Il naufragio del Regolamento Urbanistico
Il naufragio del Regolamento Urbanistico

Il naufragio del Regolamento Urbanistico



La superficialità con cui i partiti di maggioranza parlano di Urbanistica denota o una completa malafede o un’incompetenza preoccupante.  “Continuare a sentire i partiti che si lamentano delle Carte del rischio idraulico fa ridere: le hanno approvate loro, l’unica opposizione nel merito al progetto di Settesoldi l’abbiamo fatta noi, in Commissione, in Consiglio e sulla stampa. Solamente noi abbiamo avuto il coraggio di dire che quelle carte erano state fatte in maniera non puntuale, con un software e non con un preciso e metodico lavoro sul campo” dice il consigliere Ricciardi. Col risultato che zone veramente a rischio sono “bianche” mentre terreni mai sfiorati da problemi di allagamento sono finiti in zona di pericolosità idraulica.

Per ciò che riguarda il R.U. a Febbraio i tecnici progettisti avevano proposto in Commissione un iter procedurale sensato e razionale, che come Movimento 5 Stelle condividevamo.
Si parlava di metodo di lavoro per la Commissione non di contenuti. La Commissione ha scelto invece una procedura macchinosa e lentissima: l’ha scelta e votata all’unanimità quando il sottoscritto, oltre a RC, era assente perché impegnato a sostenere la lotta dei lavoratori Rational. Un blitz mattutino, sostanzialmente.
“La responsabilità del primo rallentamento in Commissione è quindi del PD (con tutte le correnti: Rigoniani-Volpiani-Buglianiani), degli Arancioni, del PSI, di Articolo Primo e dell’UDC, ovvero i gruppi che hanno votato per questi tempi elefantiaci” afferma inoltre il consigliere del M5S.
In ultimo, veniamo al Sindaco e al suo proclama di approvare il RU entro settembre: “Noi lo diciamo senza timore di essere smentiti: non è possibile che questo avvenga”.
Non abbiamo ancora visto un’osservazione; ricordiamo che ci sono più di 1600 protocolli ma di fatto saranno circa tremila punti di cui discutere dato che ogni protocollo contiene più osservazioni. Ognuna va letta, discussa, votata. Da quando arriveranno in Commissione, grazie al metodo scelto dai partiti, ci vorranno tre, quattro mesi minimo prima che arrivino in Consiglio che dovrà poi replicare il lavoro.

La realtà è che Volpi non ha la forza politica per tenere coesa una maggioranza neanche per un banale ordine del giorno, figuriamoci per 1600 votazioni su temi così delicati. Arrivare in Consiglio sarebbe un pantano e si chiuderebbe anzitempo l’esperienza della giunta Volpi.
“Noi diciamo una cosa chiara, semplice e diretta: siamo disposti ad andare in Consiglio domani e a permettere la discussione. Le condizioni però non sono negoziabili: cancellare gli A.R.U., eliminare dalle norme il permesso ai balneari di costruire ulteriormente, rivedere le varianti anticipatrici adottate” conclude Ricciardi.
In questo modo avrebbero l’opportunità di mettere in approvazione le norme che servirebbero all’economia locale e a tutto il territorio massese. Per noi sarebbe molto più comodo elettoralmente stare alla finestra e nel 2018 presentare il conto di un R.U. non approvato. Ma a noi interessa la città, non le poltrone del potere.





FONTE : Massa5Stelle

LINK: https://massa5stelle.wordpress.com/2017/06/02/il-naufragio-del-regolamento-urbanistico/

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