INVESTITE NEL FUTURO, INVESTITE NELL’ITALIA! Luigi Di Maio a Shanghai – IL VIDEO

di Luigi Di Maio:

A Shanghai ho partecipato al Trade and Innovation Forum e ho avuto il piacere di presentare proprio le idee che il governo ha su come devono evolvere innovazione e commercio nel nostro Paese. Ecco il mio discorso.

Signore e signori,

grazie per essere qui, è per me un onore poter parlare qui alla vostra presenza.

Questa è la seconda volta nel giro di pochi mesi in cui vengo in Cina, questo perché il nuovo governo italiano ritiene che la Cina sia un partner fondamentale.

Ho ascoltato con molta attenzione il discorso del presidente Ping questa mattina e le sue parole parlano di un progetto di sviluppo di cui noi vogliamo essere protagonisti.
L’Italia è la seconda potenza manifatturiera in Europa e, nell’ambito dell’Unione Europea, occupa la quarta posizione sia come cliente che come fornitore della Cina.

Questo rapporto vogliamo rafforzarlo e uno dei percorsi per farlo è sicuramente la Belt and Road Initiative.

Il governo italiano è nato da pochi mesi ed è nato in un contesto storico molto particolare. Ci troviamo infatti ad affrontare delle sfide epocali. In particolare per me, che ho la responsabilità dei ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro e delle politiche sociali, la prima e più importante è quella del lavoro. Il mondo dell’impresa e del lavoro si stanno completamente trasformando grazie alla rivoluzione apportata dalle nuove tecnologie del digitale, in particolare l’intelligenza artificiale e l’automazione. È una rivoluzione che ha due implicazioni fondamentali. Una sulle imprese, che devono necessariamente rinnovarsi, e una sui lavoratori, che devono essere accompagnati in un nuovo e costante percorso di formazione. Il nuovo governo italiano vuole che l’Italia sia in prima linea in questa fase di trasformazione globale. La nuova classe dirigente che è ora al governo del Paese ha infatti molto chiare quelle che sono le dinamiche in atto e abbiamo predisposto un piano d’azione per affrontare le trasformazioni tecnologiche contenuto nella nuova legge di Bilancio, che sarà approvata dal Parlamento entro la fine dell’anno.

Il nostro obiettivo principale è rendere l’Italia una Smart Nation. Nella legge di Bilancio abbiamo individuato i finanziamenti per gli investimenti nei settori che secondo noi sono fondamentali:
– l’intelligenza artificiale, con un piano a livello nazionale, che sarà il principale motore di cambiamento;
– la tecnologia della Blockchain, che sarà il nuovo standard per le certificazioni e le transazioni di qualsiasi tipo;
– il venture capitalism, con un fondo ad hoc, garantito dallo Stato, per sostenere le imprese che si lanciano nel mondo dell’innovazione;
– un manager dell’innovazione per ogni impresa italiana incentivato dallo Stato.

Queste misure saranno quindi la base di quello che abbiamo chiamato INNOVATION ACT.
Allo stesso tempo abbiamo attivato anche delle nuove misure di protezione sociale per i cittadini, elaborando e dando il via al Reddito di cittadinanza, ossia un grande piano che prevede un percorso di formazione al lavoro, un percorso di inserimento al lavoro e un sostegno al reddito nella fase di transizione tra due lavori o tra la disoccupazione e l’occupazione. È per gestire al meglio questi processi che per la prima volta nella storia del nostro Paese abbiamo messo insieme il ministero dello Sviluppo economico e quello del Lavoro e delle politiche sociali. Un ministero che ne contiene sostanzialmente tre e che porto avanti con tutta la consapevolezza di questo processo di trasformazione.

Il primo scoglio che ci siamo trovati a dover superare è quello del digital divide. Come governo abbiamo deciso per prima cosa di affrontarne la componente infrastrutturale. Abbiamo iniziato con la gara del 5G con cui abbiamo raccolto 6 miliardi di euro dagli operatori privati, ma c’è ancora tanto da fare. Il nostro obiettivo è garantire la banda larga a ogni cittadino italiano. Per realizzare queste infrastrutture, siamo convinti – e su questo la Cina ne è un esempio – che serva un’importante partecipazione dello Stato, in particolar modo a garanzia degli investimenti e nella veste di guida della strategia complessiva che verrà attuata.

Meno digital divide vuol dire innanzitutto una cosa: più dati a disposizione. Poter avere più dati a disposizione significa poter garantire servizi migliori e più efficienti a tutti. Sto parlando dei cosiddetti Big Data che sono stati definiti da più parti il nuovo petrolio.

I Big Data infatti serviranno a tutti. Serviranno allo Stato per migliorare i suoi servizi. Penso ad esempio alle smart cities grazie allo sviluppo della internet of things e grazie alla quale nei prossimi anni avremo miliardi e miliardi di dispositivi collegati. Saranno fondamentali per fare passi da gigante in settori come quello della sanità pubblica, potendo mettere a sistema una quantità di dati mai vista prima. Avremo una capacità predittiva e diagnostica senza precedenti.

Tutto ciò necessita di una grande potenza elaborativa a supporto dei software di intelligenza artificiale. E infatti vogliamo essere in prima linea nella ricerca che sta sviluppando i super calcolatori in Europa.

Un settore su cui come vi dicevo prima stiamo investendo, è quello della Blockchain perché siamo convinti che sarà un altro elemento che sicuramente condizionerà le economie di tutto il mondo. Nel nostro piccolo vogliamo iniziare introducendo questa innovazione per quello che è il nostro fiore all’occhiello: il made in Italy. Abbiamo infatti in cantiere l’elaborazione di un protocollo Blockchain per la certificazione dei prodotti made in Italy, così che voi abbiate sempre la certezza assoluta che il prodotto che state acquistando è stato prodotto, con amore, in Italia. E quindi ben fatto.

Il mondo sta cambiando rapidamente. L’Italia come vi ho raccontato sta abbracciando questo cambiamento accogliendo le nuove sfide con investimenti statali importanti e con un’evoluzione nell’approccio al Welfare, che dovrà affrontare questa trasformazione tecnologica.

L’Italia ha un importante patrimonio fatto di aziende eccellenti, di importanti tradizioni e di ricercatori di livello mondiale. Per troppo tempo ci siamo adagiati su questo patrimonio pensando che fosse sufficiente. Adesso sappiamo che non basta e abbiamo deciso di investire sull’innovazione e sulla tecnologia convinti che questo porterà a una crescita esponenziale del nostro patrimonio e delle nostre possibilità. In quest’ottica va ad esempio l’introduzione dell’Innovation Manager che garantirà importanti sgravi fiscali alle piccole e medie imprese italiane che assumono una persona in questo ruolo per accompagnare l’azienda in un percorso d’innovazione. Sempre in quest’ottica è da leggere anche la riforma delle pensioni che consentirà da un lato la meritata pensione per centinaia di migliaia di lavoratori e dall’altra l’ingresso di nuove energie e competenze nel settore pubblico e privato.
L’Italia non guarda più solo al passato, ma è finalmente proiettata nel futuro. Quindi il mio messaggio conclusivo per tutti voi presenti qui oggi è:
INVESTITE NEL FUTURO,
INVESTITE NELL’ITALIA!

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