Ambiente in Valsugana


Il nostro territorio provinciale, prettamente montano, presenta delle peculiarità ambientali dovute dalla conformazione geografica e dal clima.

Viviamo nel cuore delle Alpi, la catena montuosa più importante d’Europa; abbiamo le Dolomiti che sono considerate patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO.

Siamo immersi in un paesaggio di inestimabile valore ambientale e ricco di bellezze naturali: Valli, Altipiani, laghi, fiumi e corsi d’acqua, boschi e prati, innumerevoli specie di fauna e flora alpina.

Orbene, l’ambiente in cui viviamo è tanto speciale quanto delicato.

Dovremmo in ogni caso averne cura e rispetto, tutelando la sua eccezionale qualità e cercando di utilizzarlo sempre tenendo conto della sostenibilità delle nostre scelte e azioni. 

Ogni persona è direttamente coinvolta e responsabile; ognuno di noi è parte integrante della comunità, pertanto sono le singole  azioni, anche quelle ritenute più piccole – come le abitudini quotidiane -, che possono fare la differenza e garantire il giusto equilibrio tra la vita moderna e l’ambiente.

Siamo tutti abitanti-ospiti dello stesso territorio, da cui possiamo trarre beneficio e sostentamento.

Ma oltre alle singole persone, c’è la responsabilità della politica, che, con le sue scelte – interventi e normative -, può determinare il futuro di un territorio e del suo ambiente. 

La politica ha il compito, doveroso, di intervenire con misure normative finalizzate alla tutela e al controllo del rispetto ambientale.

La qualità della vita delle persone è strettamente legata alla qualità dell’ambiente circostante in cui si vive.

L’inquinamento atmosferico e ambientale (falde acquifere, terreni, coltivazioni, allevamenti) rappresentano una delle cause principali di morte, non solo in Italia ma in tutta Europa.

Le fonti di inquinamento sono moltissime (smog, inceneritori, centrali a combustibile fossile e biomassa ecc.) ed è arduo pensare che si possano annullare tutte, tuttavia è possibile – anzi necessario! – cambiare radicalmente rotta.

Un dato, terribile e preoccupante: in Italia, ogni anno, si verificano 91 mila morti premature a causa dell’inquinamento atmosferico.

Gli accordi internazionali fatti in questi anni si sono dimostrati poco efficaci e, in molti casi, sono rimasti solo “impegni sulla carta”.

Il motivo? Semplice e chiaro: ci sono interessi economici fortissimi che spingono a non concretizzare quegli impegni e soprattutto a mantenere un approccio “leggero” sulle tematiche di tutela ambientale.

Non possiamo permetterci di continuare su questa strada.

Non dobbiamo permettere che il nostro habitat sia distrutto in nome della “crescita infinita” (che non può esistere).

Bisogna “rallentare” e riflettere; guardare soprattutto al futuro e ragionare/agire con lungimiranza, al fine di garantire un ambiente vivibile e vitale per chi verrà dopo di noi.

 

Ma torniamo nel nostro “piccolo” Trentino…

Anche qui la situazione non brilla: dalla Val di Non, infestata dall’uso massiccio e incontrollato di pesticidi e fertilizzanti chimici, alla Valsugana, che per alcuni politici locali è stata usata come valle da deturpare. 

E la responsabilità (politica) maggiore ricade proprio sul candidato attuale nel collegio di Pergine: Lorenzo Dellai.

Dellai, che vive di politica dalla metà degli anni 90, ha rivestito il ruolo di sindaco di Trento prima (dal 1990 al 1998) e Presidente della Provincia Autonoma di Trento poi (dal 1999 al 2012); nel febbraio del 2013 entra in parlamento con la lista di Mario Monti.

Durante il suo mandato ricordiamo il disastro ambientale di Monte Zaccon di Marter, in Valsugana, (emerso a seguito di indagini nel 2009) dove vennero conferiti illegalmente rifiuti pericolosi di vario genere che hanno rilasciato sostanze cancerogene e altre di natura organica molto pericolose per l’uomo e l’ambiente. 

Nel mentre il governatore Dellai dichiarò “nessun pericolo per la salute”. Parole irresponsabili a dimostrazione della scarsa considerazione avuta su un fatto così grave.

Ma non c’è solo Monte Zaccon, che grazie alle indagini e ai processi si è riusciti a bloccare il propagarsi di una pratica illegale e altamente dannosa per l’ambiente e la salute dei cittadini; in Valsugana, a Borgo, c’è l’acciaieria, un “mostro” ambientale ancora oggi, purtroppo, attivo.

Su questo, però – va detto per completezza di informazione -, la responsabilità non è solo dell’ex governatore Dellai, ma di tutta la coalizione di centro-sinistra-autonomista. 

Nessuno dei partiti di maggioranza provinciale si è mai realmente speso per la tutela della salute dei cittadini (migliaia di residenti), in particolare della Valsugana, perché hanno anteposto gli interessi “economici” dell’attività siderurgica – che mai doveva nascere in quel particolare contesto ambientale – e di conseguenza hanno “ceduto” a tutte le emissioni prodotte e sparse nell’ambiente per proteggere l’occupazione (un centinaio di lavoratori).

Sulla questione ambientale il centro-sinistra-autonomista si è  dimostrato assente e poco sensibile.

Per quanto concerne l’acciaieria, io credo che si debba fare una analisi ragionevole sull’impatto ambientale dell’attività siderurgica e in base agli esiti stabilire come procedere per il futuro, fermo restando che la tutela dei lavoratori (beninteso non solo quelli dell’acciaieria) deve essere sempre al centro dell’agenda politica.

 

Mario D’Alterio
Candidato alla Camera dei Deputati per il M5S



FONTE : MoVimento 5 Stelle Trentino

LINK: https://www.trentino5stelle.it/ambiente-in-valsugana/

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