Caso Ilva: ecco l’ennesima favoletta di Renzi

Il governo ha annunciato per la fine dell’anno il decreto salva Ilva di Taranto. A suo dire Renzi era così “emozionato” che non ha nemmeno aspettato il testo ufficiale per fare il suo show davanti ai giornalisti in conferenza stampa. E anche questa volta ha gettato fumo negli occhi.

Da gennaio il colosso siderurgico di proprietà della famiglia Riva da quasi vent’anni, entrerà in amministrazione straordinaria dello Stato che si impegna a risanare l’azienda. Giusto in tempo per rimetterla in sesto con i debitori e rinegoziare le bonifiche ambientali imposte da quella ‘cattivona’ dell’Europa che non vuole salvare i bambini di Taranto. E tutto sarà fatto in 18 massimo 36 mesi.

Non c’è male come favoletta di Natale peccato che i punti oscuri siano molti. Il premier ci ha abituati a una politica fatta di annunci roboanti ai quali è difficile rispondere nel merito, perché anche questa volta il testo definitivo del provvedimento non è ancora disponibile. C’è solo un comunicato stampa e una dichiarazione alla radio.

Renzi annuncia di voler salvare i bambini di Taranto, ma allo stesso tempo dice che vuole rendere più permissiva l’AIA per l’Ilva (autorizzazione di impatto ambientale). Vuole forse rendere l’aria avvelenata legalmente?

Lo stabilimento sta subendo una procedura di infrazione europea perché queste norme non le ha mai applicate. E il premier, anziché riconoscere l’esistenza di un reato, sostiene che gli obblighi previsti dall’Aia per l’Ilva non esistono per gli altri stabilimenti siderurgici europei. E’ falso. Nel marzo del 2012 sono entrate in vigore le norme più restrittive per l’AIA, è tutto scritto sul sito del Ministero dell’Ambiente.

Così Renzi ha coniato un nuovo slogan: vuole salvare i bambini di Taranto e contando sulla disinformazione ha detto: “se l’Europa vuole impedire di salvarli ha perso la strada per tornare a casa… Io sono fedele ai bambini di Taranto molto più di quanto non lo sia coi cavilli astrusi dell’Europa”.

Peccato che il premier nella sua ultima passerella nella città Jonica abbia rifiutato l’invito ad incontrare i pediatri che volevano essere ascoltati dal governo. Proprio quei dottori che a Taranto i bambini tentano di salvarli davvero.

“Renzi strumentalizza, ancora una volta, proprio coloro che, per definizione, data l’innegabile innocenza, dovrebbero essere chiamati in causa con delicatezza, con riguardo, con rispetto: i bambini. Quei bambini di Taranto, asfissiati tra cielo e terra, da fumi e colpa, da puzza e profitti privati, da malattia e speculazione, diventano il suo scudo per l’ennesimo annuncio del nulla impastato con la finta guerra all’Europa alla quale, invece, ubbidisce prono” è il commento della portavoce al Senato Barbara Lezzi.

Invece di fare conferenze stampa, Renzi vada a parlare con la cittadinanza di Taranto, vada a confrontarsi con i lavoratori, con le madri che non possono allattare i figli a causa della presenza di diossina nel latte, con gli allevatori a cui vengono abbattuti i capi, con gli agricoltori, con i pescatori. Ma, soprattutto, vada negli ospedali, visiti i malati, si faccia informare dalla LILT e operi di conseguenza”.

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FONTE: : http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2014/12/caso-ilva-ecco-lennesima-favoletta-di-renzi.html

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