Beni confiscati alle mafie. Spadoni, Gaetti, Guatteri (M5S): “Non accettabile che Reggio Emilia sia fanalino di coda. Mancanze della giunta. Promuoveremo azioni affinché la nostra città si riprenda il maltolto”.

REGGIO EMILIA, 10 luglio 2018- “Accogliamo con forza l’appello fatto dalla docente Pellegrini e riportato dalla Gazzetta di Reggio Emilia in merito ai beni sequestrati alle mafie e disponibili per i Comuni” dichiarano in una nota stampa congiunta la vicepresidente reggiana della Camera dei Deputati Maria Edera Spadoni, il sottosegretario al Ministero dell’Interno Luigi Gaetti e la capogruppo M5S in Consiglio comunale Alessandra Guatteri.

“Non è possibile, di fatto, che Reggio Emilia –città in cui si sta svolgendo il più importante processo contro la ‘ndrangheta nel nord Italia- sia il fanalino di coda in Emilia Romagna. Il Comune di Reggio Emilia ha il dovere di interessarsi e di partecipare ai bandi del Ministero delle Infrastrutture. C’è stata una vera e propria mancanza, da parte della Giunta comunale, nel muoversi in tale senso; a Reggio Emilia nemmeno un bene è in gestione agli enti locali e questo dato deve far riflettere sulle inadempienze dell’amministrazione comunale” incalza il sottosegretario Gaetti che ha delega per le materie di competenza dell’ Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

“Il fatto che a seguito del processo Aemilia gli immobili sequestrati in Regione siano passati da 90 a 200 -numeri straordinari che denotano come da anni ormai i clan hanno trovato nella nostra Regione il terreno fertile per i loro affari- ci deve far agire in tempo per non trovarci impreparati quando i beni confiscati lo saranno in via definitiva. Il riutilizzo sociale restituisce ai cittadini i beni e li trasforma in luoghi di inclusione sociale. Sono un vero simbolo di riscatto culturale, economico e sociale: riutilizzare quei beni nella nostra città sarebbe un segnale importantissimo, un vero e proprio smacco alla criminalità organizzata” prosegue la vicepresidente Maria Edera Spadoni.

“Coinvolgeremo i cittadini con una raccolta firme: il M5S si propone di attuare un processo di partecipazione e di riscatto che è l’essenza di una norma antimafia come l’utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. In Consiglio comunale ci batteremo affinché siano richiesti i beni informandosi sui fondi nazionali e regionali e venga approvato un regolamento che renda trasparente il procedimento di affido dei beni tramite la pubblicazione di un albo costantemente aggiornato favorendo le realtà delle associazioni locali” conclude la capogruppo M5S Alessandra Guatteri.

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FONTE : Maria Edera Spadoni