Fisco, proposta di legge sulle ritenute d’acconto: Meno vessazioni per il contribuente che emette fattura
Fisco, proposta di legge sulle ritenute d’acconto: Meno vessazioni per il contribuente che emette fattura

Fisco, proposta di legge sulle ritenute d’acconto: Meno vessazioni per il contribuente che emette fattura

Ho presentato come primo firmatario una proposta di legge che mira a semplificare la vita del contribuente sulle ritenute d’acconto.  Così da ridurre le vessazioni da parte dell’Agenzia dell’entrate  per chi  emette fattura.

Guarda la video presentazione della proposta di legge
 

DESCRIZIONE SINTETICA DELLO STATO ATTUALE

Il meccanismo delle ritenute d’acconto è un sistema diffuso nell’ambito tributario. Esso viene utilizzato, ad esempio, per anticipare il versamento dell’IRPEF dei lavoratori dipendenti quando il datore di lavoro agisce come “sostituto d’imposta” del lavoratore. Il caso in esame nella proposta di legge è invece quello in cui un’impresa oppure un libero professionista, in qualità di fornitore di un altro soggetto, ad esempio un condominio, emettono una fattura soggetta a ritenuta di acconto. Quando il cliente paga la fattura emessa, esso è tenuto a trattenere una quota dell’importo pagato per versarla direttamente allo stato in qualità, appunto, di sostituto d’imposta. Il sostituito, quindi, non percepisce l’intera somma della fattura e dichiara di aver subito questa trattenuta nella propria dichiarazione dei redditi, che va presentata entro il mese di Luglio dell’anno successivo a quello di competenza, seguendo una regola molto semplice: Se la fattura che gli è stata pagata è dell’anno precedente e si trova nel periodo precedente alla dichiarazione dei redditi (da Gennaio a Giugno) allora dovrà imputare la ritenuta nella dichiarazione dell’anno della fattura (principio di competenza) , se viceversa, pure essendo la fattura dell’anno precedente, ma l’incasso è avvenuto dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi, allora potrà dichiararlo all’interno della dichiarazione dell’anno in cui è avvenuto l’incasso (Principio di cassa). Tutte le ritenute subite su pagamenti di fatture dell’anno in corso o di fatture datate prima dell’anno precedente vengono invece semplicemente imputate nella dichiarazione dello stesso anno. In sostanza si utilizza a seconda dei casi un principio di imputazione per cassa ed in altri per competenza.

I sostituti d’imposta sono obbligati a versare la ritenuta operata entro il mese successivo e a dichiarare con il modello 770 l’importo complessivo delle ritenute operate nell’anno per ogni singolo soggetto, indicando, oltre l’importo stesso, esclusivamente il codice fiscale o la partita IVA del soggetto sostituito. Anche gli F24 non contengono informazioni aggiuntive oltre quelle dell’importo versato e del soggetto sostituito. Ammesso che tutti i sostituti d’imposta adempiano ai loro obblighi (ipotesi in realtà falsa) l’Agenzia dell’Entrate non può ricostruire l’importo che ogni sostituito dovrebbe dichiarare anno per anno ma soltanto quanto hanno versato i suoi sostituti con il banale principio di cassa.

Ciò nonostante l’agenzia dell’entrate  ogni anno emette circa 60.000 segnalazioni automatiche inviandole ai propri uffici provinciali e questi sono tenuti a procedere con accertamenti formali nei confronti dei sostituiti. In sostanza ogni anno 60.000 tra aziende e professionisti sono costretti a ricostruire documentazione cartacea composta da fatture e distinte di pagamento, bollettini e Certificazioni di Versamento per dimostrare all’ADE di aver già subito una ritenuta sulle proprie spettanze come acconto delle proprie tasse. In molti casi si tratta di migliaia di pagine, fotocopie, stampe che devono essere riordinate, manipolate, rilegate per portare all’ufficio dell’amministrazione finanziaria nella speranza che il funzionario si degni di guardarla con la necessaria pazienza ed attenzione. In realtà quello che accade è che si finisce quasi sempre ad un patteggiamento pur di non affrontare i costi del contenzioso in commissione tributaria, pagando di fatto le tasse due volte!

Se aggiungiamo a questa situazione anche il fatto che l’ADE non accetta le prove di ritenute subite su pagamenti effettuati in contanti, la situazione diventa esplosiva, perché oltre alle centinaia di ore di lavoro spese per preparare la documentazione, si ha la certezza di perdere tutte le ritenute che non sono state dichiarate dai sostituti d’imposta inerenti a pagamenti effettuati legittimamente in contanti.

LA PROPOSTA DI LEGGE PRESENTATA

Intende  risolvere la problematica inerente la coerenza delle segnalazioni automatiche

  • disponendo per i sostituiti la possibilità di dichiarare le ritenute subite con il principio di cassa indipendentemente dalla data della fattura, allineandosi con quando è in grado di riscontrare l’ADE dalle dichiarazioni dei sostituti.
  • Disponendo che i sostituti inseriscano nella propria dichiarazione 770 l’elenco di tutte le fatture, con le rispettive date, che hanno pagato al sostituito
  • Disponendo che le informazioni al punto precedente  siano inserite anche nell’F24 in fase di versamento
  • Disponendo che le Banche, sostituti d’imposta per i lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica, inseriscano nel proprio 770 anche il codice fiscale del cliente che ha pagato il sostituito insieme ai dati delle fatture pagate
  • Dispone infine che i sostituiti abbiano accesso attraverso il proprio cassetto fiscale di tutti  i dati delle dichiarazioni e dei versamenti in proprio favore ricevuti dall’ADE.

Per ulteriori approfondimenti ecco i link ai QuestionTime che ho presentato alla Camera

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/08716&ramo=CAMERA&leg=17

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/07528&ramo=CAMERA&leg=17

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/05950&ramo=CAMERA&leg=17



FONTE : Girolamo Pisano