Intervento in Consiglio Comunale del 17.11.2014
Intervento in Consiglio Comunale del 17.11.2014

Intervento in Consiglio Comunale del 17.11.2014

Sanac, Gavarry, OCV, FAC, Centrale del latte, Reefer, Bombardier , Cooperarci. In Val Bormida sarebbe un altro lungo elenco con Cartiera Murialdo, Ferrania Technologies… Tutte realtà in grossa crisi o già chiuse, con lavoratori in pericolo o già a casa.

Per non parlare di tutti i negozi e le ditte che abbassano le serrande per la crisi e l’elevata tassazione.
Sono centinaia e centinaia di lavoratori e famiglie.
Allora, di cosa vogliamo parlare? Perché non facciamo un consiglio dedicato per ciascuna di queste situazioni? Sono forse meno drammatiche di questa?

Io credo che sarebbe meglio, e più utile per tutti, focalizzarsi sulla situazione nel suo complesso, chiedere e ottenere, tutti uniti, sindacati, politica, lavoratori e cittadini, misure globali di riconversione e tutela del territorio, ma soprattutto, di tutela immediata dei lavoratori per iniziare un percorso serio. In tanti, e uniti in un’unica battaglia, saremmo più forti.

Per il resto, potrei ripetere quanto detto nell’ultimo Consiglio Comunale in cui si e’ parlato di questi temi.

Mi limito a ricordare che questi odg hanno un valore poco meno che simbolico, in qualche modo significano pagare il pegno ai propri elettori o ai gruppi di appartenenza, ma non hanno a che fare con quelle azioni incisive e compatte che sarebbero necessarie.

Semmai, dividono i cittadini fra di loro, le categorie fra di loro, cosa pericolosissima e che ci rende più vulnerabili di fronte a chi vuole solo sfruttare persone e territorio.

Si mettono etichette, si parla di “ambientalisti”, come se questi fossero una setta o degli invasori alieni che si sono messi in testa per puro capriccio di rovinare l’economia con motivazioni capziose.

Le etichette sono utili a separare. Ma non ci sono etichette, ci sono solo persone preoccupate delle conseguenze, e consapevoli che le scelte sbagliate compiute nel corso degli anni ci hanno messo all’angolo.

Di cosa vogliamo parlare? Di Burlando che dice che le centrali debbono poter funzionare nelle stesse condizioni, e cita fra gli altri Porto Tolle, una centrale a olio combustibile che Enel voleva riconvertire a carbone? Ma ha rinunciato, per l’ostilità del territorio. Burlando sa di quel che parla? Possiamo fidarci di una tale superficialità, o dobbiamo aspettarci che la applichi anche su molti altri e seri argomenti?

La situazione energetica è quel che sappiamo. Enel vuole dismettere centrali obsolete e ricollocare i dipendenti. E’ su questo che si deve puntare, tutela, riconversione, non essere lasciati indietro, ma non ancora e sempre gli interessi di una azienda che negli anni si e’ rivelata non affidabile. Lo diceva persino il nostro vicesindaco qualche anno fa.

Allora, facciamo un’ipotesi, tanto per sgombrare il campo dall’ipotesi ambientalismo e dalle etichette. Supponiamo che non ci siano problemi di salute o ambiente, che abbia ragione chi dice che la centrale non inquina e che da quando e’ spenta non e’ cambiato niente. Cosa oltremodo discutibile, anche a puro buon senso, ma lasciamo stare.

Come lasciamo stare un altro importante dettaglio: avete visto le piogge di questi giorni? Gli eventi climatici estremi sono sempre piu’ legati alla Co2, ai gas da combustione, ai cambiamenti climatici, il degrado sta diventando irreversibile e l’ONU ha lanciato l’allarme. Pensateci, pensiamoci, guardiamo i danni e la preoccupazione e non pensiamo che si tratti di fenomeni naturali ineluttabili.

Ma lasciamo da parte persino questo e fingiamo che non conti neppure la paura e l’angoscia di questi giorni.

Anche in queste circostanze, la nostra posizione e le cose che diciamo non cambierebbero. Abbiamo di fronte impianti obsoleti, abbiamo di fronte una compagine aziendale e finanziaria che ha teso a guadagnare il massimo profitto, che non ha mai avuto serie intenzioni di investire e si è figurata un quadro, un orizzonte a bassissimo termine, piani industriali di quattro o cinque anni al massimo.

Non è credibile nè affidabile e non e’ tempo di concedere più niente, sarebbe solo un palliativo che aggraverebbe le cose sotto tutti i punti di vista, in modo drammatico e irreversibile.

Semmai e’ bene focalizzarsi su quel discorso, i massimi profitti, gli utili che sono stati accumulati, per far sì che chi ha ridotto così un territorio per i suoi interessi non possa farla franca, e tutti noi subirne le conseguenze.

Ricordiamoci che senza politiche che rendano le imprese competitive, non si va da nessuna parte. Defiscalizzazione degli investimenti in ricerca ed innovazione tecnologica, linee di credito agevolato o fondi di garanzia per le PMI, meno burocrazia…ecco la via, a tutti i livelli, altrimenti quando tra un paio d’anni l’azienda sarà di nuovo in crisi per la scarsa competitività, saremo di nuovo allo stesso punto di prima. Senza che c’entrino magistratura e ambientalisti.

Per le battaglie tutti uniti, noi ci siamo e ci saremo. Per richiamare ciascuna delle parti coinvolte alle proprie responsabilità, ci siamo e ci saremo. Per difendere i lavoratori in una prospettiva seria, ci siamo e ci saremo. Per impostare seriamente con tutte le istituzioni una via d’uscita da una crisi che si avvita su se stessa sempre di più, saremo disponibili.

Ma non votiamo un odg generico che tenta di conciliare posizioni inconciliabili dicendo tutto e niente.

FONTE: : http://www.savona5stelle.it/2014/11/intervento-in-consiglio-comunale-del-17-11-2014/