AGRICOLTURA… da dove ripartire
AGRICOLTURA… da dove ripartire

AGRICOLTURA… da dove ripartire

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Come per tutti gli argomenti, il meetup Terracina 5 Stelle ha discusso a proposito di agricoltura svolgendo  diversi incontri pubblici a cui tutti i cittadini interessati hanno potuto esprimere le proprie idee. L’argomento ha portato ad analizzare la situazione presente all’interno del territorio comunale andando a sviscerare gli indicatori e i dati messi a disposizione dall’ISTAT quali il imagecensimento sull’agricoltura del 2010 e il censimento del 2011.  Analizzando questi dati, è possibile avere un quadro generale della situazione e capire come l’amministrazione può agire nell’interesse degli operatori del settore.

Prendendo come riferimento gli occupati per settore, si evidenzia che gli occupati nell’agricoltura silvicoltura e pesca risultano essere 2402 sul totale di occupati di 15.399 e dunque riguarda oltre il 15% della popolazione (dati censimento 2011).

Andando a leggere invece i dati delle aziende agricole presenti nel territorio comunale (censimento agricoltura 2010), troviamo che in numero assoluto risultano essere 1559 e di queste solo una fa agricoltura biologica, e solo 57 di queste fanno coltivazioni o allevamenti DOP o IGP.

Altri dati interessanti e da tenere in considerazione per avere una idea d’insieme della situazione del territorio, è la forma giuridica e la dimensione di queste. Infatti 1505 su 1559 aziende risultano essere ditte individuali, e la dimensione di terreno coltivata e per la quasi totalità inferiore a 5 ettari.image2

Un altro dato interessante è il titolo di studio del titolare, che è quasi sempre uguale o inferiore alla licenza media, e che l’informatizzazione è ad un livello preoccupante (vedi tabella sotto).

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Un altro dato significativo è l’età del capo azienda che si distribuisce abbastanza equamente nelle fasce di età superiori ai 40 anni e cala drasticamente per i più giovani.

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Infine andando ad analizzare la cittadinanza dei capi azienda e verifichiamo che solo 3 aziende su 1559 sono gestire da extracomunitari, cosa che ci induce ad ipotizzare che il ruolo di questi ultimi è esclusivamente quello di braccianti.

Cittadinanza del capo azienda
italiano-adi paese dell’Unione europea a 27di paese extra Unione europea a 27 paesitotale
1549731559

Questo studio ci permette di fare delle considerazioni interessanti, per un settore lasciato alla deriva dai rappresentanti politici locali, che hanno sempre abbandonato a se stesso il settore. L’agricoltore è utile al questo solo nei mesi precedenti alle elezioni, momento nel quale riceve inviti e visite a cene elettorali in cambio del voto.

Il tessuto produttivo delle aziende agricole è dunque totalmente composto di aziende a conduzione familiare di piccole dimensioni. Il dato dell’informatizzazione e del titolo di studio ci fornisce il prototipo dell’azienda.

E’ semplice capire, parlando con pochi agricoltori rappresentanti l’azienda tipo, che il calo della produttività è stato molto elevato negli ultimi anni. Gli agricoltori sono obbligati sempre di più ad aumentare le quantità prodotte industrializzando il processo produttivo, a discapito dell’abbassamento della qualità del prodotto.

E’ però impensabile competere con l’invasione dei prodotti della grande distribuzione, provenienti per lo più da paesi dove gli standard produttivi ed il costo della manodopera sono inferiori. Non dimentichiamoci del problema della contraffazione alimentare il cui contrasto non riceve i risultati sperati.

Per dare speranza al settore, è necessario incentivare le eccellenze locali, puntare sulla qualità. I DECO, denominazione comunale di origine, sono uno strumento che può permettere questo. Vista la presenza sul territorio di prodotti che possono beneficiare di questo tipo di politiche come ad esempio la fragola favetta.

Sarà inoltre fondamentale per l’amministrazione comunale, adoperarsi in modo serio per accedere ai fondi per lo sviluppo rurale,  sempre trascurati dai funzionari che oggi sono competenti in materia. Fondi che possono essere utilizzati innanzitutto per fornire al tessuto produttivo servizi che dovrebbero essere essenziali, come ad esempio la manutenzione delle strade rurali che sono in molti casi impraticabili e in completo abbandono. In secondo luogo, i fondi possono essere indirizzati in progetti virtuosi che valorizzino la qualità e la promozioni dei prodotti locali, ed a favorire l’associazionismo consortile e cooperativistico.

Un altra strada fondamentale sulla quale crediamo che l’amministrazione locale debba impegnarsi, è la definizione delle politiche di sfruttamento del territorio attraverso un censimento delle aree comunali da assegnare a gruppi di sviluppo territoriale, giovani e disoccupati per la produzione di prodotti agricoli autoctoni.

Infine crediamo che occorra incentivare il piccolo agricoltore locale, il coltivatore diretto in modo da creare una cultura generale attorno all’importanza di promuovere i prodotti a km 0, sia per ridurre l’inquinamento sia per raggiungere un’autosufficienza locale. A tale scopo individuare aree dove allestire mercati rionali che siano accessibili agli agricoltori locali con forti agevolazioni.

Per salvaguardare il nostro territorio e la qualità dei prodotti locali fare una scelta precisa dichiarando il nostro comune NO OGM.



FONTE
: Terracina 5 Stelle