L’ ordine del giorno per introdurre i buoni di solidarietà negli enti locali
L’ ordine del giorno per introdurre i buoni di solidarietà negli enti locali

L’ ordine del giorno per introdurre i buoni di solidarietà negli enti locali

Ho presentato un ordine del giorno in aula in occasione della discussione sulla legge di stabilità per introdurre i buoni di solidarietà locale nel circuito economico delle città.
Ovviamente il Governo ha detto NO!

Signor Presidente, questo ordine del giorno, il numero 9/2679-bis-A/111, praticamente vuole porre in essere un ragionamento, innanzitutto quello di far pensare e far capire ai cittadini che questa manovra, la legge di stabilità, che oggi, in questi giorni viene approvata, è una manovra che tutti sappiamo benissimo essere molto recessiva. Ciò purtroppo significa tagli e spese aggiuntive per i cittadini. Questi tagli orizzontali e queste spese aggiuntive peseranno inevitabilmente sugli enti locali, che poi devono reagire come hanno fatto nel caso dell’istituzione della tassa TASI. Io ricordo che, però, chi ha la fortuna di vivere in comuni amministrati dal MoVimento 5 Stelle non paga questa tassa. Ad esempio, ad Assemini il sindaco del MoVimento 5 Stelle è riuscito a non far pagare la TASI ai cittadini e questa è una grande vittoria, così come anche quello di Ragusa (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). E noi viviamo di queste piccole vittorie tutti i giorni, che veramente incidono sulla vita dei cittadini.
Tutto questo per dire che naturalmente questa manovra, come dicevamo, porterà comunque ad erodere i risparmi dei cittadini, che dovranno spendere più soldi per poter soddisfare i loro bisogni, perché aumenteranno le tasse

Sicuramente le famiglie avranno sempre meno potere d’acquisto e quando si vanno ad erodere i propri risparmi, avendo meno soldi, sicuramente si hanno meno possibilità di soddisfare i propri bisogni, ma non per questo i bisogni spariscono. Spariscono i soldi, ma non spariscono i bisogni.
Allora, questo ordine del giorno vuole semplicemente agevolare l’economia di prossimità, rafforzare il senso di comunità, dare il supporto alle famiglie e incentivare lo sviluppo e la solidarietà reciproca, attraverso gli enti locali, che dovrebbero avere la facoltà di integrare nei propri bilanci buoni locali emessi da associazioni senza scopo di lucro.
Cos’è un buono locale emesso da associazioni senza scopo di lucro ? È una cosa come questa. Questo è un piccolo esempio di buono locale emesso da associazioni senza scopo di lucro che può essere accettato all’interno di uno specifico circuito di economia locale. Sostanzialmente immaginiamo di andare a fare la spesa da un fruttivendolo e pagare, invece di 10 euro, 8 euro e due buoni di spesa locale, 8 euro più due cheque, in questo caso, perché questo è il nome di questo buono locale. Poi immaginiamo che quel fruttivendolo prenda quei due cheque e li reinserisca nel circuito produttivo dell’economia locale se vuole andare, per esempio, a cambiare una gomma forata della propria auto. Invece di pagare 45 euro, pagherà 43 euro e due cheque.
Noi così stiamo riattivando l’economia locale. Ovviamente la cosa più bella da fare sarebbe che gli enti locali potessero effettivamente promuovere questo tipo di attività. In che modo ? Definendo ogni anno una percentuale con la quale poter accettare il pagamento delle tasse, delle tariffe e dei tributi locali, in base ai servizi a domanda individuale o anche a canoni per utilizzazione del patrimonio comunale, attraverso questo tipo di moneta. Questa moneta, questo buono di spesa locale, che naturalmente non è una moneta, è di proprietà del portatore, è distribuito gratuitamente, non ha scopo di lucro e non crea debito, che è una cosa fondamentale.

Ciò naturalmente è possibile anche in base alle disposizioni del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e quindi non ha nessun impedimento legislativo.
Ci chiediamo se questo non possa essere un primo passo per ridonare il senso di comunità e far ripartire la piccola economia di prossimità. Lo chiediamo al Governo e speriamo che possa cambiare idea su questo ordine del giorno.

I risultati della votazione

Presenti  455
Votanti  425
Astenuti   30
Maggioranza  213
Hanno votato   66
Hanno votato no  359.

La Camera respinge (Vedi votazioni).

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FONTE: : http://www.carlosibilia.it/introduciamo-i-buoni-solidarieta-locale-nelle-citta/