Facciamo un referendum sulla riforma della sanità regionale!
Facciamo un referendum sulla riforma della sanità regionale!

Facciamo un referendum sulla riforma della sanità regionale!






ospedale_macerataChi entra oggi in un ospedale marchigiano, a meno che non sia un ricco possidente nelle condizioni di potersi rivolgere ad altre strutture di ben altro livello, non potrà che constatare una situazione come quella seguente: si ha la possibilità di accedere ad una discreta prestazione sanitaria, ma resa poco praticabile per la presenza di enormi ostacoli quali, ad esempio, le sterminate liste d’attesa, la carenza di personale mai colmata con un adeguato turnover o il penoso stato di alcuni servizi importanti (quali le cucine e le pulizie) drammaticamente peggiorati dopo aver ceduto alla miope logica degli appalti esterni.

In questo periodo di tagli e di spending review, il governo da Roma sta dicendo alle varie regioni di diminuire le spese, sulla sanità in primis, prima voce di spesa di ogni bilancio regionale. E come reagisce la regione Marche per diminuire le spese ed affrontare adeguatamente quelle carenze? Eliminando le fonti di spreco? Provando nuovi schemi organizzativi? Combattendo la corruzione interna? No. Prevedendo la realizzazione di un ospedale unico per ogni provincia!

Ma se le prestazioni rimarranno quelle attuali visto che l’utenza rimane inalterata, con il personale che rimane lo stesso, così come corruzione e malagestione su cui non si ha nessuna intenzione di intervenire, cosa cambierebbe? Solamente una voce del bilancio: quello delle spese per investimenti che aumenterebbe in maniera spropositata.

Si sa: noi del Movimento 5 Stelle siamo piccoli e meschini, capaci solamente di dire di no. Ma noi ci chiediamo come sia possibile pensare, in un momento in cui tutti (da Roma a Bruxelles, perché i cattivi sono sempre lontani…) ci impongono una diminuzione della spesa, di pianificare la realizzazione di quattro (quattro!) nuovi ospedali. Per quello di Fermo si spenderanno 70 milioni di euro (anche se, probabilmente, vedremo un conto finale con un importo ben diverso), per Macerata è uscita fuori la cifra di 110 milioni, e Pesaro, e Ascoli… una nuova voragine di bilancio per lasciare irrisolta la situazione. Oltre 10 mesi di attesa per una risonanza li si diminuisce con nuovi metodi organizzativi e diversi orari di lavoro, non con nuovi ospedali.

Con la giunta Spacca si pensava che il governo delle Marche avesse toccato il fondo riguardo a mancata trasparenza e attenzione all’interesse pubblico, ma con Ceriscioli si sta iniziando a scavare… Inquietanti le ultime voci che parlano di accordi personali tra il presidente regionale ed il sindaco Carancini sulla localizzazione del nuovo ospedale unico per la provincia proprio a Macerata: due persone che stanno decidendo su come si dovranno curare più di trecentomila persone, sulla base di nessun mandato specifico (i loro programmi elettorali con cui son stati eletti non facevano il minimo cenno a riforme di questo tipo) e su nemmeno un dato tecnico a supporto (se ci fossero dei dati sarebbero stati posti alla base di una discussione in regione invece di deliberare a Natale). Speriamo siano notizie infondate, ma non giunge nessuna smentita.

Non conosciamo approfonditamente la situazione delle altre provincie, ma in quella di Macerata possiamo dire con una certa sicurezza che lo schema dell’ospedale unico provinciale è chiaramente insostenibile. Basta osservare pochi dati. Quella di Macerata è la provincia più estesa della regione (con i suoi kmq 2.779,34; la seconda provincia più estesa è quella di Pesaro Urbino con i suoi 2.567,78); la popolazione è quella che ha una minore densità (116 per kmq a Macerata, 142 a pesaro e Urbino), con una rete stradale che non è sicuramente migliore di quella delle altre province. In tale quadro, appare evidente che una strategia come quella imposta da Ceriscioli, imperniata sulla creazione di un polo ospedaliero unico con la sostanziale abolizione dei presidi periferici, porterà ad un servizio sanitario peggiore di quello attuale, senza raggiungere nemmeno quei risparmi che i governi centrali richiedono.

Denunciare il potenziale peggioramento del servizio sanitario regionale non è per essere contrari a priori, ma è una posizione assunta a seguito di un’attenta analisi della situazione che viviamo. Pensiamo di non dire niente di sconvolgente o di demagogico se raccontiamo del progressivo indebolimento della sanità maceratese, con reparti o interi nosocomi periferici che vengono chiusi senza il rispettivo potenziamento degli ospedali superstiti, che riescono ad offrire delle prestazioni ancora accettabili solo grazie al grande lavoro di buona parte delle persone che ci lavorano dentro.
L’accettazione supina di questa riforma sanitaria da parte di tutta la maggioranza al governo di Macerata mostrata nell’ultimo Consiglio Comunale e giustificata solamente per il fatto che il nuovo ospedale unico verrebbe realizzato a Macerata (e non altrove), non ci sembra affatto sostenibile e giustificabile. Una città che ambisca ad essere un capoluogo di provincia dovrebbe avere quella capacità di guardare un pò oltre il proprio orticello e di riuscire a coinvolgere con le sue scelte una comunità ben più ampia di quella che amministra direttamente.

Ci son voluti anni di emergenze e di disservizi per iniziare ad ampliare il pronto soccorso, uno dei pochi che rimangono aperti in provincia, e, con i lavori non ancora terminati, si annuncia la realizzazione di un nuovo ospedale da 110 milioni in quattro barra cinque anni… se il tema non fosse così serio ci sarebbe di sbellicarsi dalle risate.

Qua si parla di milioni di euro come fossero bruscolini, come se si stessero spendendo i soldi di qualcun altro. Ma non è così. Quelli sono soldi di tutti. E le conseguenze di come vengono spesi ricadono su tutti, soprattutto sui soggetti meno protetti.

Per questo motivo il Movimento 5 Stelle sta proponendo un referendum per restituire ai territori la possibilità di scelta, in ambito sanitario, oggi in mano alla sola giunta regionale. Per l’istituzione di tale referendum c’è bisogno di una delibera consiliare di richiesta da parte di almeno 20 comuni del territorio regionale, entro il 12 febbraio. Vista l’importanza del tema, e la vicinanza della scadenza, chiederemo quindi a tutte le forze politiche presenti in Comune di sottoscrivere la richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale straordinario in cui poter discutere e, possibilmente, approvare questa delibera. Servono le firme di 10 dei 32 consiglieri per poter avanzare la richiesta, il Movimento 5 Stelle mette quelle dei suoi tre consiglieri: vediamo come risponderanno le altre forze politiche.











FONTE : Macerata a 5 stelle