Alle consultazioni referendarie sottovalutare i principi della democrazia partecipativa nonchè quorum zero produce risultati negativi
Alle consultazioni referendarie sottovalutare i principi della democrazia partecipativa nonchè quorum zero produce risultati negativi

Alle consultazioni referendarie sottovalutare i principi della democrazia partecipativa nonchè quorum zero produce risultati negativi

Alle consultazioni referendarie sottovalutare i principi della democrazia partecipativa nonchè quorum zero produce risultati negativi




Cari Concittadini e Concittadine, visto lo scarica barile mediatico del Primo Cittadino in ordine al palese insuccesso ottenuto al recente referendum, preme far ascoltare anche la nostra campana.
Ancora una volta, prendiamo atto con rammarico, che non vi è la benché minima assunzione di responsabilità da parte dei nostri amministratori: quando vincono è merito loro, quando perdono la colpa è sempre di qualcun altro.
Nel Consiglio straordinario di novembre scorso maggioranza e minoranza unite hanno votato il dispositivo che dava inizio alla procedura di fusione: dunque pienamente convinti e d’accordo. Già in passato si sono perdute occasioni analoghe, tra il resto in contesti decisamente più favorevoli. Non era dunque il caso di mancare questo ultimo treno.
Non abbiamo però potuto convenire e approvare il modo con cui si è successivamente agito. Abbiamo chiesto in più occasioni pubbliche che questo percorso fosse di tipo veramente partecipativo. Che venisse coinvolta la Comunità. Era una scelta importante, radicale, che andava condivisa, ragionata, decisa con tutti. Ma ogni volta che si chiedeva ciò, il primo cittadino eludeva la richiesta, si è persino stizzito in alcune occasioni. La maggioranza ha pensato che sarebbe bastato informare delle scelte operate, a cose fatte, senza dare modo ai Cittadini di poter dire la loro, su quanto si andava a disporre. Oppure il Sindaco ha voluto richiamare a sé e solo a sé il merito di tutta l’operazione che dava per scontata. E questo se ci si consente è arroganza o superficialità.
La prova? Basta guardare quel che è successo in quel di Drena: lì le cose sono invece andate esattamente al contrario. Il loro Primo Cittadino ha coinvolto la popolazione così come il consiglio comunale tutto, minoranze comprese. E infatti i risultati sono sotto gli occhi di tutti: i cittadini hanno partecipato ed hanno espresso in maniera chiara la loro volontà.
Presumere che bastasse qualche disperata telefonata domenicale partita dai cellulari di consiglieri o assessori di maggioranza , in alcuni casi direttamente dal seggio in cui presenziavano, o della presidente del Consiglio che dalla piazza della sua frazione indirizzava i passanti al seggio elettorale, per cercare di raggiungere il quorum, è stato tardivo ed inefficace.
Forse ora qualcuno si pente di non aver accettato nel novembre scorso, in occasione della modifica dello Statuto comunale, la nostra proposta di abolire il quorum nelle consultazioni referendarie. Talvolta ascoltare il suggerimento di chi voleva solo far pesare sempre e comunque la volontà popolare potrebbe rivelarsi anche conveniente. Basterebbe un po’ di umiltà …
C’è da chiedersi dove fosse il 77% di consenso che il sindaco continua ad attribuirsi a supporto del suo ruolo……. forse avendolo ascoltato in televisione in occasione del referendum del 17 aprile scorso, sulle trivelle, i cittadini hanno memorizzato il messaggio che invitava a disertare le urne e andare fare un pic nic…….. a volte suggerire di rinunciare ai propri diritti/doveri si ritorce poi contro.
A meno che al nostro movimento non si attribuisca, dopo solo un anno di consigliatura, il potere politico di influenzare ben il 63% dei consensi!!
Il verdetto di domenica purtroppo parla chiaro, così come le azioni razionalmente prese sulle scelte poi operate.
Ora che si fa? Lasciamo stare per cortesia la panzana di rifare il referendum. Siamo seri! Già l’incapacità di Fravezzi ci ha fatto perdere un milione e mezzo di euro in un decennio.
Ora bisogna ricostruire una prospettiva nuova per le nostre comunità, che meritano una guida più assidua, vicina e attenta. E siccome non tutto il male vien per nuocere, almeno un vantaggio da questo possiamo trovarlo: il sign. Fravezzi Vittorio, saltata la fusione, non potrà più candidare alle prossime comunali.
Se non si semina, difficilmente si può pretendere di fare un soddisfacente raccolto.

La consigliera Capogruppo per il MoVimento 5 Stelle Dro
Cinzia Lucin

I consiglieri per il MoVimento 5 Stelle Dro
Alvaro Tavernini
Roberto Matteotti



FONTE : MoVimento 5 Stelle Trentino