Il vulnus nella democrazia? il vecchio immarcescibile sistema clientelare
Il vulnus nella democrazia? il vecchio immarcescibile sistema clientelare

Il vulnus nella democrazia? il vecchio immarcescibile sistema clientelare

Totò Cuffaro, condannato per favoreggiamento a Cosa Nostra, espìa la pena, viene scarcerato e torna ad occuparsi di politica, osannato. Raffaele Lombardo, condannato per voto di scambio con Cosa Nostra, partecipa ad una manifestazione politica ad Enna, e pare quasi che soltanto la mano non gli abbiano baciato.

Folle di simpatizzanti accorrono ad ogni appuntamento in cui è possibile scorgere i due ex delfini dell’ex ministro Calogero Mannino, poi diventati entrambi Presidenti della Regione Siciliana.

Non ci si vuole in questa sede occupare dei due uomini, delle rispettive carriere politiche e delle traversie giudiziarie, dando persino per scontato quale sia stato il prezzo dagli stessi umanamente pagato in termini di sofferenza per la relazione criminale che hanno avuto con il potere, né del dolore dei familiari che nulla c’entrano con la scelta dei congiunti. Ciò che mi inquieta di più è invece il profilo di quanti accorrono ad osannarli. Chi sono?

Sembra quasi che l’avere espiato la pena, per il primo almeno, valga il salvacondotto per tornare ad occuparsi di governo, e che il sorriso sornione del secondo meriti la smorfia popolare per capire cosa farà ed in favore di chi. Eh si, perché entrambi gli ex Presidenti pesano – eccome – nel sistema tribale del voto siciliano.

Possiamo liquidare il tutto dicendo che purtroppo resiste il vecchio immarcescibile sistema clientelare, per cui chi ha bisogno corre disperato verso chi promette qualcosa, e se non si fida comunque si affida, se non crede comunque non si è ancora ricreduto?

Non penso che questa giustificazione regga da sola, perché tra le persone “ammirate” nei confronti dei due padroni fino a ieri indiscussi della politica siciliana ce ne sono diversi che per la verità non sembra abbiano bisogno di nulla, e che forse neppure li hanno mai conosciuti personalmente.

Ma, se le cose stanno così, occorrerà interrogarsi sulla cifra culturale e civica della nostra popolazione.

Siamo cioè noi, corpo elettorale, migliori di quelli che votiamo?

Soltanto in certi ambienti chi è ricercato dalla Polizia diventa un esempio da proteggere, e solo in certi quartieri questo accade, mentre altrove esiste la sanzione sociale, che per la verità dovrebbe prescindere dall’intervento della sentenza del Giudice per precederla, ma che non può non seguire quando c’è stata anche questa.

Ed allora, con tutto il rispetto per tutti, penso con amarezza, ed anche con sconcerto, che davvero in questo momento in Sicilia, e più in generale nel Paese, si registri una grave crisi di identità civile, sociale e culturale.

Per alcuni questi sono eroi, mentre per altri – e per fortuna – sono diversi gli esempi da seguire, chi lavora onestamente, chi serve la propria terra e chi si immola persino per essa. Ed allora vorrà dire che una frattura grave e forse insanabile sta attraversando la nostra società, con il rischio che mentre molti di noi non potranno più fuggire, avendo qui il nostro reddito, i giovani che vorranno seguire gli esempi più sani continueranno a scappare.

E’ possibile che persino Paesi asserviti a dittature sanguinarie si siano liberati dal giogo della violenza, e in Sicilia siamo ancora a fare la fila per stringere la mano ai due ex Presidenti?

CONTINUA A LEGGERE ALLA FONTE: http://www.tribupress.it/cuffaro-lombardo-eroi/

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