Comuni, proventi dei permessi di costruire e sanzioni: no all’interpretazione autonoma delle norme.
Comuni, proventi dei permessi di costruire e sanzioni: no all’interpretazione autonoma delle norme.

Comuni, proventi dei permessi di costruire e sanzioni: no all’interpretazione autonoma delle norme.

Dopo oltre due anni dalla data di deposito, finalmente oggi il governo #pd risponde alla mia interpellanza sulle norme che ad oggi risultano vigenti in tema di utilizzo degli oneri provenienti dai permessi di costruire e dalle sanzioni previste dal decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.

L’art. 2, comma 8, della legge 24 dicembre 2007, n. 44, la cui efficacia è stata prorogata fino al 2014, autorizza i comuni a utilizzare fino al 75 per cento delle entrate di questi proventi per coprire delle spese correnti (50% in spese correnti e ulteriore 25% per manutenzione ordinaria delle strade e del patrimonio comunale). Al contrario, l’art. 4 della legge n. 10 del 2013, sulla stessa materia, prevede che almeno la metà delle entrate derivanti dalla riscossione degli oneri di urbanizzazione venga destinata al finanziamento di spese in conto capitale, quali sono quelle per la realizzazione di opere pubbliche di urbanizzazione, di recupero urbanistico e manutenzione del patrimonio urbanistico (uffici, scuole, ospedali, ecc.).

Abbiamo quindi semplicemente richiesto quanto prima chiarimenti e precise istruzioni per la predisposizione degli atti di competenza degli enti locali in materia di bilancio relativi alla destinazione dei contributi per il rilascio dei permessi di costruire e delle sanzioni previste dal d.p.r. 6 giugno 2001, n. 380: vogliamo che sia impedita l’applicazione differenziata delle norme relative alla destinazione delle risorse rivenienti dalla riscossione del contributi per il rilascio dei permessi di costruire per le quali è fondamentale che le determinazioni degli enti locali siano omogenee a livello nazionale.

Ma questi chiarimenti arrivano non arrivano neanche oggi! Dopo due anni dalla deposizione della mia interpellanza la risposta che riceviamo è davvero insoddisfacente: il governo è a corto di argomenti e mette sul tavolo un provvedimento Atto Camera fermo ancora alla prima lettura, mentre le norme sopra citate sono state abrogate. Un testo tra i desiderata certo, pur sempre un provvedimento che potrà essere legge un giorno come potrà rimanere nel dimenticatoio: per ora è solo una scritta sulla sabbia! Nel frattempo, gli enti locali che sono alla canna del gas non esitano ad usare i proventi dei permessi di costruire e delle sanzioni previste dal d.p.r. 6 giugno 2001 per far cassa e coprire le spese “quotidiane”, neanche fosse un bancomat, rimandando ad libitum qualsiasi piano di manutenzione del patrimonio comunale, di urbanizzazione e di recupero delle città.

http://www.gdc.ancitel.it/la-confusione-sulla-destinazione-degli-oneri-di-urbanizzazione-ancora-non-e-stata-superata/



FONTE : Movimento 5 Stelle Palermo