Elezioni Politiche 2018: e questi chi li conosce?

Quando ho visto i profili dei miei avversari nel collegio uninominale di Palazzolo sull’Oglio ho fatto un salto. Premetto che Palazzolo è la città dove sono cresciuto, dove ho studiato, dove vivo. E’ la città in cui abbiamo fatto nascere uno dei primi Meetup e in cui, nel 2009, abbiamo dato vita alla prima lista 5 Stelle della provincia di Brescia.

Non voglio vantarmi, ma qui posso dire di averci sempre messo la faccia, anche nei cinque anni da portavoce alla Camera. Scoprire che gareggerò contro candidati “paracadutati” da ogni dove mi ha letteralmente cadere le braccia.

La candidata del centrosinistra viene da Imola. Nei trenta comuni del collegio di Palazzolo sull’Oglio nessuno ha mai visto il suo volto, ma promette che una volta eletta non si dimenticherà di loro. Complimenti!

Il centrodestra, vero maestro nell’arte del riciclo, candiderà un milanese già consigliere e assessore dell’Era Formigoni. Mi chiedo cosa possa sapere dei problemi vissuti quotidianamente dai bresciani una persona che si candida da lontano sperando che il voto “a occhi chiusi” degli elettori di Lega, Forza Italia e FdI lo favorisca. Se poi le cronache giudiziarie raccontano di un tentativo da parte degli uomini della ’ndrangheta affinché nel 2005 venisse eletto, o il fatto che sia finito nell’inchiesta sui rimborsi facili a causa di 27.000 euro di spese rimborsate non dovute, personalmente mi preoccuperei, a meno che per il popolo del centrodestra siano dettagli di poco conto.

Nemmeno il candidato della “nuova sinistra” viene da un comune del collegio di Palazzolo, ma pazienza: anche a sinistra le rivoluzioni ormai si fanno “dall’alto”.

Detto questo, la campagna elettorale è sicuramente il momento peggiore per parlare di programmi perché a causa di un’orda di “poltronisti” anche le migliori intenzioni rischiano di assomigliare a promesse che non saranno mai mantenute. Credo però di avere una garanzia per ciò che dico, e la garanzia sono le lunghe battaglie fatte in Parlamento per favorire il ricambio generazionale nel mondo del lavoro, il duro contrasto fin dagli albori alla Legge Fornero e al Jobs Act (su questo provvedimento sono stato relatore di minoranza), il lavoro svolto per tutelare lavoratori precoci e gli addetti a impieghi usuranti. Se dico che giovani, lavoro e pensioni saranno le priorità del mio mandato, lo saranno perché ci credo e perché l’ho già dimostrato.

Allo stesso modo so che non smetterò di stare al fianco di comitati e associazioni bresciane che si battono per i beni comuni, per l’acqua pubblica, per salvare questa terra martoriata da cave e discariche, per difendere i laghi e i fiumi lombardi da chi li ha a lungo inquinanti e cementificati. Continuerò a esserci contro chi svende i centri storici e il meglio delle piccole e medie imprese svendendo il territorio ai centri commerciali. Ci sarò sempre contro le grandi opere inutili che succhiano milioni e milioni di euro di soldi pubblici.

Non sono promesse che faccio agli elettori: sono promesse che faccio a me stesso perché il risultato migliore che si possa ottenere in politica non è la vittoria, ma la consapevolezza di avere la schiena dritta e di essere in pace con la propria coscienza. Non crederò di avere vinto solo se sarà votato, ma se al termine del mio mandato sarò stato coerente con ciò che sono sempre stato.

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