CONSUMO DI SUOLO/M5S: E’ RIMANSTO ANCORA QUALCOSA DA CONSUMARE? LEGGE REGIONALE FUORI TEMPO MASSIMO, TROPPE DEROGHE VANIFICANO I BUONI INTENTI
CONSUMO DI SUOLO/M5S: E’ RIMANSTO ANCORA QUALCOSA DA CONSUMARE? LEGGE REGIONALE FUORI TEMPO MASSIMO, TROPPE DEROGHE VANIFICANO I BUONI INTENTI

CONSUMO DI SUOLO/M5S: E’ RIMANSTO ANCORA QUALCOSA DA CONSUMARE? LEGGE REGIONALE FUORI TEMPO MASSIMO, TROPPE DEROGHE VANIFICANO I BUONI INTENTI

La legge regionale che mira al contenimento del consumo di suolo è approdata lunedì e martedì in consiglio regionale.

Un provvedimento atteso da tanto tempo visto che è doveroso ricordare che il Veneto, assieme ai dirimpettai della Lombardia, hanno divorato il proprio suolo agricolo in favore del cemento.

“Nel Veneto si è costruito troppo nel passato – avverte il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Manuel Brusco – non si può continuare così. La nostra regione è un susseguirsi di case, capannoni, centri direzionali e commerciali. Per non parlare del volume di edifici inutilizzati e dismessi. Questa legge arriva fuori tempo massimo, ormai si è costruito in maniera sproporzionata in riferimento al fabbisogno di edifici e strutture di cui avevamo bisogno e dove non si è costruito si sono concordati, tra Comuni e privati, piani attuativi pronti a far sorgere nuove edificazioni. Questa legge cade a fagiolo se non fosse per il fatto che, al di là dei principi condivisibili, al suo interno contiene una moltitudine di deroghe che vanificano anche i buoni intenti. Le troppe deroghe vengono in aiuto soprattutto ad interventi che non apportano una visione complessiva della pianificazione urbanistica territoriale – si rammarica – progettualità che sono accompagnate da premialità e da poche compensazioni ambientali. Tutto questo è frutto degli strumenti con cui fino adesso si è proceduto nello sviluppo urbanistico: la legge 11 del 2004, “la legge urbanistica regionale madre di questa urbanistica scellerata che ha prodotto dei piani che hanno calato sul territorio volumi e superfici coperte in maniera estremamente sovradimensionata, senza occuparsi di valorizzare il paesaggio e la natura, ma anche del recupero e della rigenerazione urbanistica”.

Piani d’area, piano cave, suap, progetti strategici, e tanti altri “sono serviti a divorare una quantità enorme di suolo agricolo in Veneto – attacca il deputato miranese Emanuele Cozzolino – serve quindi un cambio di rotta. Serve revisionare al più presto le leggi che governano queste trasformazioni, perché frutto di politiche e momenti economici di altri tempi, sovradimensionati. Serve una legge quadro che punti al recupero del patrimonio edilizio esistente, che miri a ricucire, anche trasferendo crediti edilizi, dalle aree esterne e con un elevata potenzialità agricola e naturalistica dentro il tessuto urbano consolidato. Molti interventi, frutto di accordi di programma, si sono bloccati solo per effetto della crisi economica. Si pensi ad esempio Veneto City, che sarebbe stato il più grande centro commerciale della nostra regione il quale avrebbe cementificato una quantità elevatissima di territorio agricolo in una parte di Veneto già ampliamente utilizzate. Non si vogliono demonizzare tutti gli accordi di programma, alcuni apportano con se un vero interesse pubblico e quindi è giusto vengano portati avanti, ma in questa regione, soprattutto in passato quando la crisi economica non si era ancora fatta sentire in modo accentuato, si è dato seguito ad una moltitudine di progetti di varia natura che hanno permealizzato in modo irreversibile la nostra superficie agricola. Di sicuro non apporta alcun interesse pubblico ma solo cemento e danno ambientale la Pedemontana Veneta costruita in project financing,  un’opera criticata da tutti e voluta solo da Zaia e i privati, sulla pelle dei cittadini”.

“A Mirano, grazie al piano casa regionale, abbiamo visto crescere palazzoni e obbrobri vari dove prima sorgevano case a uno o due piani”, sostiene il consigliere uscente e candidato sindaco del M5S Antonio Milan. “Tutto ciò ha inoltre provocato gravi ripercussioni sulla viabilità. Inoltre, con il nuovo PAT la Sindaca ha confermato le cubature del vecchio PRG aggiungendone delle altre. Il futuro sta nella rigenerazione urbana, mettendo un freno a questa urbanizzazione selvaggia”.

“Tra i primi atti di questa amministrazione ci furono lo stralcio della zona edificabile destinata ai centri commerciali lungo la Romea e del polo logistico di Dogaletto –dichiara Elisa Benato, candidata sindaco del m5s a Mira – Con il Pat è stata rivista tutta l’edificabilità andando a salvaguardare le zone maggiormente abitate ma anche le  aree  non urbanizzate e il mio impegno sarà quello di continuare sulla strada tracciata da Alvise Maniero, difendendo il territorio dalla cementificazione e promuovendo il riutilizzo dell’esistente”.

Sul consumo di suolo serve una buona legge – dichiara il consigliere m5s del comune di Spinea Massimo De Pieri – È una priorità non più rinviabile per mettere fine alle troppe speculazioni, come quelle che in passato hanno consentito di fare di un comune come Spinea, soli 15 kmq di territorio, una delle realtà più densamente popolate del Veneto (1.800 mq/ab), dove nonostante si sia già ampiamente edificato oltre la reale necessità, si continua a costruire ed a consumare suolo naturale, anche attraverso scellerati “accordi di programma” tra pubblico e privato, come quello che prossimamente porterà alla realizzazione dell’ennesima area commerciale/direzionale vicino alla stazione di Spinea.



Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte: Emanuele Cozzolino : http://www.emanuelecozzolino.it/home/consumo-di-suolom5s-e-rimansto-ancora-qualcosa-da-consumare-legge-regionale-fuori-tempo-massimo-troppe-deroghe-vanificano-i-buoni-intenti/