Guida al voto/2: gli impresentabili di Liguria, Emilia Romagna e Toscana

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di MoVimento 5 Stelle

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Proseguiamo il viaggio per l’Italia per mostrarvi gli “impresentabili” che i partiti hanno candidato alle elezioni politiche del prossimo 4 marzo. Ne abbiamo contati più di 100, attingendo da documenti ufficiali e fonti giornalistiche. Abbiamo iniziato con quelli del profondo nord, oggi proseguiamo con Liguria, Emilia Romagna e Toscana. Perché votare secondo coscienza è il minimo, ma votare informati è un dovere.

LIGURIA

Edoardo Rixi (Lega). Assessore regionale in Liguria e imputato dal febbraio 2016 per le presunte “spese pazze” in Regione: si sarebbe fatto rimborsare spese private con soldi pubblici. I fatti si riferiscono alla legislatura 2005-2010.

Francesco Bruzzone (Lega). Presidente del consiglio regionale ligure, imputato nell’inchiesta sulle “spese pazze” alla Regione. Per lui prescritta l’accusa di danno erariale.

Vittorio Zizza (Noi con l’Italia). Ha ricevuto, lo scorso 20 gennaio, un avviso di garanzia per corruzione e atti contrari a doveri d’ufficio, nell’ambito dell’inchiesta “Hydra” sull’appalto per rifiuti alla società Reteservizi srl, inerente la sua precedente attività di sindaco di Carovigno. Candidato anche nel collegio uninominale di Brindisi.

Sandro Biasotti (Forza Italia). Deputato e coordinatore regionale ligure Forza Italia, rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulle spese pazze in Regione Liguria.

Vito Vattuone (Pd). Segretario regionale del Pd ligure, per lui è stato chiesto il rinvio a giudizio per peculato lo scorso 29 gennaio in un’altra tranche dell’inchiesta sulle spese pazze in Regione Liguria. Capolista del Pd nel collegio plurinominale per il Senato in Liguria.

EMILIA ROMAGNA

Galeazzo Bignami (Forza Italia). Capogruppo di Forza Italia in Regione, è stato condannato dalla Corte dei Conti, nel febbraio 2017, per l’inchiesta “spese pazze” in Regione per la cattiva gestione dei fondi destinati all’attività politica dei gruppi consiliari. Per lui il 14 novembre scorso è iniziato anche il processo in sede penale per peculato. È attualmente consigliere regionale in carica. Candidato del listino nel collegio di Bologna.

Enrico Aimi (Forza Italia). E’ stato condannato nel febbraio 2017 dalla Corte dei Conti per l’inchiesta delle “spese pazze” in Regione. È stato rinviato a giudizio con l’accusa di peculato, nell’ambito della stessa inchiesta, ma in sede penale. E’ attualmente consigliere regionale in carica.

Giovanni Battista Tombolato (Lega). Coinvolto nell’inchiesta firme false alle comunali del 2012, ha patteggiato 11 mesi di reclusione per falso in atto pubblico. Candidato alla Camera nel collegio di Fidenza.

Sergio Pizzolante (Civica popolare). Non ci sono indagini a suo carico ma è da segnalare il suo cambio di casacca: dopo tre mandati (2006, 2008, 2013) con Forza Italia e Pdl, è approdato a Cp, in sostegno del Pd. Curioso che proprio lui, nel giugno 2017, rivelò le pressioni di Renzi su “Alternativa Popolare” per far cadere il governo Gentiloni: ora è schierato nella coalizione del Pd.

Beatrice Lorenzin (Civica popolare). Non è indagato ma è da notare come, dopo un’intera carriera politica nel centrodestra – deputata eletta nel Pdl nel 2008 e nel 2013, quando ricopre anche l’incarico di ministro della Salute – passa prima a Ncd, poi ad Alternativa popolare. La metamorfosi si completa con la creazione della lista “Civica popolare” in appoggio al Pd di Renzi.

Pierferdinando Casini (Pd). Non ci sono storie giudiziarie da segnalare. Deputato dal 1983, per lui una carriera politica come esponente di primo piano nel centrodestra. E’ candidato con il Pd nel collegio uninominale di Bologna.

Piero Fassino (Pd). È in cima al listino bloccato di Ferrara-Modena alla Camera, lontano dalla sua Torino, dove l’ex sindaco, lo scorso 8 gennaio, ha ricevuto un avviso di garanzia per turbativa d’asta e falso in atto pubblico nell’inchiesta sul “Salone del Libro”.

TOSCANA

Gabriele Toccafondi (Civica popolare). Non ci sono indagini a suo carico da segnalare, ma il suo caso è balzato agli onori delle cronache: ex Forza Italia, ex Pdl, ex Ncd, dal 2017 ad Alternativa popolare e ora con la formazione a favore del Pd di Renzi.

Roberto Giachetti (Pd). Anche in questo caso nessuna indagine a suo carico. Ma segnaliamo un dato curioso: nelle amministrative del 2016 si è contrapposto a Virginia Raggi per diventare primo cittadino di Roma. Ora viene candidato a Sesto Fiorentino per essere sicuro di avere una poltrona nel prossimo Parlamento.

Luca Lotti (Pd). Indagato per rivelazione di segreto istruttorio nel caso Consip sull’appalto più grande d’Europa. Lo scorso luglio è stato interrogato per più di un’ora dai magistrati della procura di Roma.

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