CENTRO STORICO DI PALERMO: “BANDO ALLO SBANDO”
CENTRO STORICO DI PALERMO: “BANDO ALLO SBANDO”

CENTRO STORICO DI PALERMO: “BANDO ALLO SBANDO”

biancoenero ballarò

Chiudo gli occhi un momento per riaprirli un attimo dopo, ma dove mi trovo? In uno dei centri storici più grandi d’Europa, patrimonio UNESCO, e sede di monumentali opere d’arte dalla ricchezza inestimabile.

Mi chiamo Tiziana Di Pasquale, ingegnere a tempo pieno e artigiana per passione, che ha deciso di far crescere la propria famiglia in uno degli immobili del centro storico di Palermo. Insieme a mio marito amiamo respirare l’aria storico culturale di questi luoghi unici, ed è per questo che abbiamo scelto di ristrutturare uno degli innumerevoli “ruderi” presenti nella I circoscrizione, restituendo la sua storia alla storia. Queste le considerazioni ad occhi chiusi.

Oggi riapro gli stessi occhi, abito in questi luoghi da più di dieci anni, e penso a quante battaglie, quanta fatica, quante denunce e quante volte mi sono esposta, rischiando anche la mia sicurezza, pur di vivere come una normale cittadina di qualsiasi città d’Italia e d’Europa. Cosa posso farci? Amo il “mio” centro storico che ho scelto di vivere e coltivare. Ammiro chiunque metta lo stesso amore per difenderlo senza mostrare alcun segno di resa al degrado, all’incuria, all’assenza di regole e di Stato.

Sebbene la nostra amministrazione comunale impieghi molte delle sue energie per una ZTL pasticciata e dal futuro incerto, o magari su progetti faraonici legati al Tram, oppure su altre questioni sicuramente importanti, alcuni/e come me si trovano impegnati in ben altre “discussioni” che incidono sul quotidiano di questa città e di tanti residenti del centro storico di Palermo. Proviamo a fare qualche esempio per essere più chiari:

– Scendere sotto casa, a qualsiasi ora del giorno o della notte, per cacciare via uno spacciatore (o chi si droga) speranzoso dell’omertà di chi abita quei luoghi. Chiamare le forze dell’ordine e trascorrere ore in questura per definire la denuncia;

– Svegliarsi nel cuore della notte dalle urla dei vicini disperati per la presenza di ladri in casa (con loro dentro), superando le proprie paure, raggiungerli (anche in pigiama) per mettere in fuga i malintenzionati facendo capire che qui siamo uniti. Segue come sempre la denuncia e la stessa trafila degli spacciatori;

– Capita anche di avere un sussulto all’ora di cena con amici, sentire un boato improvviso, e probabilmente pensare – “sarà una delle c.d. ‘bombe di Maradona’ che si divertono a far esplodere a Ballarò..” – ma una volta scesi sotto casa non è stato piacevole scoprire l’auto sventrata di una nota giornalista palermitana vittima di un atto intimidatorio;

– Percorrere uno dei vicoli che fai spesso, un vicolo privo di asfalto (altro che basole storiche), e notare che durante la notte hanno rubato i cartelli stradali, una fontana centenaria e qualche tubo di rame. In una città normale confideresti almeno in qualche telecamera sparsa per risalire immediatamente ai responsabili… Ah vero, quali telecamere? Qualcuno ha visto o saputo più nulla? Personalmente no.

In questa settimana ho appreso altre due notizie sconcertanti. La prima riguarda un gruppo di quattro ragazzi che hanno deciso letteralmente di dare fuoco (avete letto bene) al portone ed alla moto di un vicino. La sua “colpa”? Averli rimproverati per atteggiamenti “poco consoni” che avvenivano di fronte casa sua. Sono intervenuti la polizia ed i vigili del fuoco, i quali la sera prima erano già stati in zona per due furti con scasso a danno di due automobili. La seconda riguarda l’atto vandalico ai danni dello storico negozio di manifatture artigianali di Massimo e Gino che si trova vicino Casa Professa. Lo sconforto è sempre dietro l’angolo, ma non dobbiamo abbatterci, e soprattutto dobbiamo essere una vera comunità in grado di reagire a questo degrado, le iniziative non mancano, come questa, e spero che in tanti offriremo la nostra solidarietà a questi artigiani che hanno contribuito a rendere più speciali questi luoghi.

A chi mi dice – “io non ci starei manco pagato perché non traslochi” – rispondo con tutta la mia energia: “Se a casa si rompesse un tubo lasceresti la casa? No, chiameresti dei tecnici e cercheresti di renderla abitabile”. Ed è quello che faccio e farò nella mia casa elettiva che ho scelto di vivere, il nostro centro storico, ma per farlo dobbiamo essere in tanti ad alzare la voce con chi amministra questa città e che non sta svolgendo il proprio dovere.

Tiziana Di Pasquale



FONTE : Movimento 5 Stelle Palermo