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Adozioni internazionali: Della Monica finalmente out, ora serve trasparenza

Proprio nei giorni in cui è avvenuto l’avvicendamento con Laura Laera alla carica di vice presidente della Commissione Adozioni Internazionali (CAI), un articolo online de “Il Fatto Quotidiano” ha riaperto i dubbi e le perplessità sul ruolo svolto da Silvia Della Monica durante il suo operato durato 3 anni e mezzo. Per poter fare chiarezza su una vicenda che ormai seguo da tempo, ho depositato una interrogazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per sapere se, oltre ai profili di rilevanza penale (che emergono dal processo), risultano emergere altre irregolarità dalla condotta di Silvia Della Monica.

L’articolo giornalistico fa riferimento alle 9mila pagine dell‘indagine per truffa depositate al processo in corso a Savona a carico dei vertici della onlus Airone, nelle quali pare sia documentato un crescendo di comportamenti inspiegabili e ai limiti del lecito da parte di chi era a capo dell’autorità di controllo sulle adozioni, proprio l’ex magistrato Silvia Della Monica. E pensare che l’ente statale che fa capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrebbe vigilare l’operato degli enti autorizzati nell’esclusivo interesse della legalità e dei cittadini. Invece, pare non sia stato affatto così, come da più di tre anni sto cercando di dimostrare insieme a famiglie disperate per l’assoluta assenza di comunicazioni da parte della CAI.

Ascoltata il 26 novembre 2014 come persona informata sui fatti, alla Della Monica vengono poste domande sul suo ruolo nella vicenda Airone in Kirghizistan, oggetto dell’inchiesta per truffa e associazione a delinquere che stanno istruendo e per la quale oggi si sta celebrando il processo a Savona, per capire se lei abbia assecondato in qualche modo il disegno di alcuni responsabili di enti finalizzato ad aggirare la revoca della onlus di Albenga tramite una fusione tra enti o l’uso di enti “prestanome”, così da continuare a utilizzarne le autorizzazioni e gestirne le procedure adottive.
Si parla anche di atti distrutti nel cuore della notte del 31 luglio 2014 al fine di far sparire dal suo ufficio documenti, che nelle intercettazioni telefoniche descriveva come “molto pericolosi”, e che durante l’audizione venivano indicate come minute di una contestazione disciplinare a carico di una dirigente della segreteria tecnica che voleva rimuovere. Come se non bastasse, ai titolari di enti sotto indagine l’ex magistrato e senatore consigliava poi di “non usare il cellulare”.

Purtroppo il quadro dell’inefficiente gestione delle adozioni internazionali in questi tre anni e mezzo si arricchisce di scenari a dir poco rassicuranti per le coppie in attesa. Una Commissione che per volontà del suo vice presidente non si è mai riunita, non ha mai dato risposte alle famiglie in attesa di adozione e non ha mai svolto appieno il suo ruolo di controllore sugli enti autorizzati. Il risultato è che dal 2010 al 2014 abbiamo assistito ad un calo del 50% e trovo francamente inaccettabile che alcuni colleghi del PD abbiano richiesto la riconferma della Della Monica. Anche per questo mi auguro che il Governo (sempre guidato dal PD) ci dica se fosse a conoscenza del processo in corso e perché non abbia provveduto prima alla rimozione della vice presidente. Con l’insediamento del giudice minorile Laura Laera, alla quale chiederò un incontro a breve, mi auguro che finalmente si possa cominciare a lavorare seriamente, ridando dignità al mondo delle adozioni internazionali. Bisogna ripartire tenendo ben presente che la priorità sono i bambini e le famiglie. Nessun altro.

APPROFONDIMENTI
– Interrogazione a risposta scritta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
– Ilfattoquotidiano online Adozioni, il lato oscuro dello Stato: cambio al vertice dopo tre anni di ombre, veleni e conflitti politico-giudiziari



Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte: Emanuele Scagliusi : http://www.emanuelescagliusi.it/2017/06/adozioni-internazionali-della-monica-out-serve-trasparenza.html