La follia del giornalismo criminale : Un articolo di Tommaso Merlo

diTommaso Merlo :

Stavo guardando l’ultimo video di Luigi Di Maio con cui il vicepremier ha dovuto difendersi dall’ennesimo attacco infame da parte de La Repubblica. Stavo pensando a come pur di tirargli addosso letame sono dovuti andare a rivangare beghe edilizie di nessun significato di quando Luigi non era ancora nato. Davvero uno schifo. Stavo pensando a come giornali come La Repubblica stiano alzando gli standard dello squallore giornalistico a livelli inauditi. Siamo al giornalismo criminale che usa anche i mezzi più subdoli pur di colpire il nemico politico. Spietatamente, senza vergogna. Stavo pensando a quei poveracci che da giovani volevano fare i giornalisti e oggi si ritrovano a confezionare infamità a fini politici per due lire mentre i loro capi sghignazzano e si compiacciono nelle redazioni tra privilegi e pacche sulle spalle dei loro padroni mandanti. Davvero uno schifo. Sicari della penna. Malavita informativa. Stavo pensando a come certa gentaglia se ne freghi del dolore che crea alle altre persone e mi chiedevo come faccia a dormire di notte e guardare negli occhi i figli. Stavo pensando a tutte queste cose quando mi hanno segnalato un articolo su Il Giornale con un video in cui Rocco Casalino se la prendeva con anziani, down e bambini (articolo tratto da Dagospia). Leggo, vedo e parto in quarta con un pezzo contro Casalino (per cui nutro poca simpatia). Un articolo molto duro. Non faccio tempo a finirlo e postarlo che sul Blog del Movimento appare la smentita dallo stesso Casalino che spiega come si tratti di un video di un corso di teatro e che è tutta una schifosa bufala. Ci ero cascato in pieno. E la sensazione è stata orrenda. Mi son sentito ingannato, trattato come un fesso, usato. Ho subito rimosso il mio articolo, mi sono scusato e ho ripensato al video di Luigi di Maio in cui il vicepremier (vicepremier) parla di suo padre geometra e della casa di suo nonno, ho ripensato alla sua dignità da persona perbene costretto a difendersi contro i soliti infami senza scrupoli, ho ripensato al capo politico del movimento vincitore delle elezioni che mostra la pagina di La Repubblica piena di letame. Che schifo. Che follia. Ma se Luigi Di Maio e Casalino sono vittime del giornalismo criminale, lo sono anch’io che non conto nulla. Lo siamo tutti. Lo siamo come cittadini di una democrazia che in nome dell’odio politico ha perso il sacrosanto diritto ad un’informazione degna di un paese civile. I principali giornali svolgono una intenzionale e consapevole attività di disinformazione e inquinamento e diffamazione a fini politici. Lo fanno da anni ma oggi hanno raggiunto livelli di spudoratezza senza precedenti. Davvero uno schifo. Davvero una follia.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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FONTE : : Diario di uno scrittore

Autore: Tommaso Merlo

Sono nato nel giugno del 1973 ed ho una figlia, ho sempre vissuto sulle sponde piemontesi del Lago Maggiore. Dopo la laurea in Economia a Parma nel 1998 e la specializzazione in Cooperazione Internazionale all’università di Bologna, ho intrapreso la carriera di operatore umanitario. Ho gestito progetti e sedi estere sia per ONG che agenzie ONU in Africa, Medio Oriente, Asia Centrale ed Est Europa. Nell’ambito delle mie missioni ho lavorato in diversi ambiti, dalla costruzione di pozzi d’acqua in Africa, alla ricostruzione di case nei campi profughi palestinesi in Giordania, all’emergenza post terremoto in Iran, alla costruzione di case nel Donbas nel sud dell’Ucraina, all’organizzazione delle elezioni in Afghanistan, alla riabilitazione delle cooperative agricole nel sud del Libano. Sono fiero di essere tra quelli che ad “aiutarli a casa loro” c’é andato per davvero rischiando anche la vita. Da tutte le mie missioni sono sempre tornato con la convizione di aver più ricevuto che dato, e che l’unica “categoria” che ha senso é quella dell’essere umano.

Dal 2016 mi sono dedicato alla scrittura. Dopo i primi libri “reportage” e svariati articoli, ho virato verso una direzione più artistica scrivendo libri che amo definire “pulp”. Libri ambientati nell’oggi e che affrontano le sfide dell’uomo moderno. Libri di contenuto ma con un sorriso e un approccio positivo alla vita.