Ancora Tirreno Power, ancora un unico punto di vista – Consiglio Comunale del 17.11.2014
Ancora Tirreno Power, ancora un unico punto di vista – Consiglio Comunale del 17.11.2014

Ancora Tirreno Power, ancora un unico punto di vista – Consiglio Comunale del 17.11.2014

Va in onda un Consiglio fotocopia di quello già tenuto qualche tempo fa, con pochissime varianti. Strenuamente voluto da alcuni consiglieri, in particolare Bracco e Larosa, non aveva alcuno scopo se non dare l’impressione ai lavoratori che anche il Comune di Savona facesse pressioni in loro favore, soprattutto in vista delle importanti scadenze per il rinnovo dell’Aia.

Una posizione che, pur rispettando la drammaticità della situazione occupazionale di tali lavoratori, ci appare parziale e monca di diversi punti di vista, da quello della magistratura a quello dei comitati, e delle problematiche della salute e dell’ambiente.

Prima variante: molti erano gli assenti anche in maggioranza, e non è un caso che fra di essi si annoverino tutti i consiglieri, di maggioranza appunto, che in qualche modo hanno a che fare con l’ambiente e le professioni sanitarie.
Significativo, ma comunque pur sempre una fuga dalle proprie responsabilità, dal diritto dovere di difendere la salute, anziché il coraggio di affrontarle a costo di spaccare la maggioranza. Non credo che sia per questo che li hanno votati i cittadini.
In ogni caso, questo era un segnale significativo di per sé, che la dice lunga su come l’odg proposto fosse tutt’altro che imparziale e obiettivo.

D’altra parte, essendo a favore dei lavoratori, (ammesso che appiattirsi sulle posizioni aziendali alla lunga sia davvero un favore ai lavoratori) si basava su una traccia redatta dai sindacati stessi.

Addirittura nella prima bozza comparivano posizioni discutibili, come adoperarsi per far modificare i valori limite richiesti per l’AIA. Una entrata a gamba tesa nel campo delle attuali questioni giudiziarie.
Quella frase è stata rapidamente espunta, ma rimanevano molte espressioni vaghe o ambigue. E dai sindacalisti che hanno preso la parola, Civelli della Cgil sollecitava addirittura a fare propria la delibera del Comune di Vado, quella appunto che suggerisce limiti più blandi rispetto al documento finale della commissione ministeriale. Cosa che sarebbe stata impossibile non essendo Savona interessata direttamente dall’impianto, ma abbastanza assurda di per sé, perché avrebbe comportato una assunzione di responsabilità pesanti anche nel quadro giudiziario.

Anche questa volta, Aschiero ha presentato un altro odg, in cui si sottolineavano gli aspetti della salute, della richiesta di metanizzazione, dell’abbandono del carbone, del rispetto della magistratura.

Anche questa volta ciò ha comportato discussioni, proteste, figure non eccelse davanti ai lavoratori (non per colpa di Aschiero), facendo risaltare quelle contraddizioni che i fumosi odg tentano a tutti i costi di nascondere.

Seconda variante: questa volta, dopo una discussione dai toni molto accesi in capigruppo, con sospensione della seduta, Aschiero ha accettato di ritirarlo, previo inserimento di alcune frasi (sempre molto generiche per non scontentare nessuno) a integrazione.
Noi abbiamo dichiarato fin dal principio che non votavamo nessun odg. Coerenti con le nostre posizioni, sull’inutilità di questi documenti in generale, ancor più se di parte, o talmente annacquati e generici da dire tutto o niente, come le lettere dei parlamentari, Giacobbe su tutti, che sono state lette a inizio seduta: solo politica e dichiarazioni d’intenti.

I lavoratori al momento non ci capiranno, e ce ne dispiace, ma riteniamo questa posizione più rispettosa della loro dignità e dei loro diritti, dire le cose come stanno e cercare una strada concreta, anziché ignorare, o fingere di, quelle evidenze della realtà che cozzano contro certe prese di posizione.

La seppur blanda aggiunta sull’uscita dal carbone, senza precisare tempi modi e metodi, è stata sufficiente a produrre rumoreggiare in sala.
Peraltro, terza variante, c’era meno della metà del pubblico di lavoratori dell’altra volta, e molto meno rumoreggiante. Forse qualcuno inizia a rendersi conto che le promesse di politica e sindacati non sono poi così affidabili.
Anche se qualcuno dal pubblico ha accusato noi di fare solo parole. Affermazione che sarebbe comica, a fronte di un odg come quello votato alla fine, se non fosse tragica la situazione.

Non farò un resoconto degli interventi, per una sorta di stanchezza che provo, nel girare sempre attorno alle stesse questioni. Riporterò solo, per correttezza di documentazione, la traccia del mio.

Il discorso del Sindaco al solito ha ricevuto applausi. Una affermazione, però, è passata sotto traccia ma è apparsa allarmante: ha detto che la centrale non può chiudere, perché sarebbe una bomba ecologica. Primo, parlare di bomba ecologica è pesante, grave, e andrebbe meglio specificato. E poi, se così fosse, si dà per scontato che come sempre accade il privato, l’azienda, possa sottrarsi ai suoi doveri sacrosanti di bonifica? Cosa voleva dire, il Sindaco? O gli diamo uno spiraglio per produrre, o lasciano il territorio in queste condizioni?

Alla fine, ventuno voti a favore, compresi, questa volta, Aschiero e Pongiglione.
Assenti Addis, Arboscello, Benvenuto, Lavagna, Marson, Minetti, Nigro, Parino, Pesce, Prefumo, Vignola.

Noi non abbiamo partecipato al voto, ma tutti i media hanno parlato di unanimità e si son dimenticati di scriverlo.

FONTE: : http://www.savona5stelle.it/2014/11/ancora-tirreno-power-ancora-un-unico-punto-di-vista-consiglio-comunale-del-17-11-2014/