#IoMarcioPer sconfiggere "la peggior forma di violenza"
#IoMarcioPer sconfiggere "la peggior forma di violenza"

#IoMarcioPer sconfiggere "la peggior forma di violenza"

In Italia
oltre 1 persona su 4 è a rischio povertà o
esclusione sociale
 (il
28,7% – 17 milioni e mezzo di persone). Se parliamo del Sud, invece, le persone
a rischio povertà – esclusione sociale sono 1 persona su 2 (il 46,4%).L’Italia è il Paese
europeo con il numero più elevato di persone che vivono in “gravi
privazioni materiali. Il 11,5%
della popolazione non può affrontare una spesa inaspettata,
 permettersi un pasto dignitoso ogni
due giorni e mantenere una casa.La povertà in Italia si è raddoppiata negli ultimi 10 anni:
Basti pensare che nel 2005 erano poco meno di 2 milioni di persone (il 3,3% del
totale). Per quanto riguarda, invece, la situazione delle famiglie con figli minori, la
povertà è più che triplicata, con un balzo dal 2,8 al 9,3%.
I poveri assoluti sono 4,6
milioni
 di persone (quasi
l’8% della popolazione).I minori in povertà assoluta sono circa 1 milione 131mila, quasi l’11% dei minori residenti in
Italia.
 (Es. immaginate una
classe di 20 alunni, dove almeno due bambini (ma forse anche due e mezzo) sono in povertà assoluta. Spesso il lavoro non basta per salvarci
dalla povertà
: Tra le famiglie operaie il tasso di immiserimento è salito
dal 3,9 all’11,7%. E, con la crisi, il rischio di finire
in miseria è aumentato: nel 2005 erano a rischio povertà 8,7 lavoratori su 100,
nel 2015 sono diventati 11.
I più poveri sono i
giovani adulti che hanno osato metter su famiglia, quelli fino a 34 anni: sono in povertà assoluta il 10,2% delle famiglie con un capofamiglia
under34.Il 70,1 % dei giovani di 25-29 anni e il 54,7% delle loro coetanee vive
ancora in famiglia con il ruolo di figli.

Più
si è giovani, più si è poveri
.
 La persistente crisi ha penalizzato
soprattutto i giovani e giovanissimi. Per la prima volta al Sud la percentuale
degli italiani che si rivolgono ai Centri Caritas ha superato quella degli
immigrati attestandosi al 66,6%. Le persone che si rivolgono ai propri centri
lo fanno al 76,9% per cause di povertà economica ed al 57,2% per disagio
occupazionale. Per Eurostat l’Italia è al 4° posto nella classifica dei Paesi
più colpiti dalla crisi.I giovani che sono nati dopo gli anni 80, andranno in
pensione a 75 anni e prenderanno una pensione inferiore rispetto alle
generazioni precedenti. Saranno quindi loro i poveri del domani. Per la
povertà nello specifico (esclusione sociale e politiche abitative) non si
arriva all’1% della spesa sociale
, lontanissimi dal 7,9% del Regno unito.

Il reddito di cittadinanza non è una misura assistenziale. E’ una misura di sostegno al reddito per aiutare le famiglie che sono in
momentanea situazione di difficoltà collegata alla formazione, alla
riqualificazione e condizionata
al reinserimento nel mondo del lavoro
 e
nel contesto sociale. Il beneficiario del reddito dovrà anche offrire un
piccolo contributo in favore
della collettività (massimo di 8 ore alla settimana) e non
potrà rifiutare più di 3 proposte di lavoro.
E’
inaccettabile che una persona venga abbandonata a sé stessa dallo Stato perché
perde il lavoro, magari dopo aver pagato tasse e contributi di ogni genere per
anni o perché il lavoro non si trova!

Il reddito di cittadinanza serve per i
disoccupati, inoccupati, giovani che cercano lavoro, pensionati, lavoratori
autonomi
, ovvero, per tutte le persone che percepiscono un reddito al di
sotto della soglia di povertà.

Secondo l’Eurostat e l’Istat una persona che vive in Italia ed è da sola, viene
considerata povera se percepisce un reddito inferiore a 780 euro al mese. L’importo va
ad aumentare in base alla composizione del nucleo familiare (Es: Una
famiglia composta da 2 persone avrà diritto a percepire
un minimo di 1.014 euro ed
un massimo di 1.170 euro; Una famiglia composta da 3
persone avrà diritto a percepire un minimo di 1.248 ed
un massimo di 1.560 euro; Una famiglia composta da 4
persone avrà diritto a percepire un minimo di 1.482 euro ed un massimo di 1.950
euro, ecc). 
Nel
caso in cui il beneficiario percepisca già un reddito, gli spetta la differenza
tra 780 euro al mese e il reddito mensile già percepito
. Ad esempio, se il
beneficiario ha già un reddito di 400 euro al mese, avrà diritto ad una
integrazione di altri 380 euro netti al mese. Esiste già in tutta Europa…Manca solo in Italia e
Grecia.

Le coperture ci sono e
sono state dichiarate più volte ammissibili dalle Commissioni Bilancio di
Camera e Senato. La nostra proposta costa quasi 17
miliardi di euro
 di cui 14,9 miliardi da destinare al sostegno
economico (dato avvalorato dall’ISTAT) e 2,1 miliardi per implementare le
politiche attive del lavoro, per rafforzare i Centri per l’Impiego, per la
creazione di nuova impresa e di start up innovative e per incrementare il
fondo per l’abitazione. Alcune delle nostre coperture sono: Tagli ai costi
della politica (es. riduzione stipendi parlamentari), Riduzione delle pensioni
d’oro, Aumento della tassazione di banche ed assicurazioni, Aumento della
tassazione del gioco d’azzardo, Taglio alle auto blu anche ospedaliere,
Riduzione degli affitti della P.A.
Il reddito di cittadinanza è una manovra economica che serve a creare lavoro. Si tratta
di una misura che influisce direttamente sui consumi dei beni primari e
con essi, sui profitti delle aziende che grazie alla ripresa delle proprie
vendite, potranno assumere lavoratori. Infatti questa manovra economica
 prevede anche incentivi
e benefici per le aziende
, i
lavoratori e per creare impresa:
 incentivi per le aziende che assumono
beneficiari del reddito di cittadinanza, incentivi
per il beneficiario che trova lavoro autonomamente, i
stituzioni presso i Centri impiego di laboratori
per la creazione di nuove imprese, concessioni di beni demaniali per le start
up innovative e addirittura concessioni delle terre demaniali
abbandonate per progetti di recupero agricolo.
Il ddl prevede anche dei controlli ben specifici per i
beneficiari
. Ci sarà infatti un collegamento tra i Centri per l’impiego
anche con l’Agenzia dell’Entrate in modo tale di poter fare tutti i
controlli necessari per accertare che il beneficiario del reddito abbia tutti i
requisiti previsti dalla legge, evitando quindi qualsiasi tipo di abuso o
vantaggio personale.
Inoltre,
nel nostro ddl 
prevediamo anche delle sanzioni che vanno dalla perdita definitiva del
beneficio a persino l’introduzione di un reato penale. In particolare chi nella
procedura di richiesta trasmette o esibisce, con dolo, atti o documenti falsi o
fornisce dati o notizie false è punibile penalmente (da 1 anno e 6 mesi a 6
anni).

Abbiamo previsto anche
l’introduzione del salario minimo orario
 (SMO) finalizzato a
contrastare il lavoro sottopagato. 
Con l’istituzione del Salario Minimo Orario nessuno potrà più
sottopagare i lavoratori. Prevediamo
anche dei meccanismi per far emergere il lavoro “a nero”. 
La nostra proposta oltre a prevedere rigorosi controlli,
prevede anche incentivi per il beneficiario che segnala una propria prestazione
lavorativa pregressa irregolare e nel caso in cui, l’autorità ispettive diano
conferma della irregolarità, il beneficiario avrà diritto ad una maggiorazione
del proprio reddito nella misura del 5%.
Il nostro ddl è stato oggetto di studio dall’ISTAT che ha detto che:
1. Serve ad azzerare di fatto la povertà più grave in tutte le ripartizioni
geografiche, con un impatto maggiore nel Mezzogiorno, contribuendo anche a
favorire il contrasto alla povertà minorile e a quella dei giovani che
vivono da soli.
2. Le famiglie beneficiarie sono state quantificate in circa 2 milioni 760
mila, circa 10 milioni di persone (la maggiore percentuale di beneficiari si
osserva fra le coppie con figli minori, e soprattutto, fra i monogenitori con
almeno 1 figlio minore).
3. La
misura ha un costo di 14,9 miliardi. Il M5S però, oltre al costo relativo al
sostegno economico, prevede un ulteriore investimento di 2,1 miliardi per
rafforzare i Centri per l’impiego che porta il costo complessivo del reddito a
17 miliardi (circa l’1% del Pil dell’Italia).
4. Garantisce che non ci sia dispersione del beneficio in favore dei non
poveri. 
Ora non ci sono più scuse! Il reddito di
cittadinanza è un diritto da rivendicare. Il MoVimento 5 stelle si rimette in
marcia e faremo ancora una volta la marcia Perugia-Assisi appunto a sostegno di questa proposta
che è indispensabile e che tra l’altro serve anche per contrastare un cancro in
Italia che si chiama voto di scambio.Le mafie si stanno impossessando di questo
Paese e ormai da troppo tempo si sono intrufolate nella politica, facendo
eleggere i propri uomini ormai parte integrante delle istituzioni. Anche il
reddito di cittadinanza può aiutare a lottare contro le organizzazioni
criminali, perché in certe terre è spesso la povertà che istiga a delinquere
per cercare guadagni facili. Pe noi nessuno deve rimanere indietro e deve
essere lo Stato a stendere una mano per garantire un sacrosanto diritto non la
mafia.

Vi aspetto alla marcia di Perugia-Assisi sabato 20 maggio. Insieme faremo 19
chilometri per raggiungere un importante traguardo. Dedico il mio hashtag
alla citazione del grande Gandhi in merito alla povertà.#IoMarcioPer sconfiggere “la peggior forma di
violenza”.




Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte: Paolo Parentela : http://paoloparentela.blogspot.com/2017/05/iomarcioper-sconfiggere-la-peggior.html

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *