Esoscheletri alla FCA di Melfi, è questa l’Industria 4.0? Le innovazioni tecnologiche devono portare a una migliore condizione lavorativa.

Come riportato da una nota dall’Unione Sindacale di Base alla Fca di Melfi “da qualche tempo si sta sperimentando un nuovo modello di lavoratore 4.0, alcuni addetti alla produzione svolgono mansioni su postazioni di lavoro con addosso supporti  meccanici (esoscheletri).”

Nonostante si lotti da anni contro postazioni al limite della resistenza fisica, postazioni che nel tempo hanno creato patologie importanti a coloro che le hanno dovute subire,  l’azienda anziché risolvere a monte il problema, ripristinando ritmi e postazioni idonee ad una sana vita lavorativa, ha deciso di avvalersi di questi supporti tecnologici per aumentare la produttività.

Siamo quindi di fronte agli schiavi del futuro? Le innovazioni tecnologiche devono (l’imperativo è d’obbligo) portare a una migliore condizione lavorativa, sociale e psicofisica. Utilizzare strumentazioni solo allo scopo di generare più profitti è lesivo nei confronti delle lavoratici e dei lavoratori, perché l’azienda pone sempre in secondo piano le condizioni psicofisiche.

Purtroppo con l’introduzione Jobs Act le lavoratrici e i lavoratori sono diventate vera e propria “carne da macello” nel tritacarne di un mercato globalizzato nel quale poche multinazionali, come FCA, competono, tagliando unicamente i costi e i diritti del lavoro, delocalizzando, e facendo un drammatico “dumping” sociale. Se non si cambia radicalmente il paradigma ovvero il modello di sviluppo, se non si torna veramente a investire e puntare sulla ricerca, sull’innovazione e sulla qualità dei prodotti, i lavoratori e i sindacati avranno ben  poco contrattare.

Allora dobbiamo chiederci quanto è pesante la nuova condizione di lavoro? Possiamo ragionare su una riduzione dell’orario di lavoro, grazie al surplus tecnologico, mantenendo lo stesso livello retributivo?

La posizione del Movimento 5 Stelle è sempre stata favorevole alle nuove idee e tecnologie ma non a scapito della salute e della qualità della vita, l’Industria 4.0 deve migliorare la qualità della vita non creare nuove forme di schiavitù.

Gianni Leggieri
Portavoce M5S Regione Basilicata

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FONTE : Basilicata 5 stelle

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