emissioni truccate
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emissioni truccate

Esclusi gli sfortunati acquirenti di auto Volkswagen, qualcuno si ricorda ancora del cosiddetto scandalo “Dieselgate”? Sono passati 8 mesi dalle rivelazioni che hanno travolto la Volkwsagen e le acque sembrano essersi calmate. Anche troppo. Non per tutti però. Da oltreoceano arrivano infatti notizie secondo cui il Governo americano sarebbe arrivato ad un accordo con il colosso di Wolfsburg in base al quale la casa automobilistica avrebbe offerto di riacquistare quasi 500.000 vetture diesel fra quelle su cui è stato riscontrato l’utilizzo del software sofisticato al fine di eludere le normative USA sulle emissioni, oltre ad un indennizzo ai proprietari ancora da quantificare. E l’Italia?
«Al momento il buio assoluto – dice il deputato M5S in Commissione Attività produttive Davide Crippa – Basti pensare che ad oggi il Ministro dei Trasporti Del Rio, richiesto in audizione dalla Commissione Attività produttive, non si è ancora degnato di presentarsi per riportare come si stia concretamente muovendo il Governo sul caso Dieselgate. In tutto questo entra prepotentemente la “buona” e vecchia FIAT».
«È infatti notizia degli ultimi giorni che il Ministero dei Trasporti tedesco ha trasmesso a quello italiano e alla commissione Ue risultati di test secondo cui vi sarebbero irregolarità su emissioni della Fiat 500X, in particolare valori di NOx sopra la norma. Il Governo tedesco starebbe addirittura valutando l’ipotesi di un divieto di vendita di alcuni modelli Fiat in Germania. Per quanto riguarda la vicenda, aspettiamo svolte future. Pare però evidente che questa questa situazione possa inserirsi in una politica industriale italiana che non riteniamo abbia fatto grossi passi avanti dalla metà ‘900 ad oggi».
Sembra ieri infatti quando il CEO di FCA, Sergio Marchionne, nel 2014 pregava gli americani di non comprare la sua 500 elettrica, secondo lui non conveniente ma obbligato a commercializzarla per rispetto delle regole de mercato americano.
«camlmSulla convenienza dell’elettrico nel mercato automobilistico, basti pensare come la Tesla Motors abbia ottenuto per il lancio della sua “Model 3” 14 miliardi di dollari di ordini in pochi giorni. Facendo qualche passo indietro nel tempo, è da ricordare come il governo Usa abbia creduto talmente nel progetto TESLA da finanziare il suo progetto vedendosi poi restituire l’intero capitale investito con 9 anni di anticipo rispetto agli accordi. Un altro mondo, se si pensa al fatto che il Governo italiano annualmente partecipa alla presentazione di modelli di vetture tradizionali a combustibili fossili che non possono più rappresentare una concreta possibilità di sviluppo industriale e tecnologico. Ricordiamo che Nissan, Renault e BMW (solo per citarne alcune) hanno vetture elettriche a listino in Italia, FCA no», sottolinea Crippa.
Per un salto verso una nuova realtà industriale, sostenibile e tecnologicamente avanzata, l’Italia dovrebbe creare le filiere industriali di interesse e non continuare a mantenere settori improduttivi con sussidi statali continui (vedi ILVA per non citare la stessa FIAT negli anni ’90).



FONTE : Novara 5 Stelle