Il 7 maggio i cittadini in piazza contro il TTIP
Il 7 maggio i cittadini in piazza contro il TTIP

Il 7 maggio i cittadini in piazza contro il TTIP

Greenpeace ha oggi reso note 240 pagine segrete delle negoziazioni in corso tra Usa e Ue per la Nato economico: il TTIP.
Il direttore di Greenpeace per l’Europa, Jorgo Riss, è stato molto chiaro: “vogliono che l’Ue abbassi o aggiri le sue tutele dell’ambiente e della salute pubblica nell’ambito del Ttip”. E ancora: “si sta spianando la strada a una gara al ribasso negli standard ambientali, della salute e della tutela dei consumatori”.
La pubblicazione dei documenti da parte di Greenpeace dimostra quell’ovvio che nei media mainstream non arriva: l’accordo “non sarà un buon accordo” come ha dichiarato spesso la Commissione Europea.
La settimana scorsa, il quotidiano inglese il Guardian ha pubblicato i resoconti di una riunione (segreta anch’essa) tra i funzionari europei e quelli della multinazionale del petrolio, la Chevron, responsabile in Ecuador di uno dei peggiori disastri ambientali della storia recente. Che cosa chiede, anzi pretende, Chevron? Che l’Unione Europea accetti le famigerate clausole ISDS, ovvero la possibilità di scavalcare i tribunali sovrani nazionali e quindi le leggi ambientali attraverso giudici privati.
Con il TTIP, quindi, a rischio non ci sono solo le regole europee su salute e ambiente, decisamente più sviluppate di quelle degli Stati Uniti, in gioco c’è la democrazia, gli ultimi diritti e le ultime prerogative costituzionali ancora in vigore nei paesi europei.
Le negoziazioni, che hanno concluso il 12° round, avvengono nella massima segretezza e i pochi parlamentari che hanno avuto accesso ad alcune parti dei documenti a livello europeo o nazionale hanno denunciato di essere stati trattati come criminali oppure che il trattato “sa di totalitarismo”.
Obama ha recentemente sollecitato una rapida firma dell’accordo ad Hannover.
La società civile, quella che ad esempio ha promosso e vinto un referendum in Olanda contro l’accordo di associazione con l’Ucraina, ha dimostrato che il TTIP non lo vuole ed inizia a ribellarsi. Il 7 maggio in Italia ci sarà una grande mobilitazione contro il TTIP.
E’ il momento di partecipare, è il momento che anche il nostro Paese mandi un messaggio chiaro contro un trattato preteso dalle corporazioni (e quindi da Renzi) contro i diritti, le costituzioni e il lavoro.



FONTE : Emanuele Scagliusi | Un cittadino in Parlamento