Interpellanze urgenti – I video e i testi delle mie risposte alle in Aula

28 settembre 2018 – Di seguito le questioni affrontate stamattina in risposta alle interpellanze urgenti in Aula alla Camera dei Deputati.

Prevenzione e limitazione delle emissioni odorigene degli stabilimenti:

Recentemente abbiamo approvato il Decreto Legislativo n. 183 del 15 novembre 2017, in attuazione della direttiva (UE) 2015/2193, che fornisce indicazioni in merito alla limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati da impianti di combustione medi, nonché riordina il quadro normativo concernente gli stabilimenti che producono emissioni in atmosfera. Con tale provvedimento vogliamo legittimare le normative emanate dalle Regioni, che ad oggi anno competenza legislativa in materia, e assicurare una base comune per la progressiva definizione di criteri uniformi a livello statale.

In aggiunta, l’ISPRA, il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), ha redatto una apposita Linea Guida al fine di disporre di un quadro di riferimento comune e fornire agli Enti di Controllo informazioni utili per la scelta degli approcci adeguati ad effettuare un’azione di prevenzione, controllo e valutazione delle emissioni.

Infine, stiamo attuando misure volte alla riduzione del conferimento dei rifiuti, attraverso la prevenzione come azione prioritaria nella gestione dei rifiuti, che sono soggetti a specifici programmi regionali di riduzione, in particolare quelli biodegradabili i quali durante il trattamento possono generare emissioni odorigene moleste se non correttamente gestiti.

Iniziative volte alla salvaguardia della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali:

È attualmente in corso l’iter per la modifica dell’art. 12 del DPR 8 settembre 1997, n. 357, aggiornato e coordinato con il decreto del Presidente della Repubblica 12 marzo 2003, n. 120, che si è rivelato eccessivamente stringente, impedendo l’introduzione di specie alloctone in qualsiasi evenienza, compresa la lotta biologica. Si tratta di una modifica che, se definitivamente approvata, consentirebbe l’immissione anche di specie e di popolazioni non autoctone, con le garanzie derivanti dalla prevista necessità di Linee Guida ministeriali e dall’autorizzazione caso per caso del Ministero dell’ambiente, in linea con la direttiva europea Habitat.

Una proposta che trova riscontro anche nei rilievi tecnici di ISPRA, secondo cui, pur essendo il predetto divieto condivisibile in linea di principio, l’introduzione controllata di agenti esotici a fini di controllo biologico può concorrere a combattere gli impatti di specie esotiche invasive vegetali e animali, contribuendo quindi, in alcune circostanze, alla tutela ambientale. Ciò, naturalmente, a condizione che l’attività sia attentamente pianificata, anche prevedendo test specifici sugli agenti, valutata con una rigorosa analisi del rischio, e se del caso anche sottoposta ad un attento monitoraggio post-rilascio.

Studio delle cause della legionellosi e bonifica delle aree colpite da epidemia di polmonite:

Sull’incremento del numero dei casi virus del Nilo occidentale (West Nife Virus, WNV), gli studi hanno evidenziato che alcune aree segnalate più colpite sono tipiche per spandimenti azotati, digestati di impianto a biogas e fanghi. In merito allo spandimento dei fanghi di depurazione delle acque reflue in agricoltura la normativa vigente stabilisce le caratteristiche, le modalità e le condizioni in base alle quali i fanghi possono essere utilizzati in agricoltura, definendo tra l’altro i parametri da analizzare e le relative concentrazioni limite. Allo stato attuale, le Regioni nell’ambito del rilascio delle autorizzazioni possono prevedere autonomamente ulteriori limiti e condizioni per l’utilizzazione dei fanghi in agricoltura, ma solo al fine di dettare norme più stringenti volte ad assicurare livelli di tutela più elevati. A livello nazionale il Ministero dell’Ambiente, unitamente agli Istituti scientifici di rilevanza nazionale, Ispra ed Istituto Superiore di Sanità, al Ministero dello sviluppo economico, al Ministero delle politiche agricole ed al Ministero della salute, ha ritenuto necessario provvedere ad un aggiornamento della normativa, per adeguarla al progresso delle conoscenze scientifiche in materia, soprattutto per quanto riguarda i limiti di concentrazione stabiliti per determinati inquinanti organici ed anche per alcuni parametri microbiologici. Nell’aprile 2018, l’ultima proposta di decreto è stata inviata al Consiglio di Stato che, nel suo parere, ha manifestato l’opportunità di acquisire l’avviso della Conferenza Stato – Regioni che ha espresso il parere di competenza, alla presenza di Ispra e di ISS. Il relativo iter è ancora in corso.

Il Ministero della salute comunica che è in corso l’inchiesta epidemiologica e microbiologica di tutti i casi al fine di trovare una esposizione comune, e sono in corso anche azioni specifiche per identificare la fonte e i metodi di trasmissione del batterio. Al momento prosegue la ricerca clinica sui singoli casi per confermare l’agente eziologico delle polmoniti nei pazienti ricoverati. La rete di distribuzione dell’acqua potabile dei Comuni coinvolti è stata controllata ed è stata esclusa la possibilità di collegamenti tra i Comuni. Sono comunque stati effettuati campionamenti alla rete idrica (più di 50 punti campionati) e presso le abitazioni dei soggetti con diagnosi di legionellosi. Sono stati effettuati campionamenti per la ricerca del batterio Legionella anche sulle torri di raffreddamento degli insediamenti industriali della zona. Gli esiti, positivi in 9 casi su 10 in tutte e tre le aziende coinvolte, hanno portato ATS (Agenzia di Tutela della Salute), in base al principio di precauzione, a chiedere ai sindaci dei tre Comuni interessati l’emissione di un’ordinanza contingibile ed urgente a carico delle ditte per un intervento di sanificazione degli impianti.

 

Clicca qui per i testi delle interrogazioni e le risposte.



FONTE : Salvatore Micillo

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