Ho querelato Renzi per contrastare le sue bugie
Ho querelato Renzi per contrastare le sue bugie

Ho querelato Renzi per contrastare le sue bugie

di Angelo Tofalo

Ciao a tutti sono Angelo Tofalo, portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, membro della IV commissione Difesa e componente del COPASIR, il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica. Volevo comunicarvi che ho dato mandato ai miei legali di procedere nei confronti del signor Matteo Renzi.

Come ho già avuto modo di spiegarvi in questi mesi sono stato oggetto di attenzioni da parte di alcuni giornalisti a caccia di facili scoop e qualche politico in declino in cerca di nuova visibilità.

Chi mi conosce sa bene che non mi piace andare a fare l’opinionista in TV eppure è già la seconda volta che Matteo Renzi mi cita. Io ho sempre preferito il confronto diretto e le sedi istituzionali per dire la mia, i palcoscenici in cui domina il ping-pong tra titoli e battute mi sono sempre apparsi poco utili. Ma torniamo a noi.

Il delicato ruolo che ricopro mi offre la possibilità di accedere a informazioni riservate perché il COPASIR ha il compito di accertare che le operazioni già concluse che fanno capo alle Agenzie del Sistema Informativo italiano rispettino la nostra Costituzione e le Leggi.

Ho denunciato più volte sul mio blog, sui miei canali social e durante gli incontri in piazza che ho avuto con i cittadini che purtroppo il Comitato spesso ha negato ai suoi membri l’approfondimento di temi specifici e questo suppongo abbia fatto incazzare qualcuno.

In questi quattro anni ho lavorato su vicende molto delicate come il Datagate, la scomparsa di Davide Cervia, i tragici fatti di Ustica, l’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, la questione Abu Omar, l’Operazione Farfalla, il caso Regeni, le vicende legate di volta in volta ad ostaggi, mettendo mano alle carte che raccontano i segreti più inconfessabili di questo Paese.

Ci sono tante cose che purtroppo non ho potuto contestare pubblicamente perché, prima di essere un Portavoce del MoVimento 5 Stelle, sono un cittadino italiano e come tale devo e voglio rispettare tutte le leggi del mio Paese. Mi sarei aspettato un comportamento affine da chi oggi sta mentendo per cercare disperatamente di accostare il mio nome a trattative, armi e viaggi in Libia. Ma su questo non ho molti timori perché il tempo è sempre galantuomo e mettere in difficoltà le istituzioni per rincorrere la politica è una debolezza che lascio a chi in questo momento ha capito di essere sotto strettissima osservazione.

Durante tutto il mandato ho cercato di riscontrare le esigue e spesso scarne informazioni contenute nei documenti ufficiali con una ricerca forsennata della verità. Ho acquisito informazioni da chiunque potesse allargare la mia visuale di osservazione sempre e comunque nel rispetto della Costituzione, delle leggi e delle mie prerogative parlamentari.

I riscontri li ho cercati nel dialogo con semplici cittadini informati, uomini di legge, istituzioni parlamentari e centri studi, lavoratori, manager e Amministratori Delegati delle grandi aziende di Stato, professori e ricercatori delle Università italiane e straniere, agenti, analisti e direttori di Agenzie italiane ed estere, figure apicali delle Forze Armate, leader politici di altri paesi e parlamentari che si occupano di controllo su Servizi segreti in altre democrazie. L’insieme di queste informazioni mi hanno fornito, oltre a conoscenze su fatti specifici, gli elementi per creare un quadro complessivo dell’attuale gestione della nostra sicurezza.

Ho voluto aspettare che si chiudessero le indagini su alcune persone per fare le prime dichiarazione per non intralciare il lavoro della procura, una scelta naturale per chi, come me, ritiene che se si hanno informazioni potenzialmente utili alla magistratura è un dovere inderogabile dare il proprio supporto prima ancora che ne nasca l’esigenza.

Per questo motivo una volta appresa dai media la notizia che una persona, conosciuta pochi mesi prima, era stata arrestata con l’accusa di aver venduto irregolarmente armi nel 2015 decisi di andare in procura e fornire un dettagliato racconto di vicende che, pur non avendo alcuna attinenza con i fatti processuali, potevano risultare di supporto al lavoro degli investigatori.

Mercoledì 14 giugno 2017 Matteo Renzi, l’ex Presidente del Consiglio e quindi anche diretto responsabile dei Servizi segreti italiani, per giustificare i drammatici risultati del suo governo rispetto al tema dell’immigrazione ha pensato di raccontare assurde bugie a milioni di italiani, in prima serata dalla Gruber, ospite della trasmissione “Otto e Mezzo”.

Ascoltate bene cosa ha detto nel video.

A specifica domanda, Renzi quindi rispondeva nei seguenti termini: >

È inaccettabile che una persona possa raccontare pericolose menzogne e indecenti falsità per attaccare due componenti di una forza politica di opposizione senza alcun contraddittorio o mediazione della conduttrice.

Per queste ragioni ho deciso di tutelare la mia onorabilità e di dare mandato al mio avvocato di procedere nei confronti del signor Matteo Renzi.

Primo: In tutta la mia vita non sono mai stato in Libia, spero però di andarci presto per festeggiare la pace di quei popoli.

Secondo: non sono nelle condizioni di trattare con nessuno. I governi, i ministri trattano; i parlamentari, soprattutto dell’opposizione, ascoltano prendono nota ed interrogano il governo.

Secondo voi Matteo Renzi per dire queste assurde bugie sarà stato male informato o è in cattiva fede?

Siamo nella carne viva, vi prego di condividere questo video per aiutarmi a contrastare questa ennesima menzogna di Matto Renzi!

La somma di denaro che riceverò come risarcimento per i danni che ho subito sarà utilizzata per garantire la formazione a giovani studenti nelle materie della sicurezza. Renzi, a sua insaputa, per la prima volta nella vita finanzierà la crescita delle nuove menti che domani difenderanno la democrazia nel nostro Paese.

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