APPROFONDIMENTO – AGESS, UNA STORIA ITALIANA
APPROFONDIMENTO – AGESS, UNA STORIA ITALIANA

APPROFONDIMENTO – AGESS, UNA STORIA ITALIANA

APPROFONDIMENTO
AGESS, UNA STORIA ITALIANA

LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA STUPIDITA’ UMANA*


1. gli stupidi danneggiano l’intera società;
2. gli stupidi al potere fanno più danni degli altri;
3. gli stupidi democratici usano le elezioni per mantenere alta la percentuale di stupidi al potere;
4. gli stupidi sono più pericolosi dei banditi perché le persone ragionevoli possono capire la logica dei banditi;
5. i ragionevoli sono vulnerabili dagli stupidi perché:
– generalmente vengono sorpresi dall’attacco;
– non riescono ad organizzare una difesa razionale perché l’attacco non ha alcuna struttura razionale.


*da “Allegro ma non troppo” di Carlo M. Cipolla, Professore di Storia Economica a Berkeley




PREMESSA

AGESS spa nasce il 27 aprile 1999. Come potete leggere dallo stauto, potevano fare di TUTTO, meno raccogliere soldi di privati e tirare palle di neve ai vecchietti!
Se il buongiorno si vede dal mattino…qui c’erano i presupposti per creare un carrozzone mangiasoldi: e, infatti, così è stato.
Chiunque abbia lavorato in un’azienda privata sa perfettamente che le basi per la salute di un’azienda sono due:

1 – LO STATUTO
2 – IL PIANO DEI CONTI
(vale a dire la definizione del conto primario, dei sottoconti che suddividono il raggruppamento stesso e dalla voce di bilancio in cui ogni conto primario deve essere inserito.

Lo Statuto, come abbiamo visto, pieno di paroloni per poter manovrare la barca a proprio piacimento, il Piano dei Conti, al contrario, talmente malmesso che anche i consulenti del giudice fallimentare hanno fatto fatica a capirci qualcosa.

Se avrete la voglia di andarvi a leggere i bilanci di AGESS e avrete appena letto lo Statuto, vedrete immediatamente che l’Agenzia nasceva con due peccati originari:

  1. l’INCAPACITA’ e l’IGNORANZA manageriale e professionale di quei politici di Valle che hanno giocato a fare gli imprenditori con i soldi dei cittadini.
  2. la MANCANZA di un PATRIMONIO LIQUIDO; vale a dire che AGESS nasce con un patrimonio dichiarato di 4 milioni di euro, ma versato di 2.268.163,00
    (registrazione Camera Commercio): ma non sono soldi liquidi: è il
    valore periziato dell’edificio del feltrificio Crumiere! E gli stipendi
    non si pagano con i mattoni.


Questi politici sono talmente pronti a cominciare i loro affari in malafede che la presidente designata Bruna Peyrot (PD) si dimette dopo 6 mesi dalla fondazione (avete mai visto che un presidente si dimetta dopo 6 mesi? Avrà pur avuto i suoi buoni motivi, anche se non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni in merito!): una decisione “suggerita” dall’allora presidente della Comunità Montana, Claudio Bertalot (Eco del Chisone, 25 maggio 2000).

E “lorsignori” sono così pronti a litigare fra loro che, non riuscendo a mettersi d’accordo, affidano la presidenza dell’Agenzia a un estraneo all’ambiente delle spartizioni (?), Giovanni Granata: peccato, anche lui dura poco, un anno circa, e si dimette (o viene fatto dimettere) nel settembre 2001 per “questioni morali”.
Ed ecco che allora arriva Riccardo Lorenzino, direttamente dalla Tarta Volante, uno dei soci privati.
Che rimarrà in carica fino al deposito della dichiarazione di fallimento: lunedì 7 novembre 2005.
E verrà successivamente rinviato a giudizio per bancarotta semplice, malversazione e falso, assieme al direttore dell’ AGESS, Gianclaudio Magra, mentre il segretario della Comunità Montana, Mario Sandretto, viene condannato in primo grado per il reato di falso.
Lorenzino sarà poi assolto e Magra ne uscirà con una lieve condanna.

Ma: “Il giudice delegato, Alberto Giannone, ha autorizzato la curatrice fallimentare, Giuliana Barra, a promuovere una causa civile contro la Comunità montana Val Pellice che deteneva la larga maggioranza delle azioni di Agess. L’ipotesi è chiara: se la Spa è fallita, le colpe sono (anche) della Comunità… La prima cosa che si pensa, ora, è che sul banco degli imputati ci sia il presidente della Comunità montana Val Pellice, Claudio Bertalot. Lui prende atto. Ma propone diversi distinguo: «L’atto contestato fu deliberato dalla precedente Amministrazione di Comunità, presieduta da Giorgio Cotta Morandini (scomparso nove anni fa, ndr). L’ente di cui facevo parte allora, il Comune di Torre Pellice, fu molto critico sulla nascita di Agess e non vi aderì fino al 2004».
Vero. Però Bertalot fu nominato presidente della Comunità montana già nel 2000, subentrando in una partita appena avviata. E portò avanti l’iter della ricapitalizzazione: «Intanto non ci fu alcuna contestazione da parte degli organi di revisione: né della Comunità montana né di Agess – replica Bertalot -. Anzi: fu il commercialista della Spa a suggerire la soluzione dell’aumento di capitale. A mio giudizio non esisteva all’epoca alcuna normativa che impedisse questa modalità di pagamento».”
(Eco del Chisone, 12 nov. 2009).

Giorgio Cotta Morandini è morto, il “commercialista della Spa” pure, Bertalot fortunatamente gode di buona salute. Un po’ meno in salute sono i cittadini della Valpellice, visto che il buco è di quasi

5 MILIONI DI EURO
VALE A DIRE 60 EURO A TESTA PER CIASCUN ABITANTE DELLA VALPELLICE

Perché di questo stiamo parlando: di soldi nostri che “lorsignori” hanno malgestito, hanno utilizzato con leggerezza (per essere gentili) soprattutto senza prestare minimamente quella “diligenza del buon padre di famiglia” di cui parla il Codice Civile.

I SOCI FONDATORI AGESS

  • CRUMIEREVILLAR PELLICE: albergo, foresteria, ristorante, eco-museo, botteghe artigiane, uffici;
  • VILLA OLANDALUSERNA SAN GIOVANNI: foresteria, museo della pietra, show room, Istituto della Pietra;
  • POLO DEL GHIACCIO: Torre Pellice, prima gestione campo sportivo Filatoio
    e, in prospettiva, il nuovo Palazzo del Ghiaccio; Torino: pista
    dell’Atrium; Pinerolo: Palazzetto del Ghiaccio;
  • TRALCIO e PORTA DI VALLEBRICHERASIO: cantina, enoteca, negozio specialità;
  • più una miriade di progetti (piste ciclabili, eventi in occasione delle
    olimpiadi invernali e non solo, ecc) che facevano riferimento a
    fantomatici fondi europei.

Quanti dipendenti? AGESS è arrivata a impiegare fino a 60 persone: un numero insostenibile per un’azienda che è arrivata al massimo a fatturare 1.857.000 euro nel 2013 (costi del personale 440 mila euro) e 1.344.000 euro nel 2014 (costo del personale 578 mila euro): il costo del personale cresce del 30% a fronte di un calo del fatturato del 30%: anche un cretino se ne doveva accorgere!
Ovviamente ammesso che i numeri dichiarati a bilancio siano veri, visto che una delle imputazioni ai dirigenti era appunto per falso e bancarotta.
Come è possibile pagare sessanta stipendi con 578 mila euro? 9.630 euro lordi all’anno a testa? Mah!

CONCLUSIONI

Ecco le prese di posizione di alcuni attuali sindaci (Eco delle Valli Valdesi, 27 aprile 2015):

Giustino Bello, Sindaco di Cantalupa: «Qui qualcuno gestendo male la situazione ha creato un buco catastrofico e i soci non hanno esercitato il controllo che avrebbero dovuto. I processi che ci sono stati hanno purtroppo indicato che saranno tutti i Comuni a pagare. Se sarà così voglio essere “impiccato” ma non mi siedo a nessun tavolo per solidarietà con chi ha amministrato male anche se ormai gli attori politici sono cambiati. Prima però di essere “impiccato” chiederò alla Corte dei Conti un controllo sui vecchi amministratori e in seguito alla magistratura ordinaria chiederò un procedimento verso chi ha gestito: perché non ha senso che in Italia si continui a privilegiare chi amministra male».

Duilio Canale, sindaco di Luserna San Giovanni e presidente dell’Unione di Comuni del Pinerolese: «Mi sento solo di dire che le responsabilità ci sono e sono di persone che pensavano di rappresentare un partito politico».

Laura Zoggia, sindaca di Porte e presidente dell’Unione di Comuni della val Germanasca e Chisone: «Siamo molto arrabbiati! Pensare a più di 5 milioni di euro spesi per gestioni di più di 10 anni fa mette i brividi, ma genera anche un senso di rabbia il pensare di socializzare le perdite del fallimento a chi come noi… non solo non ha avuto parte alcuna nella sciagurata impresa, ma vede azzerata la possibilità di investimenti per l’occupazione. Naturalmente si richiederà che l’esecutorietà sia posta a carico della Comunità montana val Pellice, la condannata…Se tale possibilità venisse respinta, chiediamo l’assunzione di responsabilità dei soci dell’Agess o almeno di quegli Enti locali e territoriali allora soci…».

Per finire, come la pensa il MoVimento 5 Stelle:




“Il
corpo malato è l’Italia, infettata a ogni livello a partire dalle
amministrazioni locali. Il virus sono i partiti che nel tempo hanno
causato metastasi come le partecipate, aziende usate come
stipendifici e serbatoi di voti con buchi milionari a carico dei
cittadini. Il sistema immunitario sono i cittadini onesti che hanno
prodotto gli anticorpi: gli amministratori a 5 Stelle.
Laddove il MoVimento 5 Stelle governa ha rotto le secolari tradizioni
di inciuci, accordi sottobanco, posti agli “amici degli amici”,
affidamenti ai soliti noti e ha iniziato a perseguire gli interessi
dei cittadini. Un cambiamento epocale: la #Cura5Stelle
che debella i partiti e risana le città.”

cittadino Luigi Di Maio, vicepresidente Camera dei
Deputati




Manlio Leggieri
MoVimento 5 Stelle Valpellice

PS: Nel Consiglio Comunale di Torre Pellice del giorno 30/04/2015 si è discussa una nostra interrogazione sul caso AGESS depositata il giorno 20/04/2015. Nell’occasione avevamo chiesto un impegno al Sindaco affinchè si facesse promotore per l’organizzazione di un incontro pubblico in cui invitare, oltre ai cittadini e gli altri amministratori di Valle, anche coloro che più direttamente avevano vissuto la vicenda. A tutt’oggi, e nonostante avessimo ricevuto il suo consenso, questo incontro non è stato fatto e non ci risulta neanche sia mai stato proposto!



FONTE : Movimento 5 Stelle Valpellice