agognate
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600.000 metri quadri di area produttiva agricola per costruire un capannone per la logistica. Sono sessanta ettari di campi a riso che, secondo il progetto annunciato dall’amministrazione uscente, possono essere sacrificati per far spazio a un ennesimo cubo di cemento per sviluppare la logistica.
Posti di lavoro sbandierati circa 600. Nelle aree dove si sono fatti i capannoni per la logistica dicono che i posti di lavoro sono molti meno, circa un decimo. I veri posti di lavoro saranno quelli che andranno ad essere coperti durante i lavori di cementificazione, poi basta.

Analizziamo meglio il progetto per come lo conosciamo. Un ettaro produce circa 40 quintali di riso, sessanta ettari fanno 2.400 quintali, una bella montagna di riso. Siamo certi che si possa rinunciare a questa quantità di riso annuale per far spazio ad un capannone?

Secondo il MoVimento5Stelle no, non se ne parla nemmeno e ci sarà la più ferma opposizione. Ci sono aree dismesse che possono essere rivitalizzate prima di distruggere terreni agricoli. Ricordiamo che un terreno agricolo una volta distrutto da uno sbancamento diventa sterile e ci vogliono anni prima che ritorni ad essere un terreno produttivo, secondo alcune stime si parla di alcune centinaia di anni, ma nessuno lo sa con precisione visto che nessuno lo ha potuto constatare di persona…

Inoltre il progetto di cementificazione di Agognate, che sembra stare molto a cuore alla giunta uscente, non tiene conto di alcune regole regionali, nello specifico:
il divieto della Legge Urbanistica Regionale n. 57/77 e s.m.i. di destinare ad usi extraagricoli i suoli utilizzati per colture specializzate, irrigue e quelli ad elevata produttività (come i terreni di Agognate).
b) le indicazioni del Piano Paesistico Regionale del 04.08.2009 che classifica il sito di Agognate come “area di elevato interesse agronomico”.
c) le raccomandazioni del Piano Territoriale Regionale che:
c.1) indica, per l’ambito di Novara ed anche con specifico riferimento alle aree industriali,la necessità di limitare lo sprawl periurbano, le rendite di attesa immobiliari di tipo puramente speculativo e il consumo di suolo agrario, privilegiando il riuso ed il recupero delle vecchie aree dismesse;
c.2) chiede ai Comuni di contenere il consumo di suolo entro il 3%; di prevedere adeguate aree di compensazione ambientale; di prevedere nuovi impegni di suolo solo quando sia dimostrata l’ inesistenza di alternative e quando sia dimostrata l’effettiva domanda, previa valutazione delle aree libere, del patrimonio edilizio esistente e non utilizzato e di quello sottoutilizzato e da recuperare;
c.3) chiede alla Provincia di razionalizzare l’offerta delle aree produttive promuovendo accordi territoriali finalizzati alla perequazione e di mettere in atto politiche ed azioni volte ad attrarre imprese innovative, ambientalmente sostenibili e capaci di promuovere occupazione qualificata, privilegiando le localizzazioni di nuove attività produttive collegate funzionalmente alla ricerca ed all’innovazione tecnologica dei processi produttivi.



FONTE : Novara 5 Stelle