Il sistema Alfano a giudizio

Il padre di Alfano, sindaci, giudici, deputati, amministratori, prefetto e direttori di INPS e agenzie delle entrate, questi i nomi noti tra i 73 indagati ad Agrigento.
Un terremoto giudiziario riguardante la gestione dell’ente “Girgenti Acque” tra episodi di corruzione legati alle assunzioni nella società che gestisce il sistema idrico in molti comuni dell’agrigentino e associazione a delinquere.
Tra gli indagati molti volti noti come Angelo Alfano, padre del Ministro degli Esteri del Governo Renzi Angelino Alfano, il prefetto di Agrigento Nicola Diomede, l’ex governatore siciliano Raffaele Lombardo e il fratello Angelo, l’ex presidente della Provincia di Agrigento Eugenio D’Orsi, l’ex presidente del Cga Raffaele De Lipsis. Oltre a loro, tantissimi altri esponenti di spicco del territorio.
Queste cose in Italia non fanno quasi ormai notizia eppure ogni volta che scoppia uno scandalo di questo genere, che si chiami “Girgenti Acque”, “Banca Etruria” o “Consip”, scopriamo sempre che tra i coinvolti c’è un esponente di spicco della politica italiana come Angelino Alfano, Maria Elena Boschi o Luca Lotti – Ministri del Governo.
Questo sistema va debellato e possiamo farlo dal 4 di marzo votando in blocco il MoVimento 5 Stelle.
Coraggio, possiamo farcela!

Partecipa. Scegli. Cambia.



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