La matematica non è un’opinione
La matematica non è un’opinione

La matematica non è un’opinione

Da buon ingegnere sono molto legato ai numeri perché raccontano sempre la verità e ascoltare i commenti di questi giorni alle elezioni regionali mi fa quasi pensare che sia nata una nuova branca della matematica, la metamatematica (metà matematica e metà imbroglio).

Per sgombrare subito il campo dico subito di non essere affatto contento di questi risultati, non perché penso che abbiamo perso ma per un altro motivo che spiegherò dopo. Per essere ancora più chiari in Calabria abbiamo chiaramente perso ma il motivo mi sembra a dir poco lapalissiano: in Calabria non ce un Movimento 5 Stelle, ce ne sono almeno 3 e uno più masochistico dell’altro, gente a cui Tafazzi (chi ha qualche annetto se lo ricorderà sicuramente) gli fa un baffo.

Quando capiremo che le divisioni interne sono il problema più grande che abbiamo allora FORSE cominceremo a parlare alla gente nella maniera giusta.

Detto questo torniamo ai numeri e facciamo una premessa: in matematica si confrontano dati OMOGENEI, significa che non si confrontano le pere con le mele solo perché tanto è tutta frutta. Quindi i confronti vanno fatti con le regionali del 2010, non con le politiche del 2013 anche perché basta vedere i dati delle elezioni passate dove nello stesso giorno si è votato sia alle politiche che alle regionali. Come mai in questi casi prendiamo sempre meno alle regionali che alle politiche? Non è la stessa cosa? No, non lo è ma questo è un altro discorso. Ma torniamo ai numeri.

Renzi canta vittoria. Ok, ha preso più voti di tutti ma fossi in lui non sarei così tranquillo visto che ha perso più di 300.000 voti (-37,6 %), visto che il 49% è il voto più basso di sempre (52% nel 2010 e 62% nel 2005), visto che se vogliamo fare gli stessi giochini che fanno sui nostri dati rispetto alle europee ha perso 667.283 voti oltre il 50% degli elettori. Contento lui!!!!

L’altro Matteo (Salvini superstar delle TV degli ultimi mesi) esulta pur avendo perso oltre 55.000 voti (-19.1%) ma passando da 4 a 10 consiglieri e forse ha anche ragione visto i risultati del centrodestra dove FI perde 3 elettori su 4 sparendo sostanzialmente dal panorama politico regionale.

Ma vediamo i numeri del Movimento 5 Stelle. Guadagniamo 32.837 voti (+25,9%) e passiamo da 2 a 5 consiglieri. Aggiungiamo che anche in Emilia Tafazzi ha i suoi seguaci visto che la lista L’Altra Emilia Romagna sostenuta dai dissidenti Favia e Salsi prende oltre il 4% ed elegge un consigliere. Questo significa aver perso? Direi che se alle prossime regionali in Emilia noi perdiamo aumentando del 25% e il pd vince perdendo il 40% la presidenza della regione non è più così scontata. Ma questi sono giochini matematici, torniamo alla sostanza.

Il vero vincitore delle elezioni è il non voto e siccome non voglio essere volgare eviterò di commentare Renzi che pensa che il 36% di voto sia un dato secondario. No, è questo l’unico dato importante di queste elezioni, quello che mi fa dire che non sono contento. Piuttosto che ragionare su voti guadagnati o persi dobbiamo pensare a quelli che non siamo riusciti a prendere, a tutte quelle persone che pur essendo deluse dei partiti e di Renzi in particolare, non hanno ritenuto di darci fiducia.

La verità è che il dato delle politiche del 2013 sfalsa tutte le analisi, ed è un dato che ha annebbiato la mente a tanti. Chiunque lavora con i numeri quando vede un dato molto diverso dagli altri fa una cosa semplicissima lo scarta. Allora facciamolo anche noi, leviamolo dalle nostre analisi e ci accorgeremo che i voti del Movimento 5 Stelle aumentano costantemente ed inesorabilmente. Scordiamoci quel 25% perché quei voti non erano tutti nostri, c’erano anche quelli di chi voleva farci fare il governo con Bersani, di quelli che, come disse giustamente Beppe, avevano sbagliato a votarci. Se avessimo fatto quel governo quei voti sarebbero immediatamente tornati alla base e sarebbe stata la nostra fine. I nostri veri voti sono quelli che stiamo prendendo, quelli di uno zoccolo duro che premia la nostra coerenza e che ormai difficilmente ci abbandonerà.

E allora pensiamo solo a continuare nel nostro lavoro di divulgazione della verità e smettiamola di fare analisi e di tirarci martellate sui genitali. Il giorno che inizieremo a remare tutti dalla stessa parte e che ci decideremo a parlare a tutti i cittadini potremo pensare di poter finalmente governare e soprattutto cambiare davvero questo paese.

FONTE: : http://movimento5stellepescara.it/la-matematica-non-e-un-opinione/