un rischio di riduzione della forza lavoro. Una vergogna.

La cassa andava usata per rilanciare investimenti, formazione e tutele a beneficio degli addetti. L’esecutivo non ha detto nulla finora su questo, ci saremmo aspettati subito una presa di posizione. Il governo non può assistere inerte all’ennesima operazione speculativa ai danni dei dipendenti di Iol e dei cittadini italiani tutti. La Repubblica non può trasformarsi ancora una volta nel bancomat dei soliti finanzieri d’assalto. Vedremo come si comporteranno al prossimo tavolo del 23 giugno presso il Ministero dello Sviluppo, se chiederanno conto a Sawiris delle sue condotte. Con il MoVimento 5 Stelle a Palazzo Chigi cambierà la musica anche rispetto ai rapporti con i grandi capitali stranieri.
(foto da Independent.co.uk)

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Dal gruppo di Sawiris sono arrivate alcune precisazioni che pubblichiamo e che meritano un’ulteriore chiosa: “Rammentando che Italiaonline è una società quotata e pertanto soggetta alle norme e ai regolamenti sulla diffusione di informazioni al mercato, si segnalano (…) diverse imprecisioni, che trovate elencate qui di seguito e che vi preghiamo di rettificare”. Eccole nel dettaglio, punto per punto.

– “Seat era uscita dal concordato senza debiti, ma con una situazione finanziaria preoccupante. Seat ha chiuso l’esercizio 2015 in perdita per 19.1 milioni di euro. Italiaonline aveva chiuso il 2015 con un utile di 9.9 milioni di euro, era senza debito e ha portato in dote alla fusione 35,9 milioni di cassa. Non è dunque corretto dire che Seat ha puntellato Italiaonline, né che l’Opa è stata fatta ai danni di Seat PG (la cui cassa a fine 2015 era €106.5 milioni)“.
MoVimento 5 Stelle: Nel verbale dell’assemblea straordinaria dei soci di Seat del 5 aprile 2016, circa l’operazione straordinaria di fusione, al primo punto (comma “f”) della parte straordinaria del resoconto si spiega che “sebbene Italiaonline non abbia fatto ricorso a (…) indebitamento finanziario al fine di acquisire il controllo di Seat (…), ma per far fronte al parziale pagamento del corrispettivo dell’Opa obbligatoria, la fusione è stata qualificata in via meramente prudenziale come ‘fusione a seguito di acquisizione con indebitamento’, in quanto considerata parte di un’unica operazione…”. E al punto “g” si precisa che la fusione “determinerà pertanto l’assunzione da parte di Seat Pagine Gialle Spa di tutti i diritti e gli obblighi di Italiaonline Spa”. Quindi, è evidente che ci si avvalse, per l’operazione, delle disponibilità liquide della società risultante dalla fusione.

– “Si segnala che al 31 dicembre 2016, i dipendenti di Italiaonline sono 1.916. Di questi, 305 sono in cassa integrazione a 0 ore. Sono invece 306 le persone a orario ridotto (4 giorni al mese). Pertanto i dipendenti in cassa integrazione a zero ore sono 305 su 1.916 e non 700 su 1.600“.
MoVimento 5 Stelle: Nel post è scritto che è autorizzata la Cassa straordinaria (in quanto tale, non solo a zero ore) “fino” a 700 dipendenti, numero che dunque rappresenta un tetto massimo potenziale (copertura di un anno, da giugno 2016 a giugno 2017, con due differenti decreti direttoriali). A parte il fatto che, come tutti sanno, la Cig non è solo quella erogata a zero ore; dunque, Italiaonline ammette involontariamente di avere oltre 600 lavoratori sotto ammortizzatori. Tra l’altro, lo stesso ministero del Lavoro, per bocca della sottosegretaria Biondelli, ha parlato di un accordo tra le parti per una sospensione a zero ore, senza rotazione, per un numero massimo di 306 lavoratori e una sospensione a orario ridotto (quattro giorni medi su base mensile) per un numero massimo di 420 lavoratori.

– “Il piano industriale della società è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione il 15 gennaio 2016 e successivamente aggiornato il 15 marzo 2017 ed è stato comunicato nel rispetto dalle regole a cui una società quotata deve attenersi. Tale piano non prefigura alcuna acquisizione, ma prevede solo crescita organica e ottimizzazione dei costi. Eventuali acquisizioni o altre operazioni straordinarie sono operazioni che per loro natura non sono previste in piano industriale. Oggi la nuova Italiaonline, non ha debito, genera cassa e, al 31 marzo 2017, ha una disponibilità liquida di 65 milioni al netto della recente distribuzione del dividendo straordinario. Queste condizioni permettono di indirizzare la crescita sia organica che, eventualmente, ove capitassero favorevoli opportunità sul mercato, per linee esterne“.
MoVimento 5 Stelle: Nulla esclude che i piani industriali prefigurino acquisizioni o operazioni straordinarie che sono prospettate ai soci e agli investitori in ragione di esigenze di trasparenza. Prendiamo atto delle buone intenzioni. Resta il fatto che le stesse dichiarazioni erano già arrivate dal board di Italiaonline e dall’Ad Converti che spiegò come i 121 milioni, cui si aggiungevano i 23 milioni di utili del bilancio 2016, avrebbero consentito “alla società di attuare una politica di crescita per linee esterne” (vedi l’articolo dell’inserto L’Economia-Corriere della Sera del 5 giugno scorso, pag. 46). Pure gli 80 milioni di risorse girate come dividendo straordinario ai soci, tuttavia, potevano tornare preziosi ai fini della crescita aziendale.

– “Seat Pagine Gialle è stato un editore di elenchi e fornitore di servizi telefonici in situazione di sostanziale monopolio. In passato, aveva tentato più volte di riconvertirsi al digitale con risultati non soddisfacenti e finendo poi in concordato preventivo. Italiaonline ha acquisito Seat Pagine Gialle a fine 2015, anno in cui Seat era da poco uscita dal concordato, con l’obiettivo di realizzarne il turnaround (la riconversione) e farla diventare Azienda leader nella digitalizzazione delle Pmi Italiane. Questo grazie alla fusione tra la capillare rete di vendita di Seat Pagine Gialle e gli asset e le competenze internet portate in dote da Italiaonine. Di conseguenza, la cassa integrazione è stata richiesta non per stato crisi, ma per riorganizzazione, ovvero per realizzare il cambiamento del mix di competenze del personale, incrementando e favorendo le competenze digitali e in particolare quelle internet, nonché nel pieno interesse e a tutela dei lavoratori. Per accelerare tale cambiamento, Italiaonline ha inoltre previsto, nell’arco del piano industriale, l’assunzione di 100 giovani ‘nativi digitali’, i.e. giovani laureati in discipline scientifiche con esperienza nel settore internet“.
MoVimento 5 Stelle: E’ vero che la Cig è stata concessa per “riorganizzazione aziendale”, ma questa appare in qualche modo come una foglia di fico: Italiaonline ha comunque usufruito di soldi pubblici e dopo tre mesi ha distribuito un dividendo da 80 milioni agli azionisti. Tutto imprenditorialmente legittimo, ma discutibile se parliamo in termini di Corporate social responsibility. Ecco perché il MoVimento 5 Stelle ha chiesto spiegazioni al Governo su come si sta gestendo questo dossier.”



Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte: Tiziana Ciprini : http://www.tizianaciprini.it/la-speculazione-di-sawiris-su-italiaonline-il-governo-si-dia-una-mossa/