È nato prima l’uovo o la gallina?
È nato prima l’uovo o la gallina?

È nato prima l’uovo o la gallina?

 

Quante volte abbiamo incontrato questo quesito, come metafora per stigmatizzare alcune domande che avrebbero potuto avere una risposta scontata ed invece lasciavano un ragionevole dubbio, anche solo uno, ma che non si dissipava facilmente e dava luogo a ripensamenti interni, senza ostentare sicurezza per paura di passare da stolti e quanti occhi abbiamo scrutato alla caccia di risposte, tutti ti guardano come fosse scontato saperlo, ma zitti tutti, nessuno osava. 

Questa volta mi è ritornato in mente mentre pensavo e mi domandavo, quale fosse la causa, quale sia stato il motivo della caduta del mito del lavoro nel nostro paese, quando si è generata questa condizione di deriva inarrestabile che ha intaccato la nostra dignità riducendoci a schiavi, imponendoci di accettare il meno peggio, di rincorrere l’ultima spiaggia, con la consapevolezza mal celata che non era una spiaggia e nemmeno l’ultima.

Il lavoro, come fonte di soddisfazione personale, ricerca di esaudire la propria forza interiore, creatività, l’orgoglio di poter dire, questo l’ho fatto io, la condivisione degli spazi, il confine territoriale che univa le persone in una catena produttiva corale, una competizione senza vincitori e la busta di fine mese, consegnata nelle proprie mani direttamente dal principale, come logica conclusione di un ciclo che ogni volta ricominciava, sempre uguale, sempre diverso.
Il lavoro condizionava tutto, l’economia girava intorno al lavoro, un principio di meritocrazia determinava le categorie di abbienti, il dipendente ed il proprietario, due entità che si sorreggevano reciprocamente, insegnare ed imparare era vantaggioso per entrambi e determinava l’indice di produzione, la collaborazione era proficua per entrambi.
Il lavoro era necessario perché c’era la domanda, crescita per soddisfarla, l’economia era un risultato, i più acuti imparavano ad esaminarla ed esporre la sue formule, per legarle ad indici di rispetto e parametri di riferimento, era l’inizio della fine.
Parole e formule si sostituivano lentamente, implacabili alla logica produttiva, lavoro ed analisi economiche si fondevano e partorivano il mostro, la finanza, da quel momento il Lavoro, smise di condizionare l’economia e la situazione si ribaltò, la finanza si popolò di finanzieri e cominciò a condizionare il lavoro, privandolo della sua anima, riducendolo ad una misera parola, pronunciata come condizione di schiavitù, lavoro uguale sopravvivenza per tanti, lavoro diventava concessione di sopravvivenza, in cambio di una cifra, calcolata dalla finanza, devi rinunciare alla persona e diventare un numero sacrificabile all’occorrenza, se la finanza lo determinava.
La nuova legge, crea intoccabili esseri, nascosti da privilegi autoproclamati, concessi, calcolati, da chi gli ha permesso di concederseli, tanto grandi da poterli nascondere con cifre incomprensibili, con formule che della matematica fanno scempio e della logica fanno strage.
Quando sarà troppo tardi, chi non ha mai lavorato con le mani si troverà solo con una calcolatrice digitale senza pile, un abaco senza palline e dovrà chiedere a chi con le mani sa dare e non solo prendere, forse otterrà qualcosa, ma se ne guarderà bene di far conti, perché non conterà più nulla e non ci sarà più nulla da contare

È nato prima il lavoro o ……………?

M5s Lissone



FONTE : Lissone 5 Stelle – Home

LINK: http://www.lissone5stelle.it/quarta-stella-famiglia/555-e-nato-prima-l-uovo-o-la-gallina.html

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