immigrazione e categorie fragili
immigrazione e categorie fragili

immigrazione e categorie fragili

Venerdì scorso il M5S Novara ha presentato il programma per immigrazione e categorie fragili per il comune di Novara.

Apre la serata Davide Crippa che presenta i relatori e introduce la serata passando la parola a Lucio Guerrazzi che presenta le linee guida del programma. 
Il relatore evidenzia come il comune debba conquistare un ruolo di coordinamento di tutti quei soggetti che si occupano di sociale nella città. Ricorda che sul territorio operano 111 associazioni nel volontariato socio assistenziale che rappresentano per la comunità un patrimonio da valorizzare con concessione di sedi con affitto agevolato, sostegno nelle campagne pubblicitarie, alleggerimento della burocrazia e, soprattutto, dialogo costante con i dirigenti del comune finalizzato alla progettazione dei servizi che devono vedere fianco a fianco volontari e operatori del comune.

Guerrazzi si sofferma anche sulla questione riforma dei centri per l’impiego. Il comune deve pretendere un posto nel tavolo di progettazione delle nuove politiche per i disoccupati che verranno disegnate con i decreti previsti dalla riforma del lavoro. Le linee strategiche della progettazione in Piemonte devono andare nella direzione di una integrazione tra le politiche del lavoro e le politiche sociali prevedendo azioni di recupero delle capacità dei disoccupati che li portino, adeguatamente sostenute con azioni che vedano operatori del comune e operatori dei nuovi centri lavorare fianco a fianco, a trovare nuova occupazione tramite formazione, consulenza alla costituzione di nuove imprese, costruzione di reti di informazione e inserimento in aziende con contratti da definire caso per caso. L’intervento si conclude con l’illustrazione puntuale delle azioni che il comune intenderà mettere in campo per giovani, donne, studenti, anziani e disabili.

La parola passa al portavoce alla camera dei deputati Manlio Di Stefano che illustra le linee guida del programma nazionale sull’immigrazione. Di Stefano esordisce salutando i giornalisti presenti augurandosi che almeno in questa occasione siano capaci di produrre un resoconto veritiero degli argomenti in discussione. Sulla questione dei profughi Di Stefano, senza tanti giri di parole, afferma che l’emergenza nasce dal fatto che chi gestisce i centri di accoglienza guadagna una BARCA DI SOLDI e, come si è visto con l’inchiesta mafia capitale, ha tutto l’interesse a prolungare la permanenza degli stranieri  approfittando anche della lentezza delle procedure di riconoscimento dello status di profugo che in Italia si ottiene in due anni contro i 6 mesi della media europea.Senza documenti i migranti sono facile preda della mafia che li sfrutta facendoli lavorare in nero nelle campagne di tutta Italia o li instrada verso attività illegali. I soldi, continua il deputato, sia chiaro che non vanno agli immigrati ma vanno a chi gestisce i centri che intasca rette di 35 euro al giorno.

La prima proposta del movimento è, quindi, di regolamentare e controllare in maniera molto più severa di quanto avvenga oggi tutti quei soggetti che si occupano di immigrati e la seconda proposta è quella di velocizzare l’iter burocratico di riconoscimento dello status di profugo. L’ostacolo maggiore all’attuazione di queste due proposte di buon senso è la corruzione che impera nei ranghi dei partiti che hanno governato l’Italia negli ultimi 25 anni. La corruzione dei politici porta le organizzazioni che gestiscono gli immigrati nell’orbita delle mafie che hanno cambiato volto e hanno trovato un business che, come si evince dalle intercettazioni di mafia capitale, rende più dello spaccio di droga. Altra proposta del movimento a livello nazionale è quella di fare pressione sull’unione europea affinché ogni paese che ne fa parte accetti di ospitare una quota dei profughi che arrivano in Europa. La distribuzione degli stranieri, inoltre, deve avvenire prima della richiesta d’asilo.

La parola passa, infine, al candidato sindaco Cristina Macarro che illustra cosa intende fare per i migranti il comune. Macarro ricorda come il comune in questo campo abbia ben pochi strumenti per agire ma ribadisce che qualcosa si può comunque fare. Anzitutto il riconoscimento del valore delle culture da parte degli italiani e da parte degli stranieri con azioni mirate di comunicazione. E’ necessario, inoltre, che i servizi riescano a soddisfare le esigenze di tutti per disinnescare quella guerra tra poveri alimentata strumentalmente da alcune forze politiche. Una cosa sicuramente da fare e’ l’allestimento di corsi di italiano efficacie allestiti anche fuori dalle normali aule che spesso si trasformano in ghetti.

Cristina cita una bella esperienza fatta presso un centro sportivo per bambini dove si è  organizzato un corso di italiano tenutosi durante gli allenamenti che ha avuto successo, ha prodotto il risultato di portare fuori casa le mamme e metterle in contatto con altre persone creando reti di amicizia necessarie come il pane per chi si trasferisce. Cristina conclude ribadendo la necessità per tutti i giovani, italiani e stranieri, di una maggiore conoscenza dei propri diritti e dei propri doveri.

A concludere due interessanti interventi da parte del pubblico: una studentessa chiede se è possibile prevedere un abbonamento comprensivo di treno per Milano e autobus in città e una residente a Sant’Agabio fa notare che il peso della crisi porta molti condomini a non pagare spese come le bollette dell’ acqua che inevitabilmente devono essere, ingiustamente, pagate dai condomini in regola con il risultato che un problema che dovrebbe essere affrontato dallo stato viene scaricato sulle spalle dei cittadini puntuali nei pagamenti con effetti paradossali.



FONTE : Novara 5 Stelle