Aeroporto di Verona: Esposto M5S all’ANAC
Aeroporto di Verona: Esposto M5S all’ANAC

Aeroporto di Verona: Esposto M5S all’ANAC

Un’operazione poco trasparente e dai tratti che non sembrano del tutto legali. E che, soprattutto, non ha portato ai risultati attesi. Per queste ragioni, due parlamentari del Movimento 5 Stelle, Francesca Businarolo e Arianna Spessotto e il consigliere regionale Manuel Brusco, hanno presentato un esposto all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione. Al centro l’ingresso nell’aeroporto Catullo di Save Spa, gestore degli scali aeroportuali di Venezia e Treviso, avvenuto nel 2013 a seguito di un’offerta di 70 milioni di euro.

Sotto la lente, in particolare, quanto accaduto nell’estate del 2014: lo stato della situazione patrimoniale vedeva il Catullo in mano a soci pubblici tramite la società Areogest S.r.l., posseduta dalla Camera di Commercio di Verona (per il 39,05%), dalla Provincia di Trento (per il 30,26%), dalla Provincia di Verona (per il 20,7%) e dal Comune di Verona (per il 9,97%). Secondo la normativa vigente – rileva l’esposto delle due deputate – sarebbe stato necessario fare una gara ad evidenza europea per la cessione delle quote. Una strada che non è stata seguita dagli enti proprietari. Non solo: con la delibera del 23 luglio 2014, il comune di Vllafranca, socio minoritario, ha ceduto una quota del 2 per cento della società Catullo alla Save Spa.

Un atto che viola la normativa vigente, in atto con il decreto legislativo 163 del 2006 e confermata dal decreto legislativo 50 del 2016, secondo cui la cessione della partecipazione azionaria di un ente locale deve prevedere una procedura di evidenza pubblica.
Nello stesso mese, il 30 luglio del 2014, l’assemblea straordinaria dei soci del Catullo ha deliberato un aumento di capitale tale da consentire alla Save di aumentare la propria partecipazione sociale prima al 35% e in seguito al 40,3%.

«Ad oggi l’ingresso di Save non ha portato alcun rilancio dello scalo – è il commento di Businarolo, Spessotto e Brusco – e la scelta di non aver espletato una gara pubblica ad evidenza internazionale ha influito negativamente sul rilancio dell’intero sistema aeroportuale e del territorio del Garda. Ricordiamo, inoltre, che alla distanza di circa tre anni nessun investimento degno di nota è stato portato a termine, nonostante i pomposi annunci. Intanto, ben140 posti di lavoro sono andati persi».

Ora la cronaca parla di un possibile aumento della compartecipazione di Save all’interno dell’aeroporto veronese e di una possibile offerta pubblica d’acquisto a cui sarà soggetta la stessa Save. «Ci sono tutte le premesse – notano gli autori dell’esposto – per riprendere il percorso di una gara internazionale e individuare un investitore in grado di garantire un reale sviluppo del sistema aeroportuale e dell’indotto del territorio del Garda, tutelando la libera concorrenza ed evitando manovre elusive e speculative». «Siamo in stretto contatto – conclude Businarolo – con la Onlit, Osservatorio nazionale liberalizzazioni infrastrutture e trasporti, che già aveva evidenziato delle scorrettezze nelle procedure. Ora con questo esposto rileviamo la possibilità di recuperare, almeno in parte, agli errori fatti negli ultimi quattro anni».



Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte: Francesca Businarolo : http://www.francescabusinarolo.it/aeroporto-di-verona-esposto-m5s-allanac/