Ho ricevuto il “Premio L’Isola”, della mia Tropea
Ho ricevuto il “Premio L’Isola”, della mia Tropea

Ho ricevuto il “Premio L’Isola”, della mia Tropea

Per aver difeso i diritti e perseguito lo sviluppo economico e sociale, sabato 15 luglio ho ricevuto a Tropea (Vv) il Premio L’isola, conferito anche ad altre personalità del luogo che si sono distinte nel campo della medicina e dell’informazione o per il servizio reso all’amministrazione pubblica. Impegnata fuori regione, ho inviato un messaggio di ringraziamento, letto da uno dei miei collaboratori, che ha ritirato il premio. Di seguito eccovi il testo integrale.

Vi ringrazio molto per avermi voluto premiare.

Di solito vige la massima del «nessuno è profeta nella propria patria». In concreto: non ho la dote di prevedere il futuro, ma questo riconoscimento mi aiuta a migliorarmi.

Purtroppo non sono riuscita a esserci. Ho provato a spostare un impegno che avevo già assunto, ma – come anticipato nei mesi scorsi – gli orari dei mezzi pubblici non mi permettono di presenziare, come avrei voluto, a questo vostro evento, significativo per il suo specifico e perché contribuisce ad alimentare il senso dell’identità territoriale.

Allora ho deciso di inviarvi questa mia piccola nota, perché la leggiate in pubblico.

Mi congratulo per la vostra iniziativa, che in fondo rinvia – per alcuni versi – all’eterno tema della Calabria, cioè l’emigrazione, all’essere qui e altrove, al vivere altri contesti pur mantenendo le radici e l’affetto per la nostra città, per la nostra terra.

Sono orgogliosamente tropeana: è qui che sono nata, che mi sono formata e che ho imparato a combattere e sognare.

Qui ho capito che la bellezza dei posti, delle persone e dei rapporti è un valore da custodire e alimentare.

Qui ho compreso che il Sud è un tesoro da conoscere e proteggere, da difendere dalle aggressioni, dalla violenza criminale, dallo spopolamento. Il Sud è ricchezza e progetto, è campo di battaglia e luogo di liberazione: dell’anima, dello spirito, della comunità.

Qui, in questa «perla» marina che risalirebbe al mitico Ercole, ho inteso quanto siano legati poesia e speranza, guardando il mare, ascoltandolo, vivendolo.

La poesia è uno slancio, è la manifestazione di un sentire profondo. E lo è anche la speranza, senza la quale saremmo poveri e rassegnati.

Questi sono i fondamenti della mia azione politica, che conduco a partire dal territorio, dalle sue suggestioni e mancanze, dai suoi richiami e dalle contraddizioni.

Come è possibile che Tropea sia l’incanto della Calabria e poi non abbia acqua per uso domestico? Come è possibile che per arrivarci bisogna dotarsi della pazienza e dell’ardore di Annibale, perché gli aeroporti calabresi sono quelli che sono, le ferrovie un enigma e le strade un pericolo?

Se guardate alla mia attività, trovate in primo luogo battaglie per i trasporti, per l’acqua, per l’impresa e il lavoro, per l’economia, il diritto alla salute, la cultura, il turismo sostenibile e, non ultimo, per l’affermazione della legalità.

Ho fatto la mia parte: dalle strade provinciali abbandonate all’erosione della costa e alla pulizia del mare; da Palazzo Giffone all’edilizia e sicurezza scolastica; dal costo del denaro presso le banche alle assunzioni di medici, infermieri e altri sanitari; dallo smantellamento delle attività produttive ai fondi per la Provincia di Vibo Valentia, fino ai gravi ritardi nei pagamenti del personale; dalle irregolarità nell’amministrazione pubblica alla lotta ai sodalizi mafiosi.

E poi l’ascolto dei bisogni dei cittadini, delle loro storie, delle ingiustizie subite. Non mi sento nessuno, ma devo a Tropea questo mio modo di essere e di intendere la politica. Grazie ancora.



Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte: Dalila Nesci : http://www.dalilanesci.it/ho-ricevuto-il-premio-lisola-della-mia-tropea/