Il sistema di smaltimento rifiuti in Lombardia è al collasso

L’emergenza è esplosa agli occhi dell’opinione pubblica in questi giorni, quando uno scambio di accuse e reciproche irresponsabilità fra ministero dell’Ambiente e Regione ha posto all’attenzione degli organi d’informazione una situazione allarmante.

Gli inceneritori della Lombardia non sono più in grado di smaltire i rifiuti lombardi. I depositi sono stipati, i rifiuti stoccati, anche quelli ingombranti, in attesa di essere smaltiti. Così mentre i comuni, come successo a Crema un mese fa, sono costretti ad emettere ordinanze al fine di obbligare gli inceneritori a smaltire i rifiuti oppure, come sta succedendo a Monza, preparano cospicui rincari, destinati inevitabilmente a pesare sulle tasche dei cittadini, Stato e Regioni si rimpallano le responsabilità.

Dove nasce il problema?

Lo Sblocca Italia impone agli inceneritori di smaltire prima i rifiuti urbani. In pratica un inceneritore lombardo dovrà bruciare prima i rifiuti urbani lombardi, poi quelli provenienti dalle altre regioni. Infine i rifiuti non urbani, come ad esempio: scarti industriali in plastica, carta e legno che non possono essere riciclati. Questo da un lato finisce per ingolfare il meccanismo. Dall’altro consente ai gestori degli impianti quale priorità conferire allo smaltimento dei rifiuti stessi.

Da una parte Regione Lombardia indica il vergognoso “Sblocca Italia” come la causa di tutti i mali. Ai miei occhi pare oggi fin troppo facile prendersela con un provvedimento che ha letteralmente permesso ai rifiuti di andarsene in giro per l’Italia, sballottati da regione a regione. Dall’altra il ministero dell’Ambiente accusa Regione Lombardia di pressapochismo. Per non aver agito nei tempi utili a fronteggiare l’emergenza. Una corsa a chi è più incompetente. Uno scenario che il Movimento Cinque Stelle aveva già denunciato proprio nei giorni dell’approvazione del famigerato “Sblocca Italia”, venendo sistematicamente ignorato da media e dagli esperti della politica. Quelli preparati per davvero.

In mezzo a questo teatrino, a farne le spese ovviamente i cittadini.

In primo luogo per ovvie ragioni ambientali e di salute pubblica. In secondo luogo dal punto di vista economico. Sì perché i gestori degli inceneritori, causa l’ammontare della domanda, hanno letteralmente in mano il mercato. Possono permettersi di fare il prezzo, con le ovvie ricadute sulle aziende lombarde i cui costi di gestione del rifiuto sono lievitati anche del 30% e cittadini, i quali pagheranno, per tutti, in bolletta il costo dell’incompetenza dei propri amministratori.

Quindi non solo la questione inceneritori non viene risolta. Non solo la gestione del rifiuto non viene spinta verso un circolo virtuoso a rifiuti zero. Non solo non viene incentivata la raccolta differenziata. Qua si scivola addirittura nel paradosso dell’aver creato, per legge, un mercato parallelo d’importazione di un certo tipo di rifiuti a discapito di altri. Oltre a continuare a incenerire quindi, permettiamo al rifiuto di viaggiare in giro per l’Italia. In questo modo a crescere è solamente l’inquinamento.

Per approfondire: https://goo.gl/HvbHE8

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