«Diritto alla casa, occorre un approccio nuovo»
«Diritto alla casa, occorre un approccio nuovo»

«Diritto alla casa, occorre un approccio nuovo»

M5S Modena: «La problematica abitativa deve essere affrontata dalla politica percorrendo vie e metodi nuovi, capaci di mettere in dialogo le necessità e i diritti delle persone con il tema della riqualificazione della città e con le nuove povertà»

MODENA, 12 MAG – A Modena sono 651 i nuclei familiari in lista d’attesa per i 2500 alloggi di edilizia residenziale pubblica e case popolari. Sempre in città si registrano circa 700 sfratti all’anno, e da Acer, Azienda Casa Emilia-Romagna, spiegano che il disagio abitativo riguarda “complessivamente oltre 20 mila nuclei familiari” in tutta la provincia modenese. Sempre Acer in un rapporto 2012 riporta che “il turn over che si viene a determinare annualmente negli alloggi Erp è di circa 250 alloggi all’anno e copre appena il 5-6% delle domande in graduatoria”, e nel 2013 è stato possibile assegnare solo 92 alloggi su 794 domande complessive. Dati che se incrociati a quelli sulla crisi economica e la disoccupazione (gli indici Istat di povertà relativa registrano un raddoppio delle famiglie interessate in provincia: oltre 14.000 contro le 6.856 del 2009) fotografano la realtà del nostro territorio.
Mercoledì mattina gli sgomberi di due edifici hanno portato all’attenzione di tutti il perdurare della complessa questione abitativa nella nostra città, e oltre ai dati sopra riportati, evidentemente in città esistono situazioni che non rientrano nelle statistiche ufficiali.
Per il MoVimento 5 Stelle Modena la problematica deve essere affrontata dalla politica percorrendo vie e metodi nuovi, capaci di mettere in dialogo le necessità e i diritti delle persone con il tema della riqualificazione della città e con le nuove povertà. In fase di bilancio il M5S Modena ha proposto all’Amministrazione di incrementare la quota da destinare al fondo di ricontrattazione degli affitti, trovando parere favorevole.
Ora, dopo gli episodi di mercoledì, si tratta di capire quale sia l’efficacia degli interventi strutturali e quanto invece il Comune dovrà affrontare in condizioni di emergenza. Quello che è successo ieri in Sant’Eufemia e in via Bonaccorsa ci preoccupa e deve portarci a una riflessione più approfondita e operativa al fine di predisporre soluzioni adeguate alle persone in stato di bisogno. Gli episodi di violenza ci impongono di lavorare ancora di più sui temi dell’inclusione, della partecipazione e del senso di comunità. Per questo motivo, sempre al momento dell’approvazione del Bilancio, il MoVimento 5 Stelle Modena ha proposto una forma iniziale di reddito di cittadinanza. L’emendamento è stato bocciato in previsione di un provvedimento analogo da parte della Regione Emilia-Romagna, atteso entro l’estate.
Nel caso non arrivasse, l’Amministrazione dovrà assolutamente riprendere in mano l’argomento, se non vuole rimanere spettatrice di episodi di esasperazione via via più frequenti. Il MoVimento 5 Stelle – da sempre attento al tema della casa e dell’inclusione sociale – è disponibile a collaborare alla ricerca di soluzioni a partire da una quanto più possibile oggettiva valutazione dei risultati ottenuti.



FONTE : Modena 5 Stelle