FERMIAMO L’INGIUSTIZIA CONTRO I DISABILI!
FERMIAMO L’INGIUSTIZIA CONTRO I DISABILI!

FERMIAMO L’INGIUSTIZIA CONTRO I DISABILI!

Oggi vi parliamo di Isee (indicatore situazione economica equivalente), strumento che definisce le fasce di reddito per usufruire di determinati servizi e dei disabili. Ve ne parliamo perché questi ultimi potrebbero subire un gravissimo torto anche per le scelte politiche della maggioranza a Cusano Milanino.

Prima di arrivare alle notizie di oggi bisogna fare un passo indietro al 24 gennaio 2014, data in cui è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri concernente l’Isee. In tale decreto si stabiliva che rientravano nel reddito anche le somme non soggette a prelievo fiscale. Tale norma è stata interpretata da molti enti pubblici e istituzioni individuando le somme erogate ai disabili come indennità e risarcimento per la loro situazione di svantaggio anch’esse come reddito ai fini Isee.
Molte famiglie si sono opposte a tali interpretazioni e in diverse parti d’Italia sono arrivati ricorsi ai Tar (tribunali amministrativi regionali). Uno di questi (quello del Lazio) ha portato l’11 febbraio 2015 a un accoglimento del motivo di ricorso riguardante tale questione. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno presentato un contro-ricorso per la riforma di tale sentenza. E il 29 febbraio di quest’anno il Consiglio di Stato ha rigettato tale ricorso stabilendo definitivamente che tali somme non possono essere considerate reddito ai fini Isee.

Ovviamente non possiamo che concordare con questa lettura. Indennità di accompagnamento e similari tendono a dar effettività al principio di uguaglianza per cui sarebbe insensato considerarle come qualcosa che porta a una migliore situazione economica. Non remunerano alcunchè e nemmeno servono all’accumulo di patrimonio personale, bensì a compensare una situazione che anzi comporta una diminuzione della capacità reddituale. Tali risarcimenti sono accordati a chi si trova in una situazione di svantaggio al fine di pervenire in una posizione uguale rispetto a chi non soffre di quest’ultimo ed a ristabilire una parità morale e competitiva. Essi non determinano infatti una “migliore” situazione economica del disabile rispetto al non disabile, al più mirando a colmarla. Ma come vediamo quotidianamente nelle cronache giornalistiche queste somme spesso non riescono nemmeno a coprire le spese che le famiglie dei disabili devono sostenere. Ricomprendere tra i redditi i trattamenti indennitari percepiti dai disabili significa allora considerare la disabilità alla stregua di una fonte di reddito -come se fosse un lavoro o un patrimonio- ed i trattamenti erogati dalle pubbliche amministrazioni, non un sostegno al disabile, ma una “remunerazione” del suo stato di invalidità. Il che è oltremodo irragionevole e, viene proprio da dirlo, vomitevole.

Fin dalla sentenza del Tar del Lazio abbiamo chiesto lumi alla maggioranza, per capire come intendesse muoversi riguardo a questo problema. Poi è arrivata pure una sentenza del Tar Lombardo che ha annullato parzialmente il nostro regolamento Isee, da cui è nata l’esigenza di una riforma dello stesso e le nostre richieste ovviamente sono continuate. Inizialmente è stato promesso un nuovo regolamento Isee unificato sui vari comuni della zona. Di tale nuovo regolamento per mesi non si è saputo nulla, nonostante le nostre continue domande.
Negli ultimi giorni finalmente si è svelato l’arcano.

Qualche giorno fa in commissione abbiamo appreso che l’intenzione della maggioranza è di continuare a calcolare le somme erogate ai disabili come indennità e risarcimento per la loro condizione come reddito utile ai fini Isee. Alla nostra osservazione che questo contrasta con la giurisprudenza dettata dal Consiglio di Stato e che porterebbe a molteplici ricorsi che verrebbero facilmente vinti dai ricorrenti e persi dal Comune ci è stato risposto che è vero.
Siamo all’assurdo: non solo si farebbe un clamoroso torto alla fascia di popolazione più debole del territorio, ma lo si farebbe anche con la coscienza di operare contro la giustizia e andando incontro a perdite economiche.

In consiglio comunale durante il dibattito sul bilancio di previsione dell’azienda speciale Ipis (Insieme Per Il Sociale) abbiamo manifestato con forza la nostra contrarietà a tale volontà politica, abbiamo fatto notare che se qualcuno nella maggioranza si trovasse in quella situazione quasi certamente vivrebbe la cosa come una clamorosa ingiustizia e abbiamo lanciato un appello affinché il Comune continui a utilizzare l’Isee per definire le fasce di reddito e conseguentemente le tariffe con cui i cittadini accedono a determinati servizi tranne che per i disabili. Per loro abbiamo chiesto che il Comune individui un altro strumento di determinazione dello stato economico. Tale richiesta sarebbe peraltro perfettamente in linea con il succitato decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che all’articolo 2 comma 1 stabilisce che “gli enti erogatori possono prevedere, accanto all’ISEE, criteri ulteriori di selezione volti ad identificare specifiche platee di beneficiari.”
Ci auguriamo che tale proposta venga favorevolmente accolta dalla maggioranza.

Movimento 5 Stelle Cusano Milanino

Pensioni-Disabili-e-nuovo-Isee-FISH-chiede-chiarimenti-al-Ministero-del-Lavoro



FONTE : MoVimento 5 Stelle di Cusano Milanino