Il monitoraggio dell’OSCE alle prossime elezioni ci sarà

L’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ha accolto la richiesta del Movimento Cinque Stelle e monitorerà le elezioni in Italia del 4 marzo prossimo. Con l’assessment mission report pubblicato il 1 febbraio scorso, l’OSCE fa sapere che “la maggior parte de OSCE/ODHIR NAM interlocutori hanno espresso la sicurezza nell’imparzialità dell’amministrazione delle elezioni e la loro abilità ad organizzare le elezioni professionalmente e in modo trasparente. Molti interlocutori hanno detto che l’intervento degli osservatori OSCE sarebbe benvenuto per queste elezioni, riconoscendo che un controllo estero potrebbe contribuire a ulteriori miglioramenti del processo elettorale. un numero di aspetti avrebbero bisogno di specifica attenzione dall’OSCE/ODHR, inclusa l’implementazione del recente sistema elettorale e delle regole relative ai finanziamenti delle campagne, l’amministrazione delle elezioni e la condotta della campagna. Su questa basi, l’OSCE/ODHIR NAM consiglia lo schieramento di una valutazione di missione elettorale per le prossime elezioni.”

Come dimostrano le denunce avanzate in passato da alcuni personaggi pubblici italiani, il problema del voto inquinato in Italia è cronico e resiste negli anni. Purtroppo, già nelle ultime elezioni regionali, svoltesi in Sicilia nel Novembre scorso, si sono riscontrati casi di voto di scambio e di brogli. Finalmente, dopo aver sentito dai professoroni della politica che non era possibile, che stavamo dicendo fesserie, che l’OSCE andava solo nei Paesi in guerra e che facevamo solo populismo, oggi ho ricevuto la notizia che tutto il lavoro svolto gomito a gomito con Luigi Di Maio è servito eccome: l’OSCE invierà osservatori per le elezioni del 4 marzo in Italia. Uno strumento in più per garantire la libertà di voto ai cittadini italiani.

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L’attività di monitoraggio elettorale costituisce una componente fondamentale della politica dell’Unione Europea per la promozione dei diritti umani e della libertà di opinione e di voto. A partire dal 1994, l’Italia ha fornito alle varie operazioni di monitoraggio elettorale condotte dall’OSCE/ODIHR circa 500 esperti in materia elettorale, che hanno partecipato alle missioni di osservazione o di supervisione elettorale condotte in numerosi Paesi partecipanti dell’OSCE. Mi auguro che l’OSCE focalizzi l’attenzione anche sulla situazione dei media e del tempo da loro dedicato ai vari gruppi politici. Infatti, è da mesi che osserviamo una certa riluttanza da parte delle principali emittenti televisive nazionali, pubbliche e private, nel rispettare i tempi di parola previsti per i vari gruppi politici. Dallo studio dei suddetti dati (www.opentg.it) emerge che il M5S, nonostante alle ultime elezioni politiche fosse il gruppo parlamentare maggiormente suffragato dagli italiani, ottiene molto meno spazio di parola rispetto a gruppi parlamentari meno suffragati. Il divario diventa ancora più ampio quando si analizzano i dati relativi alle emittenti Mediaset, private ma presenti su tutto il territorio nazionale. Considerato che il maggior azionista delle emittenti Mediaset è uno degli attori della campagna elettorale in corso e conoscendo il personaggio, direi che il rischio di disparità sia tutt’altro che remoto.

Sono convinto che l’OSCE di cui ho fatto parte per cinque anni e con la quale ho partecipato a monitoraggi elettorali in Paesi come gli Stati Uniti e la Russia tra gli altri, farà un lavoro egregio, garantendo un controllo appropriato sulle prossime votazioni nel nostro Paese.

APPROFONDIMENTI
Il documento dell’OSCE

Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte: Emanuele Scagliusi : http://www.emanuelescagliusi.it/2018/02/ok-monitoraggio-osce-prossime-politiche.html